Domande che non si fanno più

Guardando – e anche ascoltando  e anche leggendo- intorno a me, nei giorni
nostri in questo nostro paese, mi viene da chiedere:

– c’è stato davvero quel tempo ?
– ci sono stati davvero quegli uomini ?
– ci sono state davvero quei grandi cambiamenti ?
– ci sono state davvero quelle grandi speranze ?

E soprattutto mi chiedo, dovremmo chiederci tutti:

– ci sono ancora uomini così ? e dove sono ?
– dove sono finite quelle grandi speranze ? potremmo riaverle oggi ? e come
?

E soprattutto soprattutto …. dovremmo risponderci.

3 pensieri su “Domande che non si fanno più

  1. Nel libro più interessante, godibile e divertente che abbia letto dai tempi della Versione di Barney, Christian de Sica (“Figlio di papà”) ricorda così Pasolini:

    “Quando l’ho conosciuto Pier Paolo, io non ero certo bello. Non ero coatto, anzi, ero un signorino, forse lui mi guardava male. Di terribile ho capito che c’era la morte dei suoi occhi, ossia vedevo un uomo che amava il nero e gliel’ho detto a Laura.
    ‘Ma non ti piace Pier Paolo? Ma che dici?’ mi apostrofò.
    ‘Senti, io vedo..come se io vedessi un morto, va verso la morte’.
    Le ho detto quello che sentivo, la verità”.

    Anche io rispondo così: quelle speranze, quei grandi uomini, non esistono più, perchè erano nate e nati per consumarsi in quegli anni. Oggi non solo non esistono, ma non servirebbero più a niente. Oggi Pasolini sarebbe solo uno in più tra i vecchi che passano tutto il pomeriggio alla puerta del Sol a toccare i piselli dei neri dietro le aiuole pubbliche, e non scriverebbe più una riga.

  2. Delle due l’una.
    O si rimpiange pasolini o si critica l’Italia di oggi.
    Quest’ Italietta nasce dalle ceneri di Pasolini e Moravia & co. La spocchia culturale che hanno inoculato nel ceto medio italiano ha prodotto una sinistra intelletualoide e lontana dal paese che ha portato la plebe, quella stessa plebe che marciò su Roma e anni dopo castigava le tedesche a Rimini durante il boom, a votare Craxi e a vedere Drive in prima e, a consegnare a Berlusconi le stigmate di una santità politico-economica praticamente inarrivabile.
    I giovani non conoscono Pasolini perché le professoresse del liceo, braccia sottratte al focolare domestico, che nella sua ombra si sono formate non lo sanno spiegare ai suddetti giovani. Pasolini è morto da omosessuale praticante a due passi dalla spiaggia di Ostia, oggi gli omosessuali militanti, invece, che lo amano intellettualmente e lo hanno sicuramente letto, trionfano a due passi dalla spiaggia dell’isola dei famosi. Quella generazione di intellettuali ha la grandissima colpa di aver forgiato due generazioni di colf culturali.
    Per quanto riguarda Moravia poi, c’è davvero poi poco di cui parlare, penso che le sue opere non valgano neanche la carta riciclata usata dai vari editori per stampare le edizioni economiche della sua opera.
    Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior e da Moravia nasce Dacia Maraini.

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