Oh te, cazzone

Tu.
Sì tu, che leggi distrattamente queste pagine, che magari sei a lavoro e invece di produrre passi il tempo a girare per blog o tu, studente, segaiolo che saranno le 11 e devi alzarti ancora dal letto e magari leggi questo con un portatile (alzati perdio). Tu. Insomma.
Sappi che fino ad oggi non ci hai capito un cazzo.
Se ti consola sappi che fino a venerdì 2 ottobre ultimo scorso non ci avevo capito un cazzo neanche io. Se ti consola. Sennò ciccia.
Magari ti chiederai cosa possa essere successo venerdì: se hai letto bene tutti i giornali, i tuoi feed, tutte le tue cosine del cazzo al pc, se hai dimenticato qualcosa facendo la spesa. No, caro/a. Non hai perso niente di tutto questo.
Se fossi uscito di casa e andato al più vicino cinematografo e comprato un biglietto per un film che in Italia si chiama Bastardi senza gloria avresti capito. Se l’hai fatto, in tal caso, sei amico mio.

Tornando a bomba, non avevamo tutti capito un emerito perchè credevamo che Quentin Tarantino fosse un grande regista “noirblablablacazzoneblablablaintrippatoconipiedianzichèlafigablablabla” e vario altro. Non è cambiato niente di tutto questo, caro/a, rimane tutto quanto sopra ascritto a quel minchione con una faccia da cazzo che giuro che se non avesse fatto il regista e mi fosse passato anche con mezzo piede fuori dalle strisce avrei lasciato per terra con la mia C3; è tutto come prima.
Cambia solo una cosa, che da uno così ti aspetti che magari continui a cazzeggiare, a fare il “suo” cinema a far fare seghe a te (e a me) con citazioni di film che trovi neanche  a  Porta Portese in vhs, non che a un certo punto facesse un film SUL cinema. O meglio facesse CINEMA.
Perchè Inglorious Basterds è la sublimazione di cinquant’anni di cinema, di un linguaggio che passa dall’Europa anni sessanta alla mitteleuropa, alle divagazioni Kubrickiane e al minimalismo per chiudere il cerchio con una revisione del cinema bellico. In chiave Quentiniana.

Inglorious Basterds è sostanzialmente un capolavoro, e sappi, stronzetto/a che questa parola qui, su queste pagine tu l’avrai letta si è no 3 volte in 4 anni, quindi occhio, che sta botta è vero. Un film che senza esagerazioni rientra tra i tre migliori dell’ultimo decennio e che indubbiamente è il migliore Tarantino.
Jackie Brown? annientato. La sposa? demolito. Pulp Fiction e Le Iene? non scherziamo su. Death Proof? ecco lì era un segno che c’eravamo molto vicini.
Tutto questo senza neanche starci a pensare venti secondi eh.
Non co she concezioni tu abbia di cinema, ma un film che per il 90% è scritto e recitato in Tedesco/Francese/Italiano e un solo 10% affidato alla lingua madre e non ti fa alzare dopo dieci minuti, beh, se non è un miracolo dimmelo tu cos’è (e non fare battute che è una canzone di Venditti, non divagare, stai attento sennò mi incazzo).
Un film che parla di latte, di strudel, di bobine, di giochi con le carte e di scotch, di schnapps e di trespoli. Un film che parla sostanzialmente di un cazzo, che potrebbe essere un corto, tanto il plot sarebbe scarnificato se capitasse in mano a un cazzone vero (diciamo Michael Bay). Un qualcosa che è una panna montata con un cucchiaino di latte e metti che quella panna montata è un bidone. Un po’ come Gesù con i pani e i pesci, se ci credi.
E non è tutto.
Perchè tu, cazzone da blockbuster, come me (del resto), conoscerai Cristoph Waltz (o “colonnello LLLandaaa”) e ogni volta che lo rivedrai o sentirai nominare ti butterai per terra a piangere perchè uno così tu (ed io) non l’hai mai visto; conoscerai l’uomo col “complesso del cazzo” più grosso del mondo che è Eli Roth (e giuro su Dio che se vi vedo fare i siciliani la mazza so io dove farvela sentire), riconoscerai nome come Hugo Stiglitz e ridefinirai il tuo concetto di “psicotico”.
Brad Pitt capirai da 4 battute che puoi fargli fare quello che vuoi.
Pensi che sia finita qui.
Non è.
Tu, una volta tanto non penserai più a Megan Fox, Cerina Vincent, Emma Roberts e chi cazzo vuoi tu, tu capirai che cosa è una donna guardando Mèlanie Laurent, protagonista assoluta del film, bella come Nastassia Kinski, erotica e sensuale tra bobine e proiettori (con un libro in mano in un cafè ero erotico pure io eh)  con una mimica facciale e fisica che porta a spasso col passeggino tutte le attrici ora in circolazione (beh forse Marion Cotillard no, ma solo forse eh). Non mi credi? Ricorda la scena in cui spiega “il piano” , guardala.
La camera è ferma eh, lì Tarantino non c’entra un cazzo, le dice solo “guarda in alto”  – ma stai ancora a letto perdio? – e lei va. Tu scene così non ne vedrai più. Tu un gesto con cui una donna afferma di volere fare quel piano e chiuderlo col palmo della mano rivoltato in alto e col pollice e l’indice uniti a toccarsi non lo vedrai mai più.
E’ un miracolo Inglorious Basterds e potrei continuare ore.
Una roba così dubito capiterà mai davanti a te.
Soprattutto se non ti alzi da quel cazzo di letto/sedia e non vai a vederlo.
Tipo adesso.

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Ah e quando vedrai questa scena sappi che ti renderai conto che qualsiasi donna tu abbia visto nella vita equivale a "un cazzo"

8 pensieri su “Oh te, cazzone

  1. Visto questa sera.
    Bello.
    Molto bello, decisamente.
    Dovrei rivederlo per capire meglio, per approfondire alcune cose, perchè io sono tendenzialmente un ignorante del cinema.
    Però concordo su quasi tutto.
    Tranne sulla collocazione tra i film di Tarantino.
    Il migliore? Può darsi, non saprei, ma di sicuro se devo scegliere il secondo posto non lo do a Deathproof. Sicuramente non alla versione italiana, ma credo nemmeno al Grindhouse originale coi trailer finti e planet terror in un unico film.
    Personalmente la cosa che più mi ha colpito di Bastardi senza gloria è che credo di aver visto il primo film sul nazismo che non ha pretese di essere storico/credibile/rispettoso.

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