Bestiario moderno e Fenomenologia di Waltz

Parte I. Bestiario Moderno

Impero Romano: un coguaro attacca un teenager

Che cos’è un ‘cougar’? E’ un coguaro, un grosso felino della famiglia Puma, che comprende puma concolor e puma yagouaroundi. Fin qui tutto liscio. Andiamo avanti col bestiario.

Impero Americano: una coguara attacca un teenager

Che cos’è una ‘cougar’? No, non è una femmina di puma, bensì un termine spregiativo dello slang Americano che indica una donna sulla tarda quarantina che sta con un uomo più giovane. Per intenderci, l’etichetta viene appiccicata con scioltezza a Demi Moore (47 anni portati bene con l’aiuto del botulino), che sta insieme ad Ashton Kutcher (31 anni e una grossa mancanza di talento come attore, ma gli si vuol bene lo stesso).

Secondo concetto importante: in una serie televisiva chiamata Cougar Town, la quarantacinquenne Courteney Cox (che ricorderete come Monica di Friends, anche perché nella sua carriera, oltre a farsi odiare da TUTTE le Springsteeniane eterosessuali del pianeta per essere stata la ragazza che si spupazza il bel Bruce nel video di Dancing in the Dark, non è che abbia poi concluso granché) interpreta una donna sui quaranta recentemente divorziata che per recuperare la gioventù che ha perso a stare dietro al figlio che ha avuto a 20 anni, ora si trastulla con giovanotti under-35. La serie è francamente piuttosto squallida e retrograda e non ve la consiglio, ma tenete in mente il concetto. Mi state ancora seguendo? Grazie. Procediamo quindi con l’evoluzione della specie.

"It's well and kosher to say you don't understand but this is for Holland-Dozier-Holland!"

Che cos’è un ‘mougar’? E’ una parola inventata che sarebbe una combinazione di ‘maschio’ e ‘cougar’. Se siete stati attenti fin qui, avrete già capito: un ‘mougar’ è un uomo sui 45-50 che esce con donne under-30. (Io l’ho scoperto così.) Problemino di linguistica: se nella situazione ‘cougar’ è il significato culturale della parola ad essere orripilante, nel caso di ‘mougar’ anche il significante non scherza. Senza stare a scomodare Ferdinand de Saussure, ‘mougar’ è una parola brutta e posticcia, e in quanto tale non attacca nell’uso quotidiano. L’uomo maturo con compagna giovane si chiamava sugar-daddy nel secolo scorso, ‘silver fox’, o anche Humbert Humbert nei casi più estremi (ma qui si parla di cose legali, non di perversioni pedofile), e anche qui altri termini brutti e poco usati nel linguaggio corrente.

Ma è non solo linguistica zoologica; ovviamente è anche una questione culturale. Perché da che mondo è mondo, il ‘volpone argentato’ che si accompagna a giovani donzelle non è mai stato scandaloso, anzi. Guia Soncini dice che il fatto che non ci sia un termine corrente per descrivere il maschio ‘cougar’ è perchè l’uomo maturo con donna giovane viene da “una tradizione molto più solida”. E cita Nancy Meyers, “la regista di È complicato, che non casualmente ha sessant’anni e un ex marito ora sposato con una donna più giovane, ride: ‘Certo che non c’è una parola per gli uomini che stanno con donne più giovani: si chiamano ‘uomini’”.

In poche parole, stiamo tranquilli che per tutti i Jack Nicholson, Ronnie Wood, e Harrison Ford che ci sono in giro, Mougar Town è una serie che non si farà mai, perché mentre fa ridere (ma anche no) guardare Courteney Cox sull’orlo della menopausa che fa figuracce tremende saltando addosso ai compagnucci di college del figlio, e viene ritualmente umiliata per non sapere comportarsi come detterebbe la sua età secondo i canoni della borghesia di periferia Americana, l’equivalente maschile della situazione finirebbe inevitabilmente a pacche sulle spalle e cinque alti per il Casanova di mezza età.

Stiamo a un livello di politica dei sessi che Jane Austen al confronto era una rivoluzionaria Zapatista. Ma questa è roba vecchia, e visto che sono “la contributor più macho di Junkiepop” (cit.) non è da me predicare del femminismo spicciolo. Le cose si fanno più interessanti quando ci si trova davanti al fenomeno Christoph Waltz, ovvero il vero argomento della vostra dose settimanale di logorrea byronica.

Parte II. Fenomenologia di Christoph Waltz

Interludio: piccolo valzer viennese

(Interludio: Christoph Waltz, 53 anni, è un attore rampollo di quattro generazioni di teatranti Viennesi, che si è fatto per circa una trentina d’anni un mazzo tanto in teatro e nel mediocre mondo delle fiction di polizia Tedesche; vi risparmio i dettagli, ma sappiate che dal 1970 il popolo Germanico in massa si riunisce tutte le Domeniche davanti alla TV dopo il rituale Tagesschau delle 8, a guardare il tradizionale episodio settimanale di Tatort – una specie di ‘CSI: Deutschland’ low budget.

L'Ispettore Rex posa per il paginone centrale del Bestiario delle Fiction di Polizia Tedesche

Dell’ Ispettore Derrick e del Commissario Rex non vi devo spiegare nulla: Christoph Waltz ha fatto vari episodi anche di quelli (la sua puntata di Rex è gloriosamente trash), per poi finire, con la proverbiale botta di culo, a fare un provino per uno dei personaggi più impressionanti della storia del cinema in Inglourious Basterds di Quentin Tarantino, e a vincere un meritatissimo Oscar per Miglior Attore non Protagonista per la sua interpretazione del SS-Standartenführer Hans Landa. Risultato: in questi giorni Christoph Waltz è dappertutto – film con Robert Pattinson, blockbuster tratti da fumetti diretti da Michel Gondry, servizi di moda su Vogue, talk show con Charlie Rose, Jay Leno e David Letterman (che è un po’ più come giocare a tennis con Boris Becker che come andare a La Vita in Diretta), e ha annunciato il suo primo film da sceneggiatore e regista. Se se la gioca bene è arrivato. Bravo. Fine interludio.)

"Ma vedi, George, insieme alla Περιπέτεια è la Κάθαρσις la parte più importante della Tragedia. Spiegaglielo tu a Elisabetta."

Ora, Christoph Waltz, che è quindi un attore con tutti i crismi – la genealogia, il talento, la gavetta, il curriculum – è anche chiaramente un uomo intelligente, sagace, colto, capace di esprimere opinioni personali e complesse in tre lingue senza grandi sforzi mentali, dotato di senso dell’umorismo, un modo di fare elegante e sofisticato, e un’indubitabile consapevolezza di essere piuttosto attraente. (Mai sottovalutare un uomo che sa di essere attraente.)

Non scherziamo, non è roba da teatrante medio (fidatevi), e soprattutto non è roba da attore medio di Hollywood (provateci voi a parlare delle tre unità del teatro tragico secondo Aristotele con George Clooney. Quello mi passa i pomeriggi con la Canalis, perdio, immaginatevi la conversazione. Senza contare che da dove l’ho vista e sentita parlare io, l’Inglese della Canalis sta a “the cat is on the table. Er cane se lo sta a magnà!”). Insomma, una volta tanto il materiale per il successo c’è tutto e anche le motivazioni a giustifica dell’idolatria.

Persino io che del film di Tarantino non vado matta, da quando si è fatto crescere la barba e l’ho sentito parlare senza copione ho una cotta per Christoph Waltz che fa provincia. E non sono la sola: su Facebook ha 30.143+ fans. Su Tumblr c’è una roba tipo 4000 entries cercando il suo nome. La cosa curiosa è che a) l’età media di Tumblr è circa 18 anni; b) più della metà dei 2.000.000 di blogger sulla piattaforma Tumblr sono ragazze. Molto grezzamente, perché le statistiche non sono la mia specialità, a me sembra che il grosso della fanbase di Christoph Waltz siano ragazzine. Il fatto è che andando a guardare bene, tanti post su Christoph Waltz scritti da giovani donne adulanti non ne considerano il ‘Wiener Charme’ o il livello intellettuale, no, per la maggior parte sono post scritti da teenager sbavanti e viaggiano su questi piani:

a) Mi fai sangue (=sei gnocco e ti desidero fisicamente).
b) Mi fai sangue anche se hai l’età di mio nonno.
c) Nell’unico tuo film che ho visto indossi un’uniforme Nazista, quindi mi fai sangue anche se hai l’età di mio nonno.

E tutto ciò era ben prima della ‘situazione Der Humpink‘. (Altro spiegone: Der Humpink è uno sketch televisivo che Waltz ha girato come partecipazione al Jimmy Kimmel Live Show. Lo sketch è uno spoof di un inspiegabile siparietto comico russo degli anni ’70 (che potete vedere qui se ne avete il coraggio), in cui Waltz oltre che cantare e ballare dà una dimostrazione “non metaforica” della parola humping. E riesce a rimanere figo lo stesso, persino in Lederhosen.) Esce il nuovo video di Lady GaGa, qualcuno ne fa immediatamente un meme mash-up con Der Humpink. Siamo a questi livelli di iconografia pop spicciola.

In poche parole, questo è un uomo maturo che dalle ragazzine viene trattato come un paginone centrale di Playgirl, come un New Kid on the Block dei tempi andati, o uno Zac Efron cresciuto. Hanno anche le magliette. Giuro. Ma perché?

No grazie, le avances esplicite mi rendono nervoso

La cosa dell’uniforme Nazista non me la bevo. Alla fine se una proprio ha quella fantasia lì da soddisfare, c’è sempre il buon Thomas Kretschmann (typecast as a Nazi since 1962) – ma poi i Nazisti li fanno sempre fighi nei film, guardate Ralph Fiennes, Ed Norton, e persino Eddie Izzard. Ma Waltz suscita emozioni forti anche senza divisa: a quanto pare alla festa pre-Oscar di Harvey Weinstein, una giovane bionda misteriosa gli avrebbe offerto uno *strudel con panna* (gratutito eufemismo porno del giorno, chiedo venia) che lui ha educatamente rifiutato.

Quindi ok, ritorniamo al fascino dell’uomo maturo. Sarà per caso che le ragazzine hanno la ‘fantasia del moguaro’? Waltz è fidanzato in casa da dieci anni con una normalissima costumista Tedesca quarantenne, con la quale ha una bambina (e ha anche altri tre figli tra il teenager e l’adulto da un matrimonio precedente, per la cronaca). Sia chiaro che nessuno qui gli sta dando del moguaro nella vita, ma sarà mica che ste ragazzine proiettano una specie di fissazione per un tipo su di lui? E quindi, oddio, diventeranno mica aggressive e pericolose come le quarantenni-coguare? Sorge quindi la necessità di domare questo temibile esemplare di giovane femmina.

"Haben Sie mich gerade MOUGAR genannt?!"

Come si fa? Con la psicologia da parrucchiera (‘poverina, ha chiaramente una fissazione col padre’), o con una semplice etichetta linguistica che la faccia sembrare meno complessa di quel che è, trovando motivazioni terra-terra al suo comportamento. Come si chiamerà quindi nel bestiario popolare moderno la specie di ragazza che stravede per un uomo più vecchio? State pensando a una cerbiattina indifesa che ha bisogno di una figura paterna? A una femmina di mustelide aggressiva e parassitica? Alla mantide religiosa? Sbagliato. Si chiama ‘gold-digger’, cercatrice d’oro. Per parafrasare la cara Jane Austen, il concetto implicito è che è una fatto universalmente riconosciuto che una ragazzina sia in cerca di “uno scapolo in possesso di un solido patrimonio”, e che quindi un uomo maturo abbia a disposizione mezzi più concreti di quelli dei coetanei. Ma neanche questa me la bevo. In fondo nessuna di queste ragazze sta cercando un marito Austriaco: quello che gli farebbero non comporta né un pre-nuptial agreement, né la scelta delle tendine per la cucina. (PS: Una fa le ricerche, scrive un post ragionato, e poi scopre che certe cose si scriverebbero anche da sole. Una di queste ragazze mi ha fatto notare che, per anticipare l’etichetta zoologica e quindi prendere in mano la situazione, loro stesse hanno deciso di coniare il termine ‘baby panther’.)

Ma dico io, che male ci sarà se le giovani donne si attaccano a un modello maschile del genere – vedi sopra: mens sana in corpore sano, e con materia grigia tra le orecchie – e se naturalmente pastorizzano la cotta in modi da ragazzine? Non è comunque meglio di sbavare appresso a certe sottospecie di attori cani, musicisti razzisti, vampiri lessi, tronisti e calciatori? Non è un bene che si rendano anche conto che l’arroganza della tenera età non è tutto, e che si può invecchiare e rimanere svegli e interessanti – e che quindi non tutti gli adulti sono cazzoni quanto loro credano? E poi insomma, se per caso una ragazzina si fissa con un certo attore piuttosto colto, e per caso le viene in mente di andarsi a leggere di che cosa sta parlando quando cita Aristotele o Brecht, e per caso comincia a interessarsi seriamente alla cosa, dà poi così tanto fastidio?

Ceci n'est pas une proposition indécente

Una risposta a queste domande non ce l’ho, ma giunti a questo punto vorrei fare un appello pubblico a Herr Waltz. Senta, io una ragazzina non sono più, e non sono in cerca di uno scapolo da sposare (un Tedesco con cui guardare Tatort la Domenica sera ce l’ho già). Ma se per caso le interessasse, invece che dell’adorazione come oggetto di fantasie non propriamente kosher, una conversazione su Thomas Bernhard e Bruno Bettelheim, o su Shakespeare e Chekhov, io sono piuttosto versata sull’argomento. Vielleicht könnten wir auf Deutsch uns unterhalten, oder in mon Français plutôt terrible, or in English of course, pero también en Español si usted quiere, o persino in quel suo buffissimo ‘fake Italian’. Magari potrebbe anche insegnarmi a ballare il valzer, che con quel suo bel nome mi sa che è capace, e poi lei è Viennese scusi, se non lo sa ballare lei il valzer, allora chi? Faccio anche una Sachertorte da paura. Su, non sia timido, mi chiami.

9 pensieri su “Bestiario moderno e Fenomenologia di Waltz

  1. E’ che si è fregato da solo dicendo che si era ferito la zampina in un incidente sciistico vicino a Parigi. Ma come biasimarlo? Io sotto a uno sguardo del genere confesserei anche cose che non ho fatto.

    (Comunque a me sembra che le cucciole in questione siano già turbate parecchio…)

  2. Pingback: Carnage; o, Il polpettone « JunkiePop

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