La Jessica ci chiamava ‘Verme’

Io e il mio amico Carlo B – che è un nome fittizio “Oh, I’m sorry, I didn’t realize he was a real person.” “He’s not. I made him up.” “Oh, so he’s not real?. Just as real as you and I” (citazione da intenditore) – questo mese siamo stati invitati ad una festa di matrimonio di due miei cari amici di Ferrara, organizzata puntigliosamente in un piccolo circolo nel centro della città, con rinfresco, concerti e un bel djset a seguire, eccetera. Fra i vari invitati c’era il già noto a queste pagine – e anche alla sezione commenti – Jacopo Lietti dei Fine Before You Came e Verme.
Carlo B, che è un timidone, mentre eravamo fuori a fumare mi ha posto un interessante quesito: ‘senti Davide, ma secondo te cosa vuol dire “Sentirsi presto domani, con la semplicità di una montagna”?’. Un’ottima domanda a cui né io né lui siamo riusciti a rispondere seriamente ma solo con un paio di idee buttate lì. ‘Carlo, prova a fermarlo e chiederglielo, alla fine avete pure suonate assieme, non devi vergognartene!’. Purtroppo per la nostra fame di curiosità, dopo un paio di bevute e due salti in pista, Carlo B si è dimenticato di fare l’arguta domanda e mentre tornavo a casa in bici, impregnato dall’umidità glaciale che permeava sul mio corpo in movimento, mi sono chiesto più e più volte se la definizione che ho improvvisato e detto al mio amico avesse minimamente a che fare con la realtà dei fatti di Jacopo. Io a Carlo non gli ho mai detto la verità di quella mia interpretazione, perchè mi vergognavo e sentivo il gonfiore dei ricordi farsi forza nel petto.

È inutile sottolineare che questa volta non si sta parlando di Lido Adriano e dei Fine Before You Came. Perchè in Italia c’è altro, ci sono i Verme.
All star band con membri di Dummo, Hot Gossip, Fine Before You Came ed ex delle Aghata, i Jets To Brazil di Milano fanno uscire ogni qualvolta la sala prove gli ispiri creatività una manciata di canzoni qua e là. Adesso i quattro, che sono anche i Samiam meneghini, ci regalano Bad Verme, sempre in free download e sempre con copertina citata e modificata (questa volta, come può far presagire il nome, sono i campioni del punk Bad Religion). Nulla da dire, l’impatto è fresco come un ghiacciolo nelle mutande. I testi di Jacopo sono sempre velati da qualche figura retorica divertente che è bello cantare in coro ai loro concerti.

Il martedì dopo la festa di matrimonio Carlo ha compiuto i suoi primi 30 anni e appena ci siamo visti la mattina (ovviamente con la semplicità di una montagna) ha detto ‘Oh Davide, alla fine ho sentito il pezzo nuovo dei Verme e boh, ho compiuto trent’anni e quando mi sono guardato allo specchio mi sono chiesto anche io se fosse quella la mia faccia o se il mio collo ci avesse vomitato sopra…e la cosa del cappio mi ha messo a disagio’. ‘Ma noi dai Carlo, va tutto benone, domani è comunque un altro giorno’ affermazione a cui penso lui abbia risposto silenziosamente con ‘affanculo, domani ho anche un giorno in più’.
Fatto sta che il nuovo ep dei Verme – come appunto era solita la mia amica Jessica apostrofarmi – è una bomba ad orologeria. Freschi nel loro essere 98 e i Jawbreaker italiani, freschi frutti per ortaggi mica rancidi, brillanti sotto il cocente sole all’ombra del contadino che li annaffia. Freschi di produzione, one day recording session, scarpe di tela con la stellina e via a registrare le take. Gli Hey Mercedes lombardi sono tornati con due canzoni bomba, Va Tutto Benone e Va Tutto Marchette, ricche di coretti e il suono sporco e melodico del miglior emo punk di fine 90’s, che ti rimane in gola come se stessi per impiccarti – ‘se non ti chiamo è perchè ho dato per scontato che tu stessi un poco meglio di quella volta che ti ho visto con un cappio intorno al collo’ potrebbe essere la somma dell’acidità femminile di tutte le ex ragazze che si interessano (o si fingono interessate, mai capito) dello stato di salute e sociale dei rispettivi ex morosi. Tant’è, poco importa.

Di cappi attorno al collo me ne sono provati un sacco pure io, ma non si intonavano con le camicie a quadretti, per cui ho optato per la salvezza, che alla fine se avessi voluto morire da giovane avrei dovuto iniziare a scavarmi la fossa tanto tanto tempo fa. La Jessica ha sempre detto che mi stavano bene, ma non mi fido, ha il gusto estetico di un topolino. Ma fa niente, perchè se tutto va benone tu continuerai a dire troppo spesso no, ma non è per te che sono qui. Vallo a dire al vecchio che non so più cosa scrivere a riguardo e ricopiare i testi mi sembra la cosa più consona – ovviamente dopo averli ascoltati, perchè i regaz hanno del talento da vendere ai vostri iTunes e voi dovete prenderne tutti e farci la comunione ogni dì. Tiè:

Bad Verme

Gli alitri li trova spulciando qua

Ah giusto, la Jessica è un personaggio realmente esistente. La Jessica è l’amica un po’ oca che arriva sempre quando non la si vuole. La Jessica aveva l’abitudine di chiamarci ‘Oh Verme’.
Se stai leggendo, ciao Jessica!

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