Slightly Off

Un buongiorno a me e un buongiorno a voi.

Quando Giorgio mi ha chiesto di entrare a far parte del novero di autori di JunkiePop ho fatto un controllo di sicurezza: mi sono andata a leggere la lista del meglio della tv dell’anno secondo The AV Club. Non sarà l’elenco definitivo, ma è molto rappresentativo di quello che succede sul piccolo schermo che interessa a noi (noi come generazione di tardoni digitali, noi come giovani ed ex giovani pressoché bilingue, noi che difficilmente guardiamo la programmazione di Italia1… noi, insomma).
Il risultato è piuttosto sconsolante: delle serie elencate o non ho mai visto niente, o ho interrotto la visione dopo un po’.

I motivi per queste mancanze sono dei più vari (quel giorno mancava la luce; colpita da amnesia, pensava fosse il 1518; il gomito mi fa contatto col piede, eccetera), ma credo che importino complessivamente poco quando invece mi sento di poter ben rappresentare il pensiero di chi mi ha letto fin qui, e che dovrebbe essere all’incirca:

ma se non guarda quelle serie, allora cosa guarda?

La risposta è: altro.
E questo è il contributino piccino picciò che vorrei portare a JunkiePop finché non mi cacciano via a pedate e/o smettono di rispondermi al citofono: serie belle ma cancellate? Célo. Network sfigati che a malapena registrano un bip sulle montagne russe dello share? You got it. Scivoloni, figuracce, momenti altissimi dei quali non s’è accorto nessuno? Yesssuìchen. Col vostro permesso, s’intende.

Per esempio.

Il fatto che esista un canale come IFC è uno di quei dettagli privi di importanza che pure mi dice che forse al mondo non tutto è perduto. Che c’è ancora speranza per il genere umano, se esiste un networkino (nord-americano, certo: i soliti sognatori, quelli lì) che si dedica anema e core alla risata intelligente. Chiaro che non lo fanno per la gloria: il canale è di proprietà di AMC, che trasmette Mad Men, The Walking Dead e altra varia inumanità e che ha fatto i supersoldi vendendo il canale Bravo (quello dei reality show più beceri) alla NBC. Questo per dire che la moneta a IFC finora l’ha data il papà.

Forse è per questo che la programmazione di IFC sembra fatta da una manica di pazzi: fin dal primo impatto, quello con l’online, si può rimanere confusi: esiste un Ben Stiller Show e nessuno ne parla? SCOOP! Malcolm In The Middle? In che anno siamo, scusate? Intanto permettetemi di tranquillizzarvi: il Ben Stiller di cui sopra è quello vintage e non imbiancato che andò in onda fino al 1993, e noi siamo sempre, benché da poco, nel 2012: è che IFC persegue una politica di recupero della comicità di culto, e infatti ritrasmette a ciclo continuo, per dire due cose, anche Arrested Development o Undeclared, la serie firmata Judd Apatow che servì a lanciarlo nel firmamento come IL regista di commedie per il nuovo millennio.

E’ bello che esista una riserva naturale, il cui motto peraltro è “Always On. Slightly Off.” (quest’ultimo nell’ovvia accezione di “leggermente fuori di testa” piuttosto che di “leggermente scaduto”) dove è ancora possibile godere della faccia irresistibile di Janeane Garofalo, ma non è questo l’unico motivo per essere felici dell’esistenza in vita di IFC.

Questo poi è un momento particolarmente fausto per voler bene al canale, perché il network ha appena mandato in onda i primi episodi delle seconde stagioni di quelle serie inedite che stanno portando qualche altra monetina in cassa, con buona pace delle paghette di papà AMC: The Increasingly Poor Decisions of Todd Margret e Portlandia.

Si tende in genere a parlare di più del secondo, in virtù dell’alto profilo di Fred Armisen, che si è inventato il progetto parallelamente al suo ruolo come Repertory Cast Member in Saturday Night Live, ma anche dell’exploit comico di Carrie Brownstein, ex Sleater-Kinney, che nessuno immaginava potesse avere una tale presenza scenica lontano da una chitarra.

Invece, di The Increasingly Poor Decisions of Todd Margret si discute assai meno, e non capisco perché: David Cross, che ne è il protagonista, è ormai un nome riconoscibilissimo (proprio grazie ad Arrested Development). La trama è tutta nel titolo: da una singola, cattiva decisione in avanti, il travet Todd Margret si rovina la vita, nello specifico spostandosi a lavorare in Inghilterra quando non ha alcuna idea di cosa dire, cosa fare e quando farlo. Di gaffe in figura barbina, la sua è una parabola discendente inarrestabile, ed irresistibile nella sua comicità. Merito anche di un signor cast, con Dave Harrison (Inbetweeners), Susan Horgan (Free Agents), figlia e papone Amber e Russ Tamblyn, ma soprattutto Spike Jonze (lui, lui!) e Will Arnett. Senza svelare niente di fondamentale, nella prima puntata della nuova stagione compare anche Jon Hamm, e posso solo dire che è sempre più evidente che quel caro giovanotto è sprecato per Mad Men: come motto, “Slightly Off” si adatta benissimo non solo alla sua persona, ma a tutto il contesto, così deliziosamente kafkiano.

Foca di Bisanzio è un imperatore romano d’Oriente che ha regnato dal 602 al 610 d.C. In questo momento condividiamo il nickname. Potreste avermi letto su Mondo Oltro e Zazie al Binario 17, mentre al momento i miei deliri sono legati a doppio filo alle sorti dell’Impero Bizzarrino. In più una volta a settimana o giù di lì terrorizzo Enzo durante Polaroid. E pensa che c’è pure gente che mi ha fatto pubblicare delle cose. A più riprese, oltretutto. Stanno proprio fuori, oh.

3 pensieri su “Slightly Off

  1. come non darti il benvenuto se nel tuo primo post parli di Malcolm in the Middle (mia serie preferita ever), AD e The Increasingly Poor Decisions of Todd Margaret? :)

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