Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Dopo una breve sosta, torna Il punto sul campionato: noi che abbiamo i ritagli.
Durante le feste abbiamo collezionato foto e curriculum di figlie del calcio ma, come già accaduto, eventi di caratura superiore catturano la nostra attenzione, e precettano lo spazio dedicato alla foto che accompagna il post.

Guardatela bene – la foto -, voi amanti del giuoco del calcio.

Giuseppe Mascara, ormai ex giocatore del Napoli, scrive il primo tweet. A chi è indirizzato?
Poco dopo il tweet scompare, sostituito dal secondo. Come mai?
GiorgioP sostiene che spesso qualche hacker prenda di mira gli account di twitter dei giocatori dell’NBA.
Potrebbe essere accaduto lo stesso a Mascara. Sembra che l’hacker sia di Livorno. GiorgioP dice di San Vincenzo…

GiorgioP – Torniamo a noi. Vado controcorrente: lo scudetto, lo vince il Milan.
Schachner – Quest’anno secondo me lo perde qualcuno, più di uno che se lo va a prendere.
O Milan o Juve crollano tra un po’, ho questo presentimento.
Se dovessi puntare un euro, sceglierei anche io il Milan, perché ha già affrontato tante assenze portando sempre a casa il risultato.

G – Diciamo una cosa impopolare, cioè la dico io: Pozzo si tirerà presto fuori dalla lotta per la Champions League, come fece l’anno scorso con lo scudetto. Per vari motivi non conviene arrivarci (perché ormai l’Udinese si vede come l’azienda della plusvalenza, bel gioco e bei risultati ma se vinci la gente ti chiede gli acquisti) e quel posto sarà lasciato all’Inter, presumibilmente.
S – Non voglio fare quello che è sempre d’accordo con te ma anche io ho questa impressione.
Le parole di Guidolin ad inizio anno “non so se sono capace a tenere una squadra lì su” erano già su questa frequenza.
Qualsiasi presidente avrebbe ripreso una modestia del genere.
Per la corsa al terzo posto sono pero’ fiducioso – vs potere del nord calcistico – e credo che l’Inter sia bollita davvero e che la serie di vittorie sia stata una felice parentesi.
Per quel posto in Champions League ci sono l’Udinese, la Lazio, l’Inter, Roma e Napoli. Tutte alla pari.

G – Palacio quest’estate sembrava quella che a Roma chiamiamo la Sora Camilla: tutti la vogliono e nessuno la piglia.
Alla Roma sarebbe stato perfetto, no?
E magari anche nell’Inter di Gasperini avrebbe avuto un ruolo perfetto, sicuramente più di Forlan. Ce ne accorgiamo noi e non se ne accorgono loro?
S – Palacio è obiettivamente un grande giocatore.
Non è mai stato particolarmente appariscente perchè con il gioco del Genoa di Gasperini era spesso lontano dalla porta, e, quando ci si avvicinava, prima aveva fatto sempre 40 metri di campo a mille all’ora.
Quest’anno, a Genova, avevano deciso di farlo giocare vicino alla porta, e si vedono i risultati.
Forse a Roma lo sapevano ma non se la sono sentita perchè non è più un ragazzino.
A Milano, invece, sfondo del Geriatrico Trivulzio, hanno sempre dinamiche di mercato poco chiare e hanno preferito rischiare Forlan – più grande di tre anni – perché costava meno.
Noi ce ne accorgiamo perchè, in prima squadra, all’Inter non ce n’è uno che abbia l’occhio lungo.

G – Intanto il Bologna, per cui sottosotto tifiamo per fare torto a Zamparini, viene a Roma senza Ramirez e fa la partita perfetta.
S – E si. Ci piace Bologna, la rosa, l’allenatore, anche la maglietta (a me anche la franchezza di Diamanti). Sono curioso di sapere come sarebbe andata la Roma se avesse preso proprio Pioli come allenatore.
Mi viene in mente che qualche tempo fa un mio amico ‘pallonaro’ ha incontrato a cena Giovanni Sartori, uomo di mercato del Chievo. Gli ha domandato quale fosse secondo lui la peggiore rosa della serie A e Sartori ha risposto “…il Bologna!”. Era prima dell’arrivo di Pioli. Mi era sembrata una considerazione davvero azzardata, visti alcuni nomi. La classifica però dava ragione a questo pessimismo. Forse proprio Pioli ha saputo tirare fuori il meglio dal materiale a sua disposizione.
Come sta facendo Bortolo Mutti a Palermo… Zamparini intenditore.

G – Tu che hai allenato. Mi spieghi perché il Palermo fuori casa fatica come una bestia a segnare? Passino gli infortuni, ma tra punte e mezze punte non mi sembra si possa parlare della stessa rosa del Bologna (e il riferimento non é puramente casuale…).
S – Più che una risposta da allenatore, qui ne serve una da calciatore. Soprattutto con queste distanze, giocare fuori casa é uno stress fisico. Pullman, aereo, treno, pranzi al volo, dormi male, giochi in uno stadio che non é il tuo, le strutture non ti sono familiari, non puoi tornare subito a casa.
Per esperienza personale, quando giocavo fuori casa avevo sempre la colite poco prima di entrare in campo, come se effettivamente mi stessi cagando sotto. Facevo il riscaldamento e poi dovevo rientrare. Come me, con altre fisime, ce n’erano e ce ne sono centinaia

G – Sì, ma stanno tutti al Palermo?
S – Son le isole… Cagliari e Palermo. Sono quelli che viaggiano di più e peggio. Non voglio farla passare come equazione ma c’è del vero.

G – Siamo all’highlight della giornata: Mazzarri. E rilancio: Mazzarri e De Laurentiis. Aurelio due settimane fa dice che l’obiettivo è il terzo posto e di Napoli – Chelsea gliene frega il giusto, dieci giorni dopo cambia idea e la partita dell’anno é Napoli – Chelsea. E intanto, se potessero, si riprenderebbero Pazienza di corsa.
S – A Napoli hanno finalmente capito che il campionato italiano é difficile e non sanno come spiegarsi che, nonostante i capricci dopo ogni partita, il pallone non é loro e non possono andare via a piangere dalla mamma perché hanno perso. Ormai la vicenda ha il sapore della classica sceneggiata napoletana. Quando vincono, tutti felici: son forti, gli avversari non contano perché loro – se vogliono – battono tutti. Quando prendono legnate,comincia il Pordoi delle scuse: l’arbitro, il campo, la sfiga, la rosa corta, la rosa lunga, la Champions é un problema, la Champions è la soluzione. Insomma tutto e il suo contrario. Per come si comportano, faranno difficoltà a centrare qualsiasi obiettivo perché – banalità – per vincere bisogna individuare la sconfitta ed evitarla. Quando si fa fatica anche solo a nominarla…

G – Intanto tutto questo l’ha capito (e bene) Conte. La Juve ha un modello preciso che é la Roma di Spalletti (ragionando in piccolo) e riesce, nonostante le minchiate fatte da Marotta. Ho però il dubbio che a mille all’ora così possa non arrivare sana alla fine.
S – Io metto la firma sul fatto che la Juventus non ha una rosa per giocare così tutto l’anno. Sta facendo bene, benissimo, ma a quel livello potrebbe saltare qualsiasi giocatore da un momento all’altro.
Ho timore che se un paio di giocatori chiave si dovessero fermare nello stesso momento, la Juventus sarebbe veramente in difficoltà.

G – Chiudiamo con una domanda finale: secondo te, Luis Enrique, a Torino, che cazzo si rideva?
S – Boh.
Però so una cosa: Luis Enrique difende in continuazione la squadra, dice sempre che gli è piaciuto quello che ha visto.
La Roma gioca sempre in un modo, poi basta anche un solo particolare per cambiare il corso di una partita.
I giocatori romanisti non sono dei fenomeni, quindi ci sta di perdere, anche male, soprattutto contro una squadra forte come la Juventus.
In quella partita i bianconeri hanno tirato quattro volte nello specchio della porta e fatto due gol (più l’autorete) e, come nello stile imposto dalla Roma, non ha mai visto la palla.
Per cui capisco la risata forzata a seguito di una domanda così stupida.
Quel giornalista è l’ennesimo parlatore di calcio che fa tre palleggi e poi il pallone cade.
Fare tanti contropiedi è un modo di vincere, merito alla Juventus. La Roma fa un altro gioco, perdere una partita non significa essere stati inferiori o non aver espresso quel gioco.
Se vogliamo ragionare da tifosi o da incompetenti, Luis Enrique è stato un cafone.
Se sappiamo fare una diagonale, il giornalista ha fatto una domanda inutile. Giusta la risata.

Appendice di calciomercato, alla chiusura dei trasferimenti.

G – La Juventus prende come in tutte le finestre di mercato giocatori che non le servono (Borriello e forse Caceres) e giocatori che saranno titolari o quasi (Padoin). L’Inter si imbottisce di mediani (perché?). Il Milan puntella. La Lazio vende Cissé, Scaloni, Carrizo e prende Candreva (che ha come idolo Totti e non sarà presa benissimo immagino). Calcolando che Reja non vede Kozak, mi si permetta, la vedo nera…
S – Di questi forse solo Caceres – modesta opinione – è un buon acquisto. In Spagna stava giocando bene, in Italia aveva già fatto vedere di essere tosto, e forse così Conte ha un ricambio per Lichtsteiner o per Bonucci, ogni tanto grossolano.
Juventus: giuro che se qualcuno ora mi dice che Padoin è un buon acquisto o un buon rincalzo, mi metto a ridere come Luis Enrique.
Inter: ha fatto ancora cassa, ha provato a vendere Sneijder anche all’Ischia Isolaverde, continua a prendere prestiti che costano come comproprietà, ha la coppia di centrocampo di una squadra che l’anno scorso è andata in B (Poli e Palombo).
Milan:ha speso zero come al solito, gli fanno favori tutti, manco fosse una fica da portarsi a letto. Ha rotto il cazzo, è al limite della disonestà.
Lazio: Cissè è forte, per me hanno fatto (Tare?Lotito?I tifosi?) una grande cazzata a lasciarlo andare. Candreva sarà anche bravo ma racconta una storia che sembra quella di Domenico Morfeo: fenomeno, ma continua a girare squadre come una trottola senza mai lasciare il segno, e ogni società che lo compra spera di averlo preso nel momento dell’esplosione. Gliela auguro. Detto cio’, tra le partenze metto anche Sculli. finirà con Tare che torna in campo.

G – Scendendo: l’Udinese prende Pazienza (magari hanno fatto la forlanata e si sono scordati che Asamoah faceva solo la coppa d’Africa). Il Catania prende Carrizo, il Bologna un altro giovane. E poi chi rimane? Ah sì, il tuo Genoa.
S – L’Udinese, come avevamo detto, punta sempre al bilancio economico e ha speso con parsimonia. Effettivamente Asamoah tornerà massimo tra due settimane, e quindi forse Fernandes e Pazienza sono troppi. Però qualcuno stava cominciando ad arrancare e magari un po’ di forza fresca e un ricambio in più può aiutare. Per arrivare ai livelli delle forlanate ci vogliono capacità che in Friuli non hanno.
Il Catania continua il percorso per farsi ammettere torneo di clausura del campionato argentino.
Il Bologna ha preso questo sellerone, come direbbe Mauro Sandreani, sperando di acciuffare un altro Taider.
Il mio Genoa ha rotto il cazzo come il Milan. Preziosi fondamentalmente ha tre attività: fare gli Exogini, comprare giocatori a Galliani, riuscire a tesserare nel minor tempo possibile il maggior numero possibile di calciatori. Lo invito a passare ad uno sport in un cui le squadre siano composte da un maggior numero di atleti, tipo il football americano.
Ci sarebbe il problema di non poter vendere al Milan, ma potrebbe far disegnare una divisa di gioco con il caso a forma di Teiera.

G – Poi c’é la storiaccia del contratto di De Rossi. Parlo fuori dai denti: se dice di no, sono contenti tutti in società. Tanto s’é capito, tra Gago e Marquinho si stanno preparando al dopo.
S – Grave problema, servirebbero tante righe. Provo a fare un ragionamento mio/nostro, tenendo la tua fissa (tra Gago e Marquinho si stanno preparando al dopo).
Domenica, all’Olimpico di Roma, i tifosi giallorossi hanno fischiato per un’ora Alessandro Diamanti perchè pochi giorni prima aveva osato dire ciò che tante persone pensano: sono tutti capaci a fare questioni di principio, quando il principio è lautamente retribuito.
Diamanti ha parlato a suo modo, dicendo quello che pensa e andrebbe rispettato a prescindere. Non ha detto che Ghandi è uno stronzo, siamo sinceri…
Qui parliamo di cifre che non hanno senso, per fare un mestiere che non è un mestiere, di vite prive di problemi pratici.
Io spero che la nuova dirigenza americana non faccia lo stesso errore della gestione Sensi: si lavora per una squadra, un blasone, una società e non per uno o due giocatori. De Rossi è fortissimo, quelle cifre sono folli, la Roma non ha quei soldi, non li avrebbe neanche per Totti ma non può tornare indietro.
Se questi giocatori fossero stati legati a una città o a un colore da un sentimento, avrebbero rinnovato ad altre cifre – magari aspettando la nuova dirigenza e non firmando con chi non avrebbe poi tirato fuori i soldi… – o avrebbero rinnovato tempo fa, chiedendo poi di andare via, senza far così perdere alla società il capitale.
Onestamente apprezzo la franchezza di De Rossi: ci vogliono i soldi, rimango se me li date. Non ha fatto storie sulla lupa o Romolo o Aldo Fabrizi.
Paragonando le età, non avrebbe avuto senso preferire il rinnovo di Totti a quello di De rossi, eppure la Roma attuale si è trovata incastrata da una scelta fatta ad hoc dalla precedente proprietà. Scelta che probabilmente obbliga gli americani a rinunciare a uno dei più forti centrocampisti del mondo.
Sono anni che si fa passare per scelta di cuore una decisione ponderata ed economica. Questa scelta fa da metro per tutte le altre e vizia i giudizi e le opinioni di tifosi, giornalisti, lavoratori del calcio. De Rossi chiede tanto perché tanto può avere, la Roma non può darglielo: onesto. Lui non sta facendo scelte di cuore come non le ha fatte Totti firmando un rinnovo che nessuno gli avrebbe offerto in un campionato di primo piano.
A me non frega un cazzo di questa roba da tifosi: non si può premere per una forzatura romantica quando si parla di cifre che un povero cristo non potrà guadagnare neanche in cento vite. Non è moralismo, è realismo.
Le bandiere sventolano mosse dal vento, una delle poche cose gratuite. Chi fa così tanto il romantico, dovrebbe pensare solo al vento.

3 pensieri su “Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

  1. La disamina sul caso De Rossi, con tanto di appendici Totti-Diamanti, è da incorniciare. Aggiungerei solo che non si capisce questa corsa a Tevez quando con quei soldi puoi provare a prendere De Rossi, sia tu Inter o Milan (rispettivamente Palombo-Muntari). Forse la verità è che quei soldi non s’è mai pensato di spenderli.
    Riguardo al resto, butto due o tre commenti:
    – Napoli antipatico, ma secondo me capace di imprese su singola gara. In Champions, per dire, secondo me va avanti.
    – Juve strepitosa. E’ al momento la squadra che mi impressiona di più ed è vero che magari non è fattibile andare avanti così una stagione, ma è anche vero che non si parla di un gruppo particolarmente logoro o vecchio: son ragazzi giovani con tanta voglia di dimostrare (almeno l’idea che passa). Da milanista spero scoppino, ma non lo vedo così certo.
    – Inter secondo me oltre la frutta. Tutt’ora non mi spiego la serie di vittorie se non guardando le squadre afrontate e il momento in cui le ha affrontate.
    – Roma premio simpatia per progetto e concetto di calcio. Inspiegabile come anche la curva pare l’abbia capito.

  2. manq però de rossi a giugno è libero di firmare chi vuole, certe cifre per lui non le tira fuori nessuno al momento. E la roma per pochi milioni in italia non lo vende.
    Posto che, per me, l’inter a tevez non ha mai pensato seriamente.

    giuve che non ha mai visto la palla in coppa con la roma non si può leggere.

  3. Vero eh, ma se lo lasci andar via al miglior offerente di ingaggi è sicuro che va all’estero, non c’è competizione salariale.
    A quel punto l’unica, per segare la concorrenza degli ingaggi faraonici, era pagarlo adesso alla roma. E secondo me, proprio perchè a giugno se ne va, un ventello l’avrebbero preso senza colpo ferire.

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