be kind (don’t) rewind: W.E.

[ATTENZIONE: se per qualche ragione a me oscura aveste intenzione di vedere il film senza spoiler, non andate avanti a leggere. E non dite che non ve l’avevo detto.]

Cara Madonna,
nel profondo del mio cuore, sono sempre stata convinta che il tuo primo film fosse orrendo perché tuo marito Guy Ritchie, bastardo geloso del tuo talento, avesse volontariamente boicottato il progetto.
Adesso avete divorziato e W.E. non ha niente a che fare con lui: non hai più scuse, Madge. Scusa la brutalità, ma sei una regista/scrittrice di merda.

facciamo dei bambini, dài!

Metà del film è ambientata ai giorni nostri: Abbie Cornish veste i panni di Wally, una donna con un matrimonio infelice e una ossessione al limite del patologico per Wallis Simpson. Il limite del patologico viene superato quando inizia ad immaginarsi Wallis e conversa amabilmente con lei sulla panchina del parco.
Tale creatura psicolabile passa tutti i giorni, ma dico tutti, alla mostra di oggetti appartenuti a Wallis da Sotheby’s. Ci sta talmente tanto tempo che la guardia di sicurezza si invaghisce di lei.
Quando il marito (giustamente stremato) la molla, lei si mette senza alcuna titubanza con la guardia – embè, il suo nome inizia con la E, poi possono fare W.E. pure loro! – e dopo averci scopato tipo due volte, rimane anche incinta. Immagina che contento lui.

L’altra metà, mescolata senza praticamente nessun legame alla storia della pazza Wally, è la Vita Di Santa Wallis. Una donna senza macchia, con una vita terribile, che poi finisce a sposare un principe che sembra Ken e soffrire ancora, ancora e ancora.
Madonna, io so che tu senti di avere il potere di fare quello che vuoi, dallo sgambettare con addosso un body al correggere i grandi errori della storia: nazisti Wallis e Edward VIII? Ma quando mai! Loro Hitler l’avevano incontrato solo per caso.

w.e. recensione

Ken ne dimostra almeno dieci di meno.

La loro è la più grande storia d’amore di tutti i tempi, la più grande storia d’amore di tutti i tempi, la più grande storia d’amore di tutti i tempi. Quante volte l’hai ripetuto, in quella sceneggiatura, che la loro è la più grande storia d’amore di tutti i tempi?

Lo so, non ho colto il senso superiore della tua opera magna. Forse sono io ad essere troppo inetta per capire la tua arte.
In compenso, sono sicura che il tuo letto sia stato vuoto, mentre giravi W.E. : per me è sempre una gioia vedere Abbie Cornish smutandata, ma le scene al limite del softcore non mentono e ti fanno sembrare una cinquantenne pruriginosa, Madge.
Erano fuori tema, così come quando facevi il giro attorno alle vetrine dei gioielli dodici volte, effetto televendita del canale regionale: se hai una narrazione già frammentata in due storie ed in più non sai dove stai andando a parare con la tua regia, non inserire altri elementi di confusione, che poi lo spettatore si annoia.

Il tuo film faceva venire le convulsioni, Madonna: la signora ultraottantenne seduta di fronte a me era così oltraggiata che si è alzata ed è andata via, invece di assopirsi sulla poltroncina.

Un ultimo appunto: “directed by Kermit The Frog” suonerebbe più autorevole di “directed by Madonna”. Visto che hai un nome intero, la prossima volta – perché sappiamo entrambe che ce ne sarà una – usalo. E non mettere una tua canzone nei titoli di coda.

Baci, abbracci, un set di guanti appartenuti a Wallis Simpson.

P.S: hai consigliato tu ad Andrea Riseborough di farsi bionda? Spero di no, perché potrei venire sotto casa tua con un mazzo di ortensie avvelenato.

we were hipsters when hipsters didn't even exist yet

 

Emme, alias Marta, nata nella nebbia veneta e attualmente persa nella nebbia britannica. Sta per laurearsi in giornalismo e nel frattempo si occupa di Soft Revolution e Ingresso Ridotto. Millanta competenza cinematografica ma non guarda i film di paura, si dedica al culto della barba, ogni tanto mostra sprazzi di serietà e/o intelligenza. Twittatrice bilingue.

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