Il rebootone, parte due.

Parte #2: mantelli, marinai e potenziali reattori nucleari:

Action Comics: Grant Morrison ha una specie di morbosa attenzione per la creazione ex novo delle origini dei supereroi e con Superman si mette in una prospettiva immanente ambientata 5 anni prima della linea del presente degli altri fumetti. Clark Kent, il lavoro e la città. C’è Luthor, c’è il mantello e c’è Lois Lane. Superman scopre i suoi poteri e scorrazza dentro a Metropolis.

Superman: non una storia esagerata ma una che racconta un scorcio di vita del kryptoniano un po’ diversa da come lo avevano lasciato prima del reboot (cioè fresco di una guerra interplanetaria e nel bel mezzo della sua passeggiata per gli stati uniti, un po’ il Sufjan Stevens dei supereroi. Lois Lane se ne va dal Planet, passa all’informazione digitale e alla concorrenza. Clark non la prende bene, ma c’è un signore di fuoco che non si è ben capito cosa voglia fare, le conclusioni della vicenda personale si avranno alla fine (tragicissime).

Supergirl: in questa storia si spiegano le nuove origini di Kara, che sono praticamente le stesse che già erano stato presentate. Lei arriva sulla terra che è già una signorina, inconsapevole di tutto quello che è successo e impaurita come mai inizia a malmenare dei robottoni finché non arriva Superman ad aiutarla. Fin.

Superboy: qui la faccenda si complicherebbe, ci sarebbe da dire che dietro alla storia di Superboy c’è tutta la vicenda di Teen Titans, con cui dovrebbe congiungersi ad un certo punto del proseguire delle storie. Superboy è creato dalla N.O.W.H.E.R.E. si sa cos’è e cosa vuole? No, però pare che faccia un casino con la creazione del clone di Kal (che non sembra nemmeno essere clone suo, ma rimangono un sacco di spazi vuoti da essere riempiti con il tempo).

The Flash: turbe amorose per il giovane Barry Allen. Privato del matrimonio con la giornalista Iris, ora si trova davanti una bianda collega, con capello corto e occhiale spesso, peccato che nel frattempo debba far fronte anche ad un caso che vuole il suo amico di infanzia rimasto ucciso in una scena del crimine sventata dal Fulmine stesso. Sensi di colpa e rivelazioni arrivano alla fine di una corsa contro un tizio incappucciato.

Wonder Woman: Azzarello si trova a far coppia con Chiang in uno strano contrasto di contenuti ‘alti’ e uno stile grafico scarno e particolare. Diana è accerchiata da personaggi umani e surrogati di divinità in uno strano circolo vizioso di botte e tradimenti, con il piccolo particolare che sia il capo supremo della situazione a far del vizio una sorta di necessità, come la mitologia ha raccontato più volte. Mi sembra di aver detto anche troppo, non succede nulla di che fino al colpo finale alla penultima pagina, però ciò non sta a significare una brutta costruzione della vicenda.

Aquaman: il reboot da forma ad una sostanza classicissima, una storia con tutti i crismi marinareschi della storia di Aquaman. La decisione di imborghesirsi, vivere sulla terra ferma, render servizio ai bisogni delle persone, la vita di coppia ed una strana razza subterranea con dei dentazzi paura. Geoff Johns, fautore di Flashpoint, presenta un Aquaman vittima degli screzi dei terrestri (lo perculano ad una tavola calda) ma con due coglioni così.

Fury Of Firestorm: Gail Simone presta la matita per il reboot di Firestorm, che come era stato lasciato durante Flashpoint è composto dai due giovani Ronnie e Jason, ora più o meno perfetti sconosciuti destinati a finire nello stesso modo. Di sfondo Van Sciver delinea due profili personali contrastanti e molto più profondi di quanto si potrebbe pensare a prima vista (Ronnie, il Tim Riggins della scuola, è molto più introverso di quanto ci si aspetterebbe dal quarterback di turno) ed un conflitto di interessi scientifici lasciato in eredità dal professore Martin Steine. Molto bella l’esasperazione dell’incomprensione la prima volta che entrambi i ragazzi diventano Firestorm e l’ovvia scazzottata, lo schema narrativo ricorrente di tutti i migliori team-up di sempre.

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