I cento: Il seme della follia (In the mouth of madness)

Il piccolo aneddoto della serie “chicazzosenefregamachitelohachiesto” è che io in camera da letto ho due dvd con con dentro vari film in divx. Sono tutti film di John Carpenter e li uso per addormentarmi.
Fico eh?
Vabè.
Il seme della follia è un must vero e proprio, almeno per me, il classico film di Carpenter recitato alla cazzissimo di cane (vedi Sam Neil che fa cose stupidissime tipo svegliare la compagna di viaggio con una trombetta) e con una trama che dici continuamente “cioè? Ma che davero?” eppure è uno dei miei grandi amori di gioventù e attuali.
La trama è semplice, scompare sto scrittore di libri horror, tale Sutter Cane (come assonanza abbastanza vicino a Stephen King) e viene richiesto ad un investigatore privato di ritrovarlo. Tutto questo mentre il mondo letteralmente impazzisce per i suoi libri.
La fortuna mia è stata fondamentalmente che questo film mi è capitato per le mani (nel senso di andare a vederlo al cinema) nell’epoca d’oro dei libri di King, in cui tutto quell’immaginario horror che uno si porta dietro da Lovecraft e i mostroni che escono da sotto il pavimento e stanno negli armadi o ti strappano le palle mentre sei sul cesso è ancora vivo, in più Carpenter che è uno di grana grossetta ci andava non con la mano non propriamente leggera in questa visione post apocalittica per cui una risata ci seppellirà tutti.
La roba inizia tutto con un plagio mostruoso di Enter Sandman dei Metallica (come metrica etc) na roba metal che sembra da un momento all’altro arrivi Schwarzenegger mentre non arriverà mai, poi Sam Neill (che personalmente ho sempre riconosciuto nella categoria CANE GROSSO) che per lo più gigioneggia per tutto il film ed arriva a una pseudo soluzione.
(elementi da ricordare il Sam Neill con le croci disegnate in faccia per esorcizzare qualcuno che Satana non è, come cercare di pisciare addosso ad uno con la spada laser insomma).
Il film però a suo modo è costruito da Dio, a partire dal puzzle fatto con le copertine dei libri, all’inseguimento dele creature, per andare avanti con alcuni spunti tipicamente horror come il paesino che alla fine poi ricorda sempre Bangor di Kinghiana memoria, o la gente che a buffo prende sbrocca e o diventa una specie di ragno e cammina sulle mani o ammazza di botte il marito. Senza perché.
Anzi no un perché c’è ed è tutto nei libri di Sutter Cane.
Lo saprete mai cosa è? No.
Eppure è questa sospensione del senso di incredulità di tante cose fatte a cazzo bene e messe insieme in maniera magistrale che fanno de Il seme della follia un cult assoluto e forse il più riuscito dei Carpenter (o giù di lì).
Quello che sicuramente mette più roba insieme, che crea un immaginario e prima lo sfilaccia poi lo risintetizza, sempre a cazzo.
Ma a suo modo “a cazzo perfetto”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...