Speciale Graphic Novel

nevermindNevermind di Tuono Pettinato (Rizzoli Lizard)
Motivi per leggere Nevermind ce ne possono essere mille o solo uno o nessuno. Basta sapere che è come per Enigma, come per Garibaldi la nuova rilettura biografica del grande Tuono, stavolta su Kurt Cobain. Si può discutere o meno sulla coincidenza col ventennale di In Utero come si è fatto da più parti (visto l’oceano di libri memoir sui Nirvana) ma la graphic novel in questione è qualcosa da avere. Vuoi perché lo sguardo di Tuono Pettinato rimane disincatato ed estremamente malinconico anche nell’umorismo (senza mai strafare, senza mai eccedere), vuoi per il richiamo continuo a Calvin & Hobbes di Watterson, vuoi perché in qualche modo l’autore sa fare delle biografie delle storie proprio sue, come se le raccontasse ex-novo.

 

hildaHilda e il gigante di mezzanotte di Luke Pearson (Bao Publishing)
Hilda e il troll mi era piaciuto ma non mi aveva convinto pienamente, forse troppo breve la storia, forse con poche sfumature per rimanere così impresso. Insomma una questione di ottimo impianto visivo ma poca sostanza dietro. Il gigante di mezzanotte invece conferma quanto di notevole visto sul campo dei disegni e dall’altro lato gli affianca una storia molto bella, poetica e fiabesca che vede al centro come nel precedente libro Hilda e sua mamma e ovviamente l’ambiente che le circonda, rurale ed evocativo già di per sè. Una storia che in parte commuove e in parte promuove il classico tema delle storie per giovani ragazzi sull’integrazione. Decisamente promosso e a pieni voti

 

berlinguerArrivederci, Berlinguer di Electra Stamboulis e Gianluca Costantini (Becco Giallo edizioni)
Letto col groppo in gola dall’inizio alla fine, chi era Berlinguer e cosa è stata per la sinistra italiana e per la storia della repubblica la sua visione del comunismo e del ruolo dei partiti all’interno dello stato. C’è Moro, c’è la sua gioventù, c’è la storia della FGCI e dell’evoluzione (poi) del PCI. C’è tanta rabbia dentro e c’è tanto tanto tanto rammarico e dolore perché un personaggio così, un uomo non c’è più e dal 1984. Impianto visivo splendido in pieno stile graphic journalism, con divagazione poetica dei ricordi della Stamboulis perfettamente inseriti nel contesto della storia

 

 

saldatoreIl saldatore subacqueo di Jeff Lemire (9L)
Lemire dopo Essex County è uno di quei due tre autori per cui comprerò sempre tutto e a scatola chiusa. Il saldatore subacqueo sembra una storia semplice (sostanzialmente il protagonista è il titolo del libro) ma poi diventa una storia di universi paralleli e di ritrovamenti. Libro molto oscuro (totalmente in b/n), molto “pesante” da un punto di vista emotivo (da questo punto di vista Lemire non regala niente mai, mai) ma è la storia in sè che diventa qualcosa di grosso ed autoalimentata pagina dopo pagina, dove le sfumature e le tavole diventano sempre più tasselli mai fini a se stessi, mai vuoti, mai riempitivi. Una delle mie graphic novel preferite prese negli ultimi tempi e di sicuro una di quelle che consiglio vivamente per l’acquisto.

 

sagaSaga 3 di Brian K Vaughn e Fiona Staples (Bao Publishing)
Qui abbiamo in mano quella che a conti fatti è la graphic novel del momento, senza se e ma. Saga come avrete probabilmente letto negli speciali precedenti è il punto forse più alto della fantascienza a fumetti dei nostri giorni e sicuramente quella che lascerà il segno per gli anni a venire (poi oh, ovvio anche che dipenderà da che conclusione avrà la storia). Personaggi tratteggiati in maniera incredibile, pieni di sfumature e fortissimamente cinematografici. Linguaggio forte e fortemente declinato su argomenti come sesso, discriminazione razziale e lotta per il potere e molto stretto col linguaggio del tempo. Fiona Staples è probabilmente con Glyn Dillon la disegnatrice più accattivante e brava in circolazione. Se non siete fessi ve li comprate tutti e tre i volumi tipo ora.

 

mammaMia mamma è in America, ha conosciuto Bufalo Bill di Jean Regnaud e Émile Bravo  (Bao Publishing)
è un recuperone, lo so, ma l’ho fatto da pochissimo. Basti forse dire che per me è il più bel libro che abbia mai letto per ragazzi. è la storia di Jean, bambino a cui nessuno ha il coraggio di dire che la mamma è morta e in qualche modo sarà messo di fronte alla realtà. Avete il groppo in gola già vero? ecco, sarà molto peggio di quanto pensate anche perché la storia è molto Calviniana nella presa di coscienza della realtà da parte del ragazzino. Il libro sa essere grande per la capacità di occupare uno spazio grande del lettore e di qualunque età esso sia. di èmile Bravo abbiamo già parlato per la saga degli orsetti (sempre Bao) ma qui siamo su un altro livello. Libro imperdibile

 

souvenirSouvenir dell’impero dell’atomo di Thierry Smolderen, Alexandre Clérisse (Bao Publishing)
Pensavo di averne già scritto (era tra le migliori graphic novel dello scorso anno) e invece no. Mea culpa. Parliamo di un libro talmente fuori gli schemi che è un must da avere nella propria collezione, mettete un Mad Men che incontra Philip Dick, splendida ed elegantissima ambientazione anni 50 ed una storia che sembre uscita dritta dritta da un libretto Urania di quelli che magari tenete in qualche scatolone in cantina. Estremamente moderno nell’impianto visivo (che sfiora livelli di assoluto) ed estremamente ludico e citazionista nella visione della fantascienza anni 50. Dategli una sfogliata poi mi dite

 

 

imperiImperi di Nate Powell (9L)
dopo Portami Via ho affrontato Imperi con grandi aspettative forse un po’ deluse da una storia che sembra già letta (anche se il tema del passaggio all’età adulta rimane estremamente evocativo e letterario). Forse a Powell manca quel briciolo in più di cuore e sentimento da buttare oltre la palizzata che su Portami via impregnava tutta la storia, qui alla lunga un po’ lo schema risulta ripetitivo pur rimanendo una delle penne più forti ed eloquenti in circolazione

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