Speciale Graphic Novel

drakkaDrakka di Frédéric Brrémaud (Renoir Comics)
Futuro post apocalittico Drakka è figlio di un boss della malavita e di una vampira. Sulla carta una graphic novel (a puntate) da prendere subito, nei fatti è un lavoro riuscito ma a metà. Da un lato l’aspetto cartoonesco (un po’ la strada indicata dal nostro amato Run com Mutafukaz), dall’altra un po’ di sensazioni di essere rimasti a metà del guado tra il serio e il divertimento puro (che comunque c’è, è tangibile ed è disegnato da applausi. Il consiglio è prima di dargli una sfogliata, io l’ho scelto così e mi ha spinto a prenderlo, sicuramente gli episodi successivi centreranno di più trama e personaggi.

cuoriCuori solitari di Cyril Pedrosa (Bao Publishing)
Fermi tutti che quando si parla di Pedrosa si parla di graphic novel che come minimo vanno sulla perfezione, come massimo arrivano ad essere capolavori assoluti (tipo Portugal). Pedrosa racconta la storia di un uomo qualunque che ad un certo punto prende, lascia tutto e si imbarca in una crociera per single. Scritto così è per nulla accattivante me ne rendo conto ma la storia sa essere toccante e molto riflessiva. In pochissimi disegnano come Pedrosa (ma questa ormai a scriverla è quasi un’ovvietà) e soprattutto in pochi come autori sanno raccontare storie piccole e banali con questa poesia. Potrei dire che è un acquisto da completisti ma lo svilirei. Per me è da avere

suicideCon rancore. Suicide Risk: 1 di Mike Carey, Elena Casagrande (Bao Publishing)
Veniamo agli eroi di casa nostra, Suicide Risk 1 è un inizio di qualcosa che potrebbe essere sorprendente in un futuro prossimo i supereroi usano i superpoteri al servizio della criminalità e quindi il protagonista (guardia) decide che suo malgrado l’unica maniera per porre un freno alla questione sia acquisire superpoteri (di cui non conosce i confini, nè il controllo) e diventare supereroe anche lui. Se di Suicide Risk l’impianto prettamente visivo è più che ottimo (grande lavoro della Casagrande) è il riuscire dove parecchie storie a “puntate” alla fine falliscono, hai voglia di sapere come va avanti e attendi fremente. Di solito non è così.

orfaniL’inizio. Orfani: 1 di Roberto Recchioni(Bao Publishing)
Orfani è la nuova serie della Bonelli che con la Bao ha deciso per una versione cartonata e a colori che raggrupperà tre numeri usciti in edicola alla volta. La storia di per sè è anche intrigante, un attacco alieno alla terra e dei ragazzini tirati su per diventare un esercito (gli Orfani). Tra richiami più o meno dichiarati alla fantascienza cinematografica di oggi tipo Starship Troopers e letteraratura come il Signore delle mosche, Orfani per me è un lavoro riuscito a metà, convince ma lascia sempre il dubbio che manchi qualcosa, quel quid che farebbe alzare l’assicella da buon lavoro a lavoro grosso. Un po’ troppo ridondante, un po’ troppo parlato addosso su stilemi già visti.

chewMenù degustazione. Chew: 1 di John Layman, Rob Guillory (Bao Publishing)
Questo è un mio recuperone di cui mi pento e mi dolgo (lo avevo dal 2010 in libreria) ma che lette dieci pagine mi ha spinto a comprare gli altri sei volumi. è la storia di Chu, un investigatore cibopatico (ovvero gli basta mangiare cibo o resti umani per vedere il vissuto recente dell’alimento compresi eventuali assassini) incastrato anche qui in un futuro prossimo che a causa di un’epidemia di aviaria ha dichiarato fuorilegge il pollo. Tutto un complotto governativo? Fatto è che la storia diventa un bel casino subito, i disegni sono a dir poco fantastici pieni di asimmetrie e sproporzioni caricaturali cartoonesche e insomma, non fate il mio stesso errore che poi magari un giorno ci fanno una serie tv e ve lo siete perso anche voi.

memoriaMemorie a 8 bit di Sergio Algozzino (Tunuè)
Sull’onda del successo del fumetto memoir (vd Zerocalcare) la Tunuè giustamente decide di tirare fuori Memorie a 8 bit di Algozzino, una graphic novel piccola ma deliziosa che passa in rassegna ricordi di quello che oggi è un uomo e negli anni 80 era un adolescente. Disegnato splendidamente ha un’unica piccola pecca che a tratti sembra un po’ parlarsi addosso nei richiami culturali a musica cartoni animati e quant altro. A me è piaciuto, mi rendo conto che magari chi quegli anni lì non li ha vissuti a quell’età possa perdere un po’ nei richiami, rimane comunque godibilissimo nell’impianto grafico

isolaL’isola senza sorriso di Enrique Fernández (Tunuè)
Arriviamo ai capolavori veri. La Tunuè Tipitondi pubblica spesso e volentieri piccoli gioielli di questo tipo. Fernandez aveva già scritto un capolavoro con Aurore (qui recensito tempo fa) e L’isola senza sorriso è probabilmente il passo definitivo verso il capolavoro, una storia sospesa a metà tra il fantasy e il dramma reale, di quelle che non sai quanto la fantasia sia parte della realtà e quanto un adulto a volte abbia bisogno di credere alle favole. Graphic novel disegnate così ne trovate forse una decina in giro, Fernàndez è tipo Pedrosa, di una categoria superiore, e si vede, si legge e si sente tutta anche nella pancia. Per me una delle graphic novel dell’anno

jokerJoker di Brian Azzarello, Lee Bermejo (RW Lion)
Anche questo uscito da un annetto, ma parliamo di uno dei must DC di probabilmente sempre, una ministoria sul Joker (sì quel Joker) che esce dal manicomio di Arkham ed è deciso a riprendersi la città. Tavole a tinte scurissime, eccitanti per quanto sanno essere sanguigne e malate, Azzarello scrive una pagina che magari a livello di trama non dice e non sposta tantissimo ma è un viaggio enorme e completo nella follia del Joker. E poi una graphic novel che parla di un villain di LUI e LUI non viene quasi mai nominato e appare di sfuggita in due pagine beh. Applausi. Scroscianti

venerdiVenerdì 12 omnibus di Leo Ortolani (Panini Comics)
Venerdì 12 era una parte di Rat Man, il fumetto, quella in cui uomo colto da maledizione diventa orrendo e inguardabile perché non corrisposto dalla sua amata. Semplicemente la cosa più sbellicante (da stare male) che possiate leggere in giro. E non esagero. Ortolani genio assoluto e con una capacità di rendere comica anche una riunione di condominio che in pochissimi hanno in giro. Costa anche un cazzo. Recuperatelo di corsa

mutaMutafukaz vol.2 di Run (Panini Comics)
Qui siamo fan di Mutafukaz se avete letto gli speciali precedenti. Compratelo a scatola chiusa. Non cambia nulla rispetto al precedente e questo è senza ombra di dubbio il complimento più grande che gli si possa fare

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