unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

65 daysofstatic – Radio protector

 

Wise blood di Flannery O’Connor (1952)
flaLa storia di questa donna è meravigliosa.  L’ho amata subito. e come ho amato lei ho amato i suoi scritti. La sua bellezza e paticolarità si riversano in quello che scrive, come qualcosa di inevitabile e ovvio. Ma di ovvio non c’è nulla. In lei ho ritrovato tanto di quel femminile che molto spesso viene trascurato o  non considerato, perché buffo, strambo, non canonico o immediato. Ironica, grottesca a volte, tenace e battagliera, dolce  e bella a sua insaputa, per  me lei è, così come lo sono i suoi racconti, i suoi romanzi e la sua scrittura, unica. (  vi consiglio tutto, leggetela è un dono).
Wise blood è il suo primo racconto e fin da subito si intravedono elementi chiave della sua personalità e della sua scrittura. Il racconto è  difficile da riassumere, per la vastita di personaggi e situazioni e per gli infiniti messaggi e significati nascosti  (e soprattutto non è un riassunto quello che voglio fare) Si parla di salvezza, di come e dove ritrovarla, di sangue, di religione, di come ripatire quando non c’è più niente, di quanta saggezza trascuriamo…e poi ci sono mummie di nani, figlie ninfomani di preti,  un uomo travestito da gorilla…da una donna come Flanney,  che allevava pavoni e ha cercato di insegnare ai polli a camminare al contrario, ci si può aspettare questo e molto altro.

 

Take this waltz di Sara Polley (2012)

Speciale Graphic Novel

nevermindNevermind di Tuono Pettinato (Rizzoli Lizard)
Motivi per leggere Nevermind ce ne possono essere mille o solo uno o nessuno. Basta sapere che è come per Enigma, come per Garibaldi la nuova rilettura biografica del grande Tuono, stavolta su Kurt Cobain. Si può discutere o meno sulla coincidenza col ventennale di In Utero come si è fatto da più parti (visto l’oceano di libri memoir sui Nirvana) ma la graphic novel in questione è qualcosa da avere. Vuoi perché lo sguardo di Tuono Pettinato rimane disincatato ed estremamente malinconico anche nell’umorismo (senza mai strafare, senza mai eccedere), vuoi per il richiamo continuo a Calvin & Hobbes di Watterson, vuoi perché in qualche modo l’autore sa fare delle biografie delle storie proprio sue, come se le raccontasse ex-novo.

 

hildaHilda e il gigante di mezzanotte di Luke Pearson (Bao Publishing)
Hilda e il troll mi era piaciuto ma non mi aveva convinto pienamente, forse troppo breve la storia, forse con poche sfumature per rimanere così impresso. Insomma una questione di ottimo impianto visivo ma poca sostanza dietro. Il gigante di mezzanotte invece conferma quanto di notevole visto sul campo dei disegni e dall’altro lato gli affianca una storia molto bella, poetica e fiabesca che vede al centro come nel precedente libro Hilda e sua mamma e ovviamente l’ambiente che le circonda, rurale ed evocativo già di per sè. Una storia che in parte commuove e in parte promuove il classico tema delle storie per giovani ragazzi sull’integrazione. Decisamente promosso e a pieni voti

 

berlinguerArrivederci, Berlinguer di Electra Stamboulis e Gianluca Costantini (Becco Giallo edizioni)
Letto col groppo in gola dall’inizio alla fine, chi era Berlinguer e cosa è stata per la sinistra italiana e per la storia della repubblica la sua visione del comunismo e del ruolo dei partiti all’interno dello stato. C’è Moro, c’è la sua gioventù, c’è la storia della FGCI e dell’evoluzione (poi) del PCI. C’è tanta rabbia dentro e c’è tanto tanto tanto rammarico e dolore perché un personaggio così, un uomo non c’è più e dal 1984. Impianto visivo splendido in pieno stile graphic journalism, con divagazione poetica dei ricordi della Stamboulis perfettamente inseriti nel contesto della storia

 

 

saldatoreIl saldatore subacqueo di Jeff Lemire (9L)
Lemire dopo Essex County è uno di quei due tre autori per cui comprerò sempre tutto e a scatola chiusa. Il saldatore subacqueo sembra una storia semplice (sostanzialmente il protagonista è il titolo del libro) ma poi diventa una storia di universi paralleli e di ritrovamenti. Libro molto oscuro (totalmente in b/n), molto “pesante” da un punto di vista emotivo (da questo punto di vista Lemire non regala niente mai, mai) ma è la storia in sè che diventa qualcosa di grosso ed autoalimentata pagina dopo pagina, dove le sfumature e le tavole diventano sempre più tasselli mai fini a se stessi, mai vuoti, mai riempitivi. Una delle mie graphic novel preferite prese negli ultimi tempi e di sicuro una di quelle che consiglio vivamente per l’acquisto.

 

sagaSaga 3 di Brian K Vaughn e Fiona Staples (Bao Publishing)
Qui abbiamo in mano quella che a conti fatti è la graphic novel del momento, senza se e ma. Saga come avrete probabilmente letto negli speciali precedenti è il punto forse più alto della fantascienza a fumetti dei nostri giorni e sicuramente quella che lascerà il segno per gli anni a venire (poi oh, ovvio anche che dipenderà da che conclusione avrà la storia). Personaggi tratteggiati in maniera incredibile, pieni di sfumature e fortissimamente cinematografici. Linguaggio forte e fortemente declinato su argomenti come sesso, discriminazione razziale e lotta per il potere e molto stretto col linguaggio del tempo. Fiona Staples è probabilmente con Glyn Dillon la disegnatrice più accattivante e brava in circolazione. Se non siete fessi ve li comprate tutti e tre i volumi tipo ora.

 

mammaMia mamma è in America, ha conosciuto Bufalo Bill di Jean Regnaud e Émile Bravo  (Bao Publishing)
è un recuperone, lo so, ma l’ho fatto da pochissimo. Basti forse dire che per me è il più bel libro che abbia mai letto per ragazzi. è la storia di Jean, bambino a cui nessuno ha il coraggio di dire che la mamma è morta e in qualche modo sarà messo di fronte alla realtà. Avete il groppo in gola già vero? ecco, sarà molto peggio di quanto pensate anche perché la storia è molto Calviniana nella presa di coscienza della realtà da parte del ragazzino. Il libro sa essere grande per la capacità di occupare uno spazio grande del lettore e di qualunque età esso sia. di èmile Bravo abbiamo già parlato per la saga degli orsetti (sempre Bao) ma qui siamo su un altro livello. Libro imperdibile

 

souvenirSouvenir dell’impero dell’atomo di Thierry Smolderen, Alexandre Clérisse (Bao Publishing)
Pensavo di averne già scritto (era tra le migliori graphic novel dello scorso anno) e invece no. Mea culpa. Parliamo di un libro talmente fuori gli schemi che è un must da avere nella propria collezione, mettete un Mad Men che incontra Philip Dick, splendida ed elegantissima ambientazione anni 50 ed una storia che sembre uscita dritta dritta da un libretto Urania di quelli che magari tenete in qualche scatolone in cantina. Estremamente moderno nell’impianto visivo (che sfiora livelli di assoluto) ed estremamente ludico e citazionista nella visione della fantascienza anni 50. Dategli una sfogliata poi mi dite

 

 

imperiImperi di Nate Powell (9L)
dopo Portami Via ho affrontato Imperi con grandi aspettative forse un po’ deluse da una storia che sembra già letta (anche se il tema del passaggio all’età adulta rimane estremamente evocativo e letterario). Forse a Powell manca quel briciolo in più di cuore e sentimento da buttare oltre la palizzata che su Portami via impregnava tutta la storia, qui alla lunga un po’ lo schema risulta ripetitivo pur rimanendo una delle penne più forti ed eloquenti in circolazione

unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

Mighty Oaks – Brother (2014)

 

Bestiario universale del professor Revillod di  Javier Saez Castan e  Miguel Murugarren (ed. Logos, 2010)

bestiarioLo dico di tutti i libri che decido di inserire nella rubrichina ma questo libro è meraviglioso e ora vi spiego perché: si tratta di un bestiario della fauna mondiale. già questo dovrebbe bastare per rendelo una meraviglia.  ma c’è di più, il bestiario del professor Revillod è composto da tavole scomponibili che possono essere assemblate a piacere e che creano animali fantastici, con strani nomi e didascalie particolari con più di 4000 combinazioni diverse. Le tavole sono stupende, riprendono i vecchi libri dei nostri nonni e ci portano a fantasticare, sorridere e immergerci in mondi che non esistono( anche se io pensavo che il professor Revillod esistesse. perché esiste no?)

Attraversando terre e mari ignoti, risalendo vette sconosciute ed esplorando gli abissi più profondi, calcando strade ferrate e librandomi su palloni aerostatici… Possa il lettore trarre beneficio da questo lascito che dispongo per i posteri” (Professor Revillod)

Prezioso e divertente. Da giocare.

 

Jules e Jim di F. Truffaut (1962)

unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

William Fitzsimmons – Fortune (2014)

<3

 

Le vergini suicide di J. Eugenides (1994)

verginiLibro fra i miei preferiti, così come il film da cui è tratto.  Il racconto di un gruppo di ragazzi che dopo ventanni ricorda le vicende delle sorelle Libson, cinque spledide e tormentate ragazze, misteriose e irraggiungibili per i loro spasimanti che ripercorrono un anno che ha segnato per tutti un inzio e una fine. Gli anni settanta e l’America ben pensante e perbenista fanno da sfondo all’inquietudine e al turbamento di cinque adolescenti che vogliono solo  vivere con la frivolezza e la leggerezza che dovrebbe far parte di quegli anni ma che loro è negata. Una scrittura dolorosa e allo stesso tempo leggera, un libro delicato e profondo che turba e affascina  e lascia perplessi, con mille domande e interrogativi irrisolti, come forse è giusto che sia.

Bellissimo.

 

 

 

 

The grand Budapest hotel di W. Andersen (2014)

Sottotitolo: farsi del bene.

 

Speciale Graphic Novel

sS di Gipi (Coconino Press)
Forse la graphic novel con la “sceneggiatura” più forte e potente scritta da Gipi. Dal punto di vista dell’impatto prettamente visivo rimaniamo sugli altissimi livelli a cui ci ha abituato anche se il vantaggio di avere una storia così forte di base permette di non “evocare” immagini cinematografiche con tavole a larghissimo respiro (come su Unastoria per capirci), ma concentrarsi sui dettagli e sui vari passaggi narrativi.
A livello personale la graphic novel di Gipi migliore immediatamente dopo Unastoria ed anche se uscita abbastanza in sordina è da recuperare assolutamente

 

gauldSiete solo invidiosi del mio zaino a razzo di Tom Gauld (ISBN Edizioni)
Tom Gauld è uno che fa vignette per il Guardian e il NY Times quindi non proprio l’ultimo degli stronzi. A parte il titolo meraviglioso della raccolta in questione, il libro in sè è qualcosa di veramente unico, una serie di vignette citazioniste su piano scientifico letterario artistico, con una facilità di linguaggio impressionante e una capacità di trascinamento nella risata fino alle lacrime invidiabile (per dire la vignetta di Tom Waits va presa incorniciata ed attaccata in salotto). Uno dei libri dell’anno e siamo solo ad aprile.

 

 

centriPiccolo atlante storico geografico dei centri sociali italiani di Claudio Calia (Becco Giallo)
se ne parla un po’ ovunque e a ragione. Compendio della storia (commovente per chi ha iniziato e quegli anni lì l’ha vissuti in prima persona) dei principali centri sociali italiani, la loro nascita i loro obiettivi e la loro storia. Capire le varie storie di umanità che si muovono dietro e quanto significhi per tanti (sarebbe meglio tutti) l’idea di uno spazio proprio, da curare e da gestire, da organizzare e difendere. Piccolo prologo di Zerocalcare per chi fosse feticista dell’autore.

 

 

portamiPortami via di Nate Powell (Rizzoli Lizard)
Data l’uscita di Imperi per la 9L ho recuperato questo piccolo gioiello, storia abbastanza difficile da raccontare (forse più da disegnare e Powell ci riesce tremendamente bene) di fratelli affetti da disagio mentale e la lenta discesa verso lo stato schizofrenico. La storia sa essere piena ed importante, non solo, ma anche commovente e sufficientemente evocativa per ritenerla una delle graphic novel più complete e potenti lette in tanto tempo, su un tema, ripeto molto complicato.

 

 

cucinaIn cucina con Alain Passard di Christophe Blain (Bao Publishing)
Chi ha letto I segreti del Quay D’Orsay già conosce Blain. Chi non l’ha letto
VOI. SIETE. MATTI. FATELO. SUBITO.
detto questo è un libro fantastico, il disegnatore che racconta la cucina dello chef a tre stelle Passard, disegnando la vita del suo ristorante e le sue ricette (e ce ne sono anche scritte a testo). Premesso e tolto il fatto che io ho una sorta di attrazione un po’ malata per sta roba il libro è una roba notevolissima, lo stile di Blain a richiamare il movimento, i rumori, i suoni, si adatta benissimo ad un argomento simile e fa sì che in cucina con Alain Passard sia una di quelle cose da avere assolutamente

 

graphicGraphic Novel is Dead di Davide Toffolo (Rizzoli Lizard)
Toffolo torna con una graphic novel autobiografica e in parte meta, col fumetto che parla del fumetto e il musicista che racconta della musica e di sè stesso, una serie di scatole dentro scatole dentro scatole affascinante che in qualche modo è un po’ una rivoluzione del genere (come un po’ il titolo gioca ad evocare). Presenze fulminanti del passato come Pasolini, evocazioni famigliari e musicali, e un piccolo pappagallo a fare un po’ da figura spezzabolgia della storia.
Che poi a conti fatti una storia vera e propria non è ma una raccolta di frammenti che messi in un quadro d’insieme raccontano un pezzo di vita.