Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Questa volte non è una figlia di qualcuno ma semplicente una bella figliola.
Eva Carneiro, medico sociale del Chelsea FC.

GiorgioP – Gianluca, ascolta: io non ci credo. Non credo che una squadra come la Roma, che apprende un sistema di gioco, e cresce per metà campionato, dopo Natale, con la partita di Bergamo e l’esclusione di De Rossi, si blocca. Si passa da partite da 7 in pagella ad altre da 0. Tu hai i ritagli, hai giocato e allenato. Cosa é successo in linea di massima nello spogliatoio?
Schachner – Effettivamente ho paura che nello spogliatoio della Roma succedano cose di cui non siamo a conoscenza, e aggiungo anche giustamente. La Roma, come organico, come tasso tecnico medio, come mix di calciatori, è assolutamente alla pari di Juventus e Milan. Non avrebbe potuto competere con loro per la vittoria finale ma sarebbe potuta essere una terza rivale.
Ha investito puntando al futuro, rinunciando a tentare vittorie nell’immediato, per provare poi a vincere con un gioco, con un dominio territoriale.
Luis Enrique è riuscito nell’intento in metà delle partite, nelle altre spesso figuracce.
A Roma, quella giallorossa, da tanti anni si fa fatica a cambiare le cose, sia dentro il campo sia sugli spalti. E’ difficile a scuotere la mentalità provinciale di una delle città più importanti del mondo, a schiaffeggiare le mani di giocatori diventati, nel tempo, proprietari una società che non ha bisogno di un presidente.
Questo è il problema di Roma e della Roma.
Nel caso di specie – la scoppola a Torino – a Roma di sente dire, da alcuni tifosi, che Luis Enrique vuole fare il fenomeno e vincere con scelte impopolari, anche se nessun tifosi romanista ha la fortuna di allenare la Roma o ha possibilità di seguirla quotidianamente come il tecnico.
Io mi fido delle scelte di un allenatore, in genere, perchè pensate sempre per vincere e non per rivalsa personale. Si può dire che sia sbagliato lasciar fuori Totti o schierare De Rossi difensore centrale, e si puo’ anche avere ragione.
Ma a Roma, quelle stesse persone dicono poi che Roberto Renga non ha combinato nulla e che in televisione fanno vedere solo quello che vogliono.
A Roma succedono tante cose, i tifosi parlano tantissimo ma sono gli unici a non sapere mai cosa succede.

G – Tifosi. Io volevo arrivarci dopo ma già che ci siamo… Le facce che hanno fermato il calcio ieri a Genova sono le stesse che avevano fatto la stessa cosa 14 giorni prima a Novara, sempre col Genoa? Le telecamere della Digos funzionano quando gli pare o si cercava il morto?
S – Effettivamente la Digos fa un po’ come cazzo le pare e le facce sembrano sempre le stesse.
E’ vero che non è successo nulla di grave ma il rischio – con le teste calde che portano bandiere di ogni tipo – è sempre dietro l’angolo.
Poi il Marassi è sempre stato un palcoscenico bollente e, a maggior ragione, avrei fatto più attenzione.
Io – con le dovute distanze -, da genoano, dico che quel gesto di forzare il togliersi le magliette, senza invasioni e senza interruzioni, è anche condivisibile. in quel modo pericoloso, superficiale, irrispettoso degli altri tifosi è un rischio perché puè portare a conseguenze più gravi.

G – Torniamo al calcio: se Allegri punta tutto sul rientro da titolare di un giocatore rimasto fuori 5 mesi per problemi cardiaci direi che siamo alla frutta. Colpa anche della dirigenza che non vede una squadra – attacco escluso – che da oltre due mesi gioca con le riserve dell’11 titolare?
S – Il Milan – economicamente parlando – ha tirato i remi in barca da tempo.
Tutte le operazioni più sontuose – Ibrahimovic, Robinho, Cassano – arrivano ai saldi, al massimo orchestrate da qualche lestofante.
Tanti calciatori arrivano a parametro zero e quindi scegliendo in un bacino molto ridotto.
Ci sta che se la sfortuna ti rema contro, rischi di giocare momenti cruciali di campionato Champions League con Mesbah e Bonera, con tutto il rispetto possibile.
E la colpa non è di Allegri, non di Galliani, ma di chi mette il denaro, di chi paga gli stipendi e determina di budget.
Ora quel ‘chi’ ha altre priorità, purtroppo per i milanisti.
Ora fa triennali solo all’Olgettina.

G – E ieri era piuttosto chiaro che Ibrahimovic sarebbe stato più felice in una battuta di caccia che al Meazza…
Cambiando argomento: Sannino 42 punti a 5 giornate dalla fine, eguagliato il record di punti in serie A del Siena (del 2005) alla faccia di chi non capisce un cazzo di calcio.
S – Sannino, un grande.
Noi in questo spazio lo diciamo dall’inizio del campionato, anche nel momento più cupo, quando il Siena non vinceva più ed era quart’ultimo. Lui – e il Siena di Bolzoni, Destro, Rossettini – e Pioli – con Ramirez, Diamanti, Mudingayi, Taider – sono stati i nostri pupilli e abbiamo avuto ragione sul lungo.
Siamo dei talent scout migliori di Marco Branca…

G – Ti propongo un discorso interessante. Si parla di un campionato livellato verso il basso (basti pensare che un anno fa la terza in classifica a questo punto aveva 10 punti in più della terza attuale). Posso dire hanno deluso le grandi (esclusa la Juventus) e relativi allenatori e che si è innalzata la qualità del gioco (e degli allenatori) di almeno dieci squadre considerate un ‘contorno’?
S – Se dici questo, non fai un’affermazione peregrina.
La forchetta tra forti e deboli si è molto ridotta, sia per meriti delle piccole sia per demeriti delle grandi.
La Juventus, ora in testa, rischia di vincere il campionato con un gioco non entusiasmante, senza un goleador, e giocando a schiaffoni forti tutte le partite, neanche fosse il Sunderland.
Il Milan, a ragione la favorita ad agosto, si è persa strada facendo per infortuni e limiti strutturali dati dal fatto che fa campagne acquisti a zero euro.
L’altro estremo, quello delle squadre che lottano per non retrocedere, s’è avvicinato alle posizioni buone per l’Europa perchè gli allenatori sono tutti bravi e lavorano molto, e i giocatori che schierano sono tutti buoni.
Queste squadre ‘contorno’, anni fa, perdevano determinate perdite con scioltezza, quasi come fossero vittime sacrificali.
Ora giocano con grinta sempre, anche se non hanno bisogno di punti – aiutate anche dagli spettri del calcioscommesse – e non regala più punti neanche il Cesena retrocesso.
E questo fa bene allo sport

G – Ed essere a 5 giornate dalla fine e non avere visto una marea di esibizioni imbarazzanti, come quelle degli anni passati, credo sia un indice positivo.
Posso parlare male di Prandelli? A me piaceva, poi arrivato in Nazionale ha iniziato con la ruffianata del “facciamo giocare quelli della squadra di casa quando giochiamo in Italia”, e ora chiude il codice etico per Balotelli.
Io sono un complottista: Balotelli e Prandelli per quale squadra giocheranno il prossimo anno?
S – Se dovessi pensare al complotto, non saprei quale scenario immaginare. In ordine direi Inter, Milan, Roma.
Da sempre le regole sono state messe in congelatore per aiutare grandi giocatori – cosa che aborro – ma non reputo Balotelli un grande giocatore. Per me, meglio fare un Europeo con Borini che portarsi dietro una testa di cazzo.

G – Per la cronaca,sembra siano a tanto così dall’Inter.
Facciamo gossip. Panucci se n’é già andato dal Palermo. Avevi pronosticato due mesi, ne é passato forse uno. Quale il senso di gestire società calcistiche come fanno Zamparini, Preziosi e Cellino?
S – Ti rispondo con un’equazione tipica di Ritagli: Cellino = Zamparini = Preziosi = Billy Corgan
Questi hanno una malattia, sono egomaniaci. I soldi e la fama danno alla testa, e portano a credere che si possa far tutto a tutti.
Ma, come dice il poeta, prima o poi c’è sempre una scarpa per il tuo culo.

G – Azzarda un pronostico sulle due semifinali di Champions. Sei davanti al pc e punti venti euro su…?
S – Barcelona e Real Madrid in finale, quindi giocherei due 1.
Poi il mio cuore spera nel Chelsea ma credo sia proprio un’utopia. E’ altamente probabile che il Barcelona rifili ai Blues la solita scotola, anche perché la partita di Londra va letta nel modo corretto: rigiocata 100 volte, finirebbe sempre 2-0 per gli spagnoli.

G – Il lusso blaugrana vuole che Guardiola, dopo la partita allo Stamford Bridge (che qualsiasi altro club al mondo avrebbe ricordato come una prestazione eccellente), sia sbottato in un “sì, ma buttatela dentro”. Ultimamente molti hanno voltato le spalle al Barcelona, e non si rendono conto che è stato, è e sarà il dominio più grande della storia del calcio moderno. Come loro nessuno mai.
S – Il Barca sta annoiando molti amanti del calcio ma vinceranno ancora per molto.
Un esempio. Il Real Madrid per vincere sto scudetto ha dato via il culo, spendendo un casino di denaro, mentre il Barcelona faceva esordire Cuenca, Correia, Alcantara, Muniesa, Montoya, Rafinha, Sergi, Tello, Bartra…
Con quest’orda di ragazzini sbarbati arriveranno secondi in campionato, faranno la finale di Coppa del re, e rischiano di fare l’ennesima finale di Champions League.
Gli spettatori annoiati – forse si divertono a guardare le squadre di Mourinho o Capello? – non hanno capito che questi vinceranno fino alla fine del decennio. Anima in pace, è un consiglio.

G – Per me, la finale più bella sarebbe stata Barcelona-Arsenal, ma è noto che i romantici del calcio non vincono e capiscono una mazza. Chiudiamo con una portata su un piatto d’argento: Ferrara ha convocato Immobile.
S – Carissimi lettori, Ciro Ferrara è una brutta persona. Lo stile juventino inaugurato da Moggi e Giraudo, e ben seguito dalla famiglia Lippi, è tornato di moda con la famiglia Ferrara.
Ora la spieghiamo tecnicamente e con precisione.
Nei primi giorni del 2012, Ferrara – allenatore della nazionale italiana unger 21 – lamentava la mancanza di coraggio dei tecnici italiani, rei di non concedere occasioni ai giocatori più giovani. Andrea Scianchi, giornalista, sempre nella prima metà di gennaio, in un articolo sulla Gazzetta dello Sport rispondeva al tecnico napoletano: “Giusto, ma se quando un allenatore da spazio ad un giovane – Immobile – e quel giovane convince ma non viene mai convocato in Under 21, che senso ha muovere una critica del genere?”. Ferrara andò su tutte le furie quando gli fu rigirata la domanda durante prima conferenza stampa utile, e rispose che lui conosceva bene Immobile meglio di chiunque altro e che Immobile avrebbe dovuto continuare a impegnarsi. Punto.
Ciro Immobile è il capocannoniere della serie B, ha una media gol simile a quella di Zlatan iIbrahimovic, comportamento sempre corretto, mai esuberanze in campo. Più di questo, cosa ci si aspetta da un ragazzino?
Ve lo diciamo noi: ci si aspetterebbe non lasciare, in qualità di procuratore, il fratello di Ciro Ferrara.
Ciro Ferrara, troppo buono.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Qualche tempo fa ero a Roma alla stazione Termini, tornavo a casa.
Incontrai un amico, il tenutario di questo blog.
In pochi minuti, davanti a due caffè, snocciolammo una serie di argomenti, un po’ calcistici un po’ no.
Abbiamo deciso di fare una cosa simile, senza i caffè e in maniera epistolare.

Queste sono chiacchiere da bar: le odiamo, le critichiamo e non vogliamo ascoltarle a meno di farle direttamente noi.

GiorgioP – Tu che hai i ritagli e di calcio ne sai e ricordi. Una cosa brutta come il campionato 2011-2012 te la ricordi? Una volta dicevano che il poco spettacolo era colpa del tatticismo esasperato, ora direi di una serie di nozze coi fichi secchi che levati. A volte anche senza fichi.
Schachner – Forse così brutto non lo ricordo. Però posso immaginare che vedere il Pisa primo in classifica nell’82 non deve essere stata una bella esperienza. E pensare che ogni anno Carlo d’Inghilterra ordina proprio dalle parti di Pisa una fornitura di fichi secchi…

G – Partiamo dall’italianismo puro, Mazzarri. Che dice che chi gioca contro di lui é più italianista di lui. Insomma glielo fanno apposta a non voler perdere
S – E’ esattamente come hai scritto: gli fanno un dispetto. Lui è uno dei pochi livornesi antipatici, somiglia ad Al bano, ha montature di occhiali in voga proprio nel 1982. Deve aver sofferto più di tutti, da livornese, quando il Pisa era primo.

G – Io resto convinto che quella squadra lì, il Napoli, invece di comprarne nove di medio livello se ne comprava tre di alto (Pirlo, Vucinic e Barzagli) lo scudetto se lo giocava veramente. E magari con un allenatore che responsabilizzasse più la squadra anziché parlare di avversari, arbitri, vento, mal di pancia dopo ogni sconfitta.
S – Secondo me il presidente – che, per rimanere in tema con il mister, è uno dei più antipatici del braccio di Orione – c’ha anche provato prendere dei big. Credo che Vucinic abbia rifiutato la destinazione, ad esempio. E’ difficile convincere giocatori di livello che una squadra con il Leone di Cellino San Marco in panchina possa vincere uno scudetto. Ricordi quando è stato presentato Gokhan Inler? Nascosto dentro una testa da leone. Vedi che torna tutto.
Mazzarri, purtroppo per lui, fa difficoltà a perdere, e accettare le sconfitte è l’unico modo per vincere. E’ questo l’unico limite del Napoli, a mio parere. Sarei davvero curioso di ascoltare cosa dice ai suoi giocatori il martedì mattina dopo aver perso.
Secondo me prende la parola il capitano, Cannavaro, e gli chiede qualcosa in napoletano incompresibile, e Mazzarri risponde “Gino, Gino, è stato Gino”.

G – Del resto è un po’ l’alfiere del modello simpatia che ispirano gli allenatori delle maggiori squadre di serie A. Il meno inquadrabile di tutti secondo me è Conte. Un egocentrico che pretende di essere al centro del progetto Juve (e non viceversa) ha praticamente fatto fuori mezza squadra (Matri, Krasic, Quagliarella) e da stratega ha fatto l’impensabile, assicurarsi che tutto passi per Pirlo. La boccetta dell’acqua santa e il segno della croce io lo leggo come “Dio te prego fa che non mi si fa male”.
S – Conte è ancora un mistero. Parla a bassa voce, ammette errori, sviste arbitrali, racconta l’autotrapianto di capelli. Però bacia una boccetta di acquasanta prima delle partite, e a Siena si è spinto fino ai santini. Sembra un po’ inseguire il Trap, almeno come superstizioni. Tecnicamente è una scommessa, una di quelle che puoi vincere solo sbancando. I giocatori che non rientrano nei suoi piani valgono montagne di soldi, e nel caso la stagione juventina dovesse finire di nuovo senza coppe ci sarebbero ancora gravi perdite causate dalla svalutazione di chi hai citato e si accomoda in panchina ogni settimana. Dirò questa eresia: a me Pirlo non è mai piaciuto, troppo compassato.

G – Neanche io ho avuto questa passione, però gioca (statistiche alla mano) 100 palloni a partita, ed è ovvio che, come si dice, “in terra di ciechi beato chi c’ha un occhio”. Il fatto è che la Juve avrebbe pure qualità, ma in tribuna e in panchina. Naturale che in mezzo a Pepe, Giaccherini, Marchisio (un altro esempio tutto italiano di “eterno qualcosa e mai niente, al dunque”) Vidal faccia la figura di Rivera. Detto questo, dopo sei partite vedere Vucinic con l’astrazione dell’ex tifoso fa ridere. Non ci volevano credere quando dicevamo “sì, ok… il cigno del Montenegro ma se non gioca col Manchester United ci sarà un perchè”.
S – Credo ci siano due modi per affrontare questo sport: essere bravi o essere vincenti. Ogni tanto si vedono giocatori che rientrano in entrambe le categorie – Iniesta, per esempio -, ogni tanto se ne vedono altri che rientrano solo nella prima e non alzano mai coppe ma sono idolatrati dai propri tifosi – come Totti -, altre volte se ne vedono alcuni che non entusiasmano nessun tifoso, non parlano, corrono, non vengono mai citati e hanno coppe nascoste negli scatoloni in cantina nella casa al mare – come Hargreaves.
Vucinic gioca con Giaccherini e Pepe. O forse Giaccherini e Pepe giocano con Vucinic.
In Italia sono rimasti solo i giocatori bravi, quelli che vincono sono da altre parti

G – Che poi “giocatori bravi”. Qui arriva in nazionale Mauri per 4 partite giocate bene di fila. Anzi, vado in controtendenza a quello che ho detto io. La Lazio ha vinto il derby quando ha messo in campo la qualità (Mauri e Matuzalem) meritando il risultato. Per carità. Quanto gli ci vuole a far capire a Reja che al gioco del calcio se uno ha i piedi buoni, tendenzialmente, e se non è cotto, metterlo in campo è sempre meglio di non metterlo? Ritorniamo un po’ all’idea di Mazzarri di poco fa. Dici che l’ha capita? O basta che ha Klose e l’obiettivo unico rimarrà buttare la palla in area di rigore “con ogni mezzo necessario” come diceva Malcolm X?
S – Penso che in Italia ci siano giocatori bravi e che manchi tantissimo la mentalità. La mentalità la forma chi allena e motiva.
Ad esempio Guidolin è un allenatore che trasforma la mentalità dei giocatori, e lo prova il fatto che, spesso, quando quei giocatori vanno via da lui tornano nell’oblio.
Come dicevo, o si vince con tecnica e mentalità o solo con mentalità. Solo la tecnica non vince mai e per mentalità non intendo catenaccio.
Quando studi per diventare allenatore, approcci il calcio in maniera statistica e matematica.
E’ statisticamente più probabile che vinca la squadra che non tiene la palla piuttosto che chi fa possesso.
Per vincere tenendo la palla bisogna ridurre fino allo zero il possesso altrui. Questo è un rischio che vuole correre solo chi ha tenuto la palla tra i piedi sapendolo fare, chi c’ha i ritagli, per intenderci. Non è un discorso universale – ben inteso – ma si avvicina molto all’intero del percento.
Mourinho, che non è un calciatore, è stato uno dei migliori interpreti del calcio di rimessa, fatto sulla mentalità, portando le punte a difendere.
Liedholm, che è stato un grandissimo calciatore, nello scudetto della Roma ha imposto il proprio possesso palla a tutte le squadre avversarie.
Da qualche parte ho l’edizione del lunedì del Corriere dello Sport del giorno dopo il secondo scudetto romanista. Non andavano di moda le statistiche ma c’erano i tabellini di tutte le partite e, tra le altre cose, il possesso palla. Quella Roma vinceva tenendo la palla più degli altri e difendendo tenendo la palla. Se nessuno sbagliava, finiva zero a zero. Appena gli avversari sbagliavano, la Roma ne approfittava perchè teneva sempre la palla.
Così ha fatto il Barcelona con Guardiola, così fece con Crujiff, così sta provando Luis Enrique con la nuova Roma. E’ un sistema che può convincere solo chi ha tenuto la palla tra i piedi con sapienza. In Italia abbiamo gridato al miracolo con Mourinho, che ha presentato uno dei peggiori sistemi di gioco scudettati da quando esiste il calcio nella penisola. Eppure l’essenza del calcio dovrebbe risiedere nella vittoria con gioco.
Quindi sì, l’obiettivo unico rimarrà sempre difendere, dare la palla a qualcuno in area di rigore, magari a Klose, e sperare.
E i meno peggio hanno un quarto d’ora per entrare, far sperare, toccarla tre volte, far vincere

G – Che poi ricorderei che Mou ha vinto di rimessa, ma oltre tre punte schierava un trequartista, una mezzala pura come Stankovic e un terzino come Maicon. Neanche il Foggia di Zeman con Stroppa o Shalimov… Mourinho è andato via perchè per andare avanti quella squadra doveva cambiarne 9/11, no?
S – Esattamente. Moratti è stato improvvisamente colto dalla sindrome del Tyrannosaurus Rex ed è improvvisamente diventato incapace di raggiungere le tasche della giacca e dei pantaloni. Mourinho ha sempre avuto la grande capacità di mettere le mani nei portafogli dei presidenti e quindi non si son più trovati. Per la fortuna del concetto di redistribuzione, il braccino di Moratti ha riportato l’Inter ai fasti di Lucescu (non ce ne vogliano i tifosi nerazzurri). Sono convinto che senza cambiare giocatori sarebbe stato necessario cambiare il modo di utilizzarli, e non aver avuto pazienza con Gasperini è stato l’errore decisivo della stagione.

G – Pazienza. La parola giusta di noi romanisti che nelle situazioni più impensate dimostriamo di averne e a carrettate. Sarà che abbiamo visto Zeman, Eriksson, Spalletti ma tutti crediamo a Luis Enrique, non diventeremo come il Barcellona ma giochiamo a pallone.
Oh senti, io te lo dico (e so che forse la pensi come me). Io non scommetto mai, ma 15 euro sullo scudetto ce li ho messi su. Per chiudere, sono matto?
S – E’ stranissimo poter dire ‘pazienza’ a Roma. Sono arrivati gli americani e non fanno altro che dimostrare ogni giorno come si fa sport in maniera seria e non per gioco, come invece insiste la maggior parte dei presidenti italiani. Si stanno abituando anche i romanisti. Non sarà mai il Barcelona ma è possibile diventare un simil-Arsenal. E loro, ogni tanto, a casa portano qualcosa…
La Roma ha le stesse possibilità di un gruppo folto. Inutile far finta.
Non sei matto. E’ meglio investire 15 euro sulla Roma scudettata che comprare Bot a scadenza annuale.

G – Chiusura finale, Ibra e Cassano sono depressi e non gli va più. Il primo ha Raiola dietro, il secondo?
S – Il secondo ha un problema di egomania. E’ il Billy Corgan di Cerignola.