NYC Ballads #5

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[…] la vita trova sempre qualche appiglio. Essa prospera perfino a New York, anche se è difficile capire perché. D’inverno la temperatura scende molto sotto il minimo legale, o meglio lo farebbe se si avesse il buon senso di fissare un minimo legale. L’ultima volta che qualcuno stilò un elenco delle prime cento qualità del carattere dei newyorchesi, il buon senso si piazzò al settantanovesimo posto. D’estate fa un caldo boia. Va benissimo se si è una forma di vita che prospera col caldo e ritiene, come i frastrani, che una temperatura compresa tra i quarantamila e i quarantaquattromila gradi sia l’ideale; va molto meno bene se si è un animale che è costretto ad avvolgersi nella pelliccia di molti altri animali quando si trova in un certo punto dell’orbita del suo pianeta e che poi, mezza orbita dopo, scopre di avere la pelle in ebollizione. la primavera è sopravvalutata. Innumerevoli abitanti di New York non fanno che decantare i piaceri della loro primavera, ma se conoscessero minimamente i piaceri della primavera, saprebbero che ci sono almeno cinquemilanovecentottantatré posti, alla stessa latitudine, in cui passarla meglio che a New York. L’autunno, però, è il peggiore di tutti. Pochissime cose sono peggio dell’autunno a New York. Alcuni esseri che vivono nell’intestino crasso dei ratti non sarebbero d’accordo, ma la maggior parte degli esseri che vivono nell’intestino crasso dei ratti sono comunque assai sgradevoli, sicché la loro opinione si può e si deve tenere in scarso conto. Quando è autunno a New York, l’aria ha un puzzo come di capra fritta, e se si vuole respirare, la cosa migliore da fare è aprire una finestra e infilar la testa dentro un palazzo.

Praticamente Innocuo, Douglas Adams

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Il rebootone, parte tre.

Parte #3: lanterne, grupponi e derivati:

Justice League: Con Geoff Johns c’è poco poco da scherzare, anche se JL 1 è un numero di warm up per il supergruppo DC. Batman e Lanterna si incontrano per la prima volta, braccati da una specie aliena strana e non riconosciuta dall’anello e dall’altra parte da aeroplani ignoti. In poche pagine c’è l’introduzione a quella che dovrebbe essere la più grande forma di amicizia con il mantello di sempre (parlando della sola DC), anche se ora non ci sono più marziani immigrati ma ragazzini per metà robot ed è rimasta una sola donzella in tutto. Ma la rosa della League è abbastanza flessibile, lo si sa. Di fondamentale importanza la vignetta in cui Batman urla a Lanterna quanto sia fondamentale che le persone abbiano paura di loro.

Justice League International: Dan Jurgens è uno di quelli che negli anni ’90 ci ha dato giù di peso. Il superman con i capelli lunghi mi sembra fosse cosa sua, ma ad ogni modo lui è il papà di Booster Gold, il personaggio più sfigato e spocchioso di tutto il dcverso. Ora Gold è in mezzo ad una nuova squadra di supereroi selezionata da un ente non ben definito, ma con scopi abbastanza nitidi, formata da personaggi che non si capisce so vogliono essere un po’ una critica verso qualcosa o cos’altro. La vicenda, i colori e i disegni ricordano e fanno sembrare questo numero uno un po’ una versione aggiornata di Giant Size X-Men 1, la storia sull’isola di Krakatoa con i nuovi cadetti della scuola di Xavier. C’è della confusione ma si vedrà bene (o almeno un po’ meglio) con i numeri a venire.

Green Lantern: Il numero uno della nuova serie di Lanterna Verde inizia con ben due cose concettualmente sbagliate: Sinestro indossa l’anello verde, e la cosa porterà sicuramente ad uno svilupparsi di storie sempre più intricate e pregne di legami e disgiunzioni, e un Hal Jordan che si comporta come un riccardone qualunque, quindi un Hal Jordan che sembra troppo Ryan Reynolds, più sfacciato e spudorato di come era la Lanterna senza anello prima della bagattata multiversale di Flashpoint. Della prima cosa però ne riparleremo quando saranno gettate le fondamenta per qualche rivoluzione narrativa, perchè Sinestro non può mica rimanere sempre LV, vero?

Green Lantern: New Guardians: Lezione numero uno, se c’è fila al bagno del pub non andare a pisciare nel parcheggio, perchè poi finisci con il diventare un poliziotto spaziale come sognavi da piccolo, solo che ora sarebbe per davvero. Kyle Rayner diventa la nuova Lanterna Verde del settore, tenendo considerato anche che Hal non sembra avere alcun potere al momento, ma non si capisce proprio benissimo quale sia la posizione di queste storie dei nuovi Guardiani all’interno della timeline (un po’ confusa) del reboot. Abbuffata di anelli per la neo lanterna che lo vedrà a fare a cazzotti con amici e nemici variopinti.

Green Lantern Corps: E’ notizia di qualche giorno fa che concluso il ciclo di dodici numeri delle nuove testate ci sarà un numero 0 di cui non si è ancora capita entità o importanza, se non che faranno accadere cose e anche subentrare nuovi personaggi, tra cui una nuova Lanterna della terra che, a vedere le prime foto, pare sembra essere vestita come un lottatore di catch messicano. Nuova lanterna nel corpo fra un anno e due delle quattro storiche già dal primissimo numero si ritrovano disoccupate e alla ricerca di un lavoro, ed è bello con che geniale e semplice fantasia Peter J. Tomasi ha messo Guy Gardner ad un colloquio per diventare un coach di football ed il duro e impostato architetto John Stewart nella grande impresa di convincere chi di dovuto per la costruzione di un grattacielo attraverso un progetto creato grazie all’anello. Da grandi doni derivano grandi difficoltà di integrazione.

Green Arrow: Un ultimissimo paragone con la concorrenza poi la smetto (tra l’altro presumo che un po’ chiunque abbia fatto, anche involontariamente, una connessione fra le due cose): Oliver Queen è un po’ il Tony Stark della DC ora, ma anche ‘sticazzi’ o ‘ma proprio no’. Dicendo Tony Stark intendo proprio solo l’uomo dentro all’armatura, che richiama all’attenzione ogni volta che Oliver appare nel suo ruolo di capoccia alle Queen Industries per un modo di fare non lontano. Tutto diverso quando si tratta della controparte costumata – e che costume della madonna gli hanno fatto?

Savage Hawkman: Archiviato tutto il passato pre rilancio, Hawkman è un personaggio all’oscuro del destino che lo impegnerà nel futuro più prossimo. Tony Daniel ha rinnovato un personaggio storicamente pieno di domande in un personaggio che se ne fa ancora di più, che cerca di sparare al proprio costume chiedendosi se non fosse lui stesso a morire, a differenza del paio di ali ed elmetto che indosserà anche poi per cercare di fermare l’entità aliena recuperata dalla nave a metà albo.

Teen Titans: Per capire bene Teen Titans pare necessario leggere anche Superboy, o almeno sapere che esiste una N.O.W.H.E.R.E. che ha prodotto un ragazzino con i muscoli di cui ancora non si sa nulla. Senza farsi fregare dalla copertina, la prima storia dei Teen Titans si concentra sui soli Red Robin – sempre Tim Drake -, Wonder Girl e un pochino su quell’incosciente di Kid Flash. Storia introduttiva che sembra andare per le lunghe, dato il numero di personaggi di cui raccontare la storia che poi faranno parte dei Titani, senza contare la questione Superboy da incastrare con il tutto.

face it Bruce, you just hit the jack…no

Domani sarà un giorno pesante per i lettori di fumetti di tutta America. Domani parte il reboot della DC Comics e sarà un giorno nuovo. Personalmente non so di preciso cosa sia successo prima di questo nuovo punto di lancio di rinnovamento dei profili e delle storie dei personaggi dei fumetti perché la continuity americana è un anno avanti alla nostra (sarebbe meglio dire che noi siamo indietro di un anno, ma voglio fare lo scaramantico perché da gennaio 2012 la distribuzione DC in Italia passerà dalla ritardataria Planeta DeAgostini alla novarese RW, che si spera mantenga una linea editoriale dentro le tempistiche e possa magari dividere meglio le varie testate che escono solo su omnibus qui nello stivale) e qui stanno venendo pubblicate le storie post Blackest Night, ma la questione ‘rinascita da capo’ annunciata solo in termini di spaccatura team supereroistici e creativi incuriosisce ma soprattutto mette paura. Questo perché di questo nuovo inizio si sa tutto e nulla. Storie, disegni, nomi da copertina e basta. Il timore della cagata pazzesca c’è e ci sta tutto.

Fortuna o sfortuna ha voluto che il mio spacciatore personale di materiale pirata illegale nella sezione comics oggi abbia reso disponibile JLA #1, fresco di stampa e di scanner, lì che mi guardava come per dire ‘dai, è anche ora che tu inizi a capire qualcosa di più di tutto sto casino. Nessuno se la prenderà per questa piccola infrazione’. E quindi vediamo di capirci qualcosa.

SPOILER ALERT – ma cerco di essere il meno spoileratore possibile.

Quello che è stato reso noto è il trittico di menti dietro alla rinascita della Justice League International (e qui non vorrei dire una stronzata ma deve esserci un collegamento con la recente scelta di Supes di abbandonare la cittadinanza americana in Action Comics #900), Geoff Johns ai testi, Jim Lee alle matite e Scott Williams all’inchiostro, che accompagnerà i fanboys almeno per le tre storie di cui sono state rese pubbliche le copertine.

I personaggi presentati durante la storia (se proprio volete leggerlo e arrivare fino alle ultime pagine, ci sono i bozzetti dei personaggi prima di ricevere gli ultimi ritocchi da parte di Lee) sono tre: Batman, il primo a vedersi e mandare in confusione con un costume rivisitazione tecnologica di quello standard degli ultimi dieci anni – avrei da argomentare con ‘come la tecnologia ha rovinato James Bond e speriamo non lo faccia anche con Bruce’ –, ancora immerso nei suoi silenziosi appostamenti da cecchino; Lanterna Verde, che non si capisce se sia Hal Jordan con il taglio di capelli di Ryan Reynolds o Kyle Rayner con il costume classico della lanterna verde Silver Age, anzi, nemmeno quello perché pure lui – come si può vedereun pochino anche dalla copertina – ha subito un restyling. Le sue proiezioni dell’anello sono più massicce e sembra essere tornato ad essere testardo e pieno di ironia come ai bei tempi; Superman è l’ultimo della serie e si vede giusto per un paio di scene, apparentemente ringiovanito. Costume senza mutandoni (a mio parere, uno scempio) e vita nuova anche per lui: niente matrimonio, anzi, Lois pare essere fidanzata con un terzo incomodo, testata regolare e Action Comics ambientata 5 anni prima del nuovo presente DC Comics.

Il cattivone dell’albo è un cyborg mutaforma a cui sta dando la caccia Wayne ma che compare anche nel radar dell’anello di Lanterna Verde, una specie di Cerebro GPS per forme aliene non autorizzate ad entrare entro l’orbita terrestre e tantomeno occuparne il suolo. Andando avanti nelle pagine il team up viene presentato un po’, mostrando come sono i nostri nuovi personaggi preferiti da sempre. C’è pure una sequenza di vignette in cui il pipistrello frega a Lanterna l’anello.
Come inizio ci può stare. Almeno per ora le cose sono ancora tutte nascoste e la voglia di scoprire sale parecchio.

Piccola domanda che mi pongo da solo perché mi auguro voi teniate botta e aspettiate: come ho appena detto Action Comics è ambientato 5 anni prima di JLI, che parte proprio con la gigantesca scritta ‘5 anni prima’. Ciò mi fa pensare che la conclusione di Action Comics coinciderà con il principio della nuova run della Giustizia. Seconda domanda: ma se il reboot è stato fatto per pulire la continuità da intrighi e disintrighi vari accumulati con gli anni, non potevano aspettare un pochino prima di far partire un nuovo pre-bordello? Magari ci fregano tutti e sarà tipo la storia della vita con dei risvolti assurdi, ma per carità di Darkseid, non ricominciamo con altre 52 terre/universi/capoluoghi di provincia, eh.

Ah! Ah! Batman se l’è fatta addosso!!!

Succede che Kevin Smith venga chiamato dalla DC Comics a scrivere Batman, qualche numero.
Sì quel Kevin Smith regista di Clerks, Dogma, Mallrats, insomma uno di quelli che ci fossero i templari del nerdismo rientrerebbe tra i primi cinque.
Che poi non è neanche la prima volta e quando mise le mani su Devil diventò una delle dieci graphic novel più belle degli ultimi vent’anni.
Detto ciò cambia casacca e stavolta viene chiamato dalla DC Comics (che è come un po’ passare dalla Roma alla Lazio e viceversa) per scrivere come dicevo su, qualche storia sul pipistrello.

Lo fa pisciare addosso. Ma non dalle risate, in senso letterale.

Qui tutti gli altri scempi tirati fuori dagli stessi numeri (che io a questo punto comprerei)