Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

So che qualcuno aspettava la foto di una figlia del calcio.
Ennesimo cambiamento di programma.
L’immagine che vedete è un sondaggio presentato sulle pagine della Gazzetta dello Sport online.
Nel mondo del calcio sono tutti eterosessuali, si sa. E’ l’unico ambiente lavorativo gay-free.
La Rosea – testata dai colori decisamente virili – chiede ai lettori di rispondere in totale libertà se sia davvero il caso di fare finalmente outing.

GiorgioP – Possibile che questo, come lo scorso campionato, non abbia un dominatore? E’ un ciapanò continuo, si passa metà della stagione a dire “magari il Napoli, magari l’Udinese”. Poi arriva Ibra e questi campionati qui li vince da solo, e pure svogliatamente.
Anche Galliani ha realizzato che Allegri non vale tantissimo come tecnico. Tolto Ibra, il Milan sta peggio dell’Inter, vero?
Schachner – Hai presente quei luoghi comuni tipo “il batterista bravo vale mezzo gruppo”?
Aggiungerei anche “Ibra vale mezzo scudetto”. Non lo sopporto come uomo, non lo reggo tatticamente, è fortissimo.
Il luogo comune in fondo è una maniera sbrigativa e rapida per esprimere un concetto più lungo ed elaborato.
Quindi, forse, lo svedesone sarebbe decisivo in diverse squadre: è ancora il peso che sposta la sbilancia.
La tua è una provocazione. rilancio: con lui in campo, lo vincerebbe anche l’Udinese.

G – E aggiungo “con 15 punti di distacco”. Parliamo di Udinese – Roma. Nelle formazioni annunciate, Floro Flores. Io storco la bocca e penso “Luis Enrique gliela sta mettendo in bocca e lui non é scemo che la sputa”. E infatti. Centrocampo a cinque e il solo Di Natale davanti. Quanto manca a Luis Enrique capire, più che il campionato, gli allenatori avversari?
S – Effettivamente hai ragione sul tecnico spagnolo.
Mi pare che la forza di Luis Enrique – cioè quella sua cantilena “noi facciamo una proposta” – sia anche la sua debolezza.
Lui crede in un principio e si attiene a quello. E’ tatticamente poco duttile, fa difficoltà ad adattarsi all’avversario e anche a leggerne le debolezze.
Sportivamente il suo sarebbe l’approccio corretto, e  a me questo piace, perchè apprezzo la letteratura calcistica e gli ideali in genere.
Poi in italia conta la pagnotta in fondo allo stomaco e quindi con gli ideali e le proposte si rischiano solo tante brutte figure.
Quella di Udine è stata finora, forse, la peggior partita in campionato della Roma, perchè ha giocato male l’allenatore e hanno giocato male i calciatori.
Guidolin invece allena in provincia e quindi può difendere anche con tutta la Venezia Giulia nella propria metà campo senza che qualcuno si lamenti, e quindi rischiare di giocarla male.
Il tecnino dell’Udinese stato abile ancora prima di scendere in campo, nella conferenza stampa della partita. Ha preso la parola, raccontato l’aneddoto dei tifosi che, ormai abituati agli ottimi risultati, si lamentavano civilmente delle ultime deludenti prestazioni.
Puzza di fregnaccia, unita al recente “io non credo di essere capace di tenere la mia squadra in quelle posizioni per tutto l’anno”.

G – Sì, poi dice anche – Guidolin – che cercarono di prendere Pjanic e Bojan. Per fare 40 punti… Ho l’impressione che lui non regga la pressione, e ultimamente ancora meno (si é sentito male sul 2 – 0 al trentesimo del primo tempo, in superiorità numerica contro la Fiorentina, dicendo di non riuscire a reggere la tensione). Gli do un’altra stagione, se va avanti così e se va avanti così la serie A, poi Pozzo proverà a vincere qualcosa.
S – Guidolin è un bravo allenatore, perfetto per l’Italia e anche secondo me, con importanti obiettivi dichiarati,ogni tanto perde la bussola.
Fa quindi bene a mostrarsi perdente.
Sono certo che tu abbia fatto almeno qualche volta il gioco di pensare alle potenziali formazioni di società minori se non avessero venduto i migliori giocatori alle squadre di vertice.
Se lo applichiamo all’Udinese, ho l’impressione che non abbiano mai sbagliato, che non abbiano mai venduto davvero dei campioni e che non abbiano davvero rinunciato a vincere, con le possibilità economiche che hanno.
E’ un fatto che con un bacino di tifosi un po’ più ampio, rischierebbero di vincere sempre.
E’ probabile che se dovessero centrare un paio di qualificazioni di fila alla Champions League, riuscirebbero a prendere giocatori importanti, a convincere qualcuno a rimanere più volentieri, e alla fine farebbero un salto di qualità sostanziale.
Mi piacerebbe vederla vincere qualcosa. Magari già quest’anno.

G – Lì l’hanno capita tutti: Di Natale preferisce divertirsi, rispetto a una prospettiva di dieci partite l’anno in una grande squadra, altri come Isla hanno preferito diventare il faro vero della squadra, altri ancora come Basta e Armero li vedo con la valigia in mano. Dai che Moratti ci ricasca un’altra volta (anche se per me Basta é da squadra grossa) e li prende tutti.
S – Ho questa impressione: i giocatori che lasciano l’Udinese si trascinano un anno, ancora inebriati dal ricordo dei profumo del frico, e poi ritornano al loro reale valore, lasciando in tasca a Gino Pozzo mancette miliardarie.
Marcio Amoroso, Felipe, Appiah, Bachini, Candreva, D’agostino, Kroldrup, Jankulovsky, Gyan, Marco Motta, Quagliarella, Muntari.
Solo alcuni dei giocatori che si sono persi dopo Udine, portando nel bilancio dei friulani quattrini sonanti.
Non te le ripasso, ma sono cifre da capogiro: solo Quagliarella, Gyan e Muntari fanno 36 milioni di euro.
Moratti ci casca sempre, è uno dei preferiti di Pozzo.
Gino gli ha sempre portato a Milano scatoloni pieni di mattoni. E’ riuscito a vendergli Antonio Manicone. Non ho altro da dire.

G – Eppure questo é l’anno dei Manicone e dei Bertolazzi. Ne servirebbe uno all’Inter, uno alla Fiorentina (insieme a tante altre cose), uno al Napoli (del Napoli però parliamo dopo). In campo non si ragiona più, tante ripartenze e sembra che il sacrificato sia il regista, a vantaggio di un mediano di rottura e di una mezzapunta.
S – Un giocatore così serve sempre, sono un nostalgico. Poi lui – Manicone – è un fedelissimo di Zeman, già da Licata.
Non dimentichiamo che il gioco in contropiede è tipicamente italiano, e che “ripartenza” è la versione wireless di “tutti dietro dentro l’area di rigore e appena recuperiamo palla, proviamo il contrattacco”. Torniamo ad un discorso già fatto: è più facile riuscire a vincere lasciando la palla agi avversari e attendere gli errori, piuttosto che rischiare tenendola tra i piedi e applicando movimenti studiati in allenamento.

G – Ti servo un assist. Forse fa poco folclore ma nessuno immaginava che la sorpresa ad alti livelli fosse Sannino. Uno che zitto zitto, tomo tomo, cacchio cacchio sta lanciando anche Bolzoni.
S – Beh, uno che in 12-13 anni ottiene 5 promozioni e un playoff in serie B, si presenta con un certo curriculum.
Anche qui ripeto: se al corso del patentino di allenatore di prima categoria ti chiamano ‘maestro’, c’è un motivo.
Contro il Siena ormai non se la porta nessuno da casa.
Farei notare anche che non gli stando dando la vetrina che meriterebbe dopo tutta quella gavetta.
Sai che ho una passione per lui, è il taglio di capelli.
Bolzoni sta guadagnando qualche presenza, spesso in nazionale under 21. E ha fatto tutte le giovanili con Manicone come allenatore…

G – A proposito: segna Castaignos contro il Siena. L’Inter é ancora in corsa per lo scudetto?
S – Lui gli ha tolto le castagnois dal fuoco.
Questa battuta è bella perchè sicuramente originale.
Se l’Inter quest’anno vuole vincere qualcosa, c’è il torneo di calciotto al Bettini, a Cinecittà.
In palio antenne paraboliche e gli spogliatoi sono puliti.

G – E Ranieri (al quale, per un motivo o per un altro, non riesco a volere male) si trasforma in ‘er fettina’ e dice finalmente “Moratti farà lo sforzo di comprare a gennaio”. Tradotto “Massimi’, ricordate dell’amici, ricordati de chi t’ha voluto bene e ha firmato per sto scempio per due anni”.
S – “Ce voi pure la scorza de limone?”.
Il prime dell’Inter è passato, Ranieri lo sapeva.
Lui ha accettato ma credo che il ruolo di allenatore dell’Inter sia definitivamente tramutato in capro espiatorio.
E secondo me, sta anche ritornando la maledizione del terzino sinistro.

G – E qui subentra il doppio, anzi triplo acquisto di Basta, Armero e Pasqual. Hai visto mai…
Senti, ma il Manchester City deve per forza giocare così male? E soprattutto, cosa ti dice il cervello se tieni in panchina Aguero, Nasri e Johnson?
S – Stanno tornando ai fasti Tramezzani, alla Pinetina.
Con i soldi che spenderebbero per Basta, Pozzo prenderebbe una squadra intera in Francia…
Devi credermi, ero convinto il City avrebbe triturato il Napoli. In campionato la squadra inglese va, e va forte.
Secondo me l’hanno presa sotto gamba tutti, compreso Mancini quando ha deciso la formazione. Il Napoli non gli è superiore e andare avanti farà perdere ai partenopei terreno in campionato. Poi manca una partita e aspetterei comunque a festeggiare.
A me farebbe piacere vederli passare, perchè l’ipotesi di ascoltare Mazzarri dire “Sì, Messi ne ha fatti 6 però siamo stati superiori. E se non fosse stato per quel caciucco mangiato ieri, colpa della cuoca, il risultato non sarebbe stato così pesante” è allettante.

G – “Ma sai, veniamo da 4 partite di fila. Solo chi gioca sa che vuol dire”. E il suo presidente “stasera per me abbiamo vinto 4 a 3”. Vi prego non fateli finire mai, sennò chiudiamo la rubrica. Parlando di Barcellona, Mazzarri ancora recrimina per la rovesciata annullata a Cavani. Fu un risultato sul filo quello, no?
S – Aurelio e Walter sono la linfa di questa rubrica.
Da quel precampionato contro il Barcellona, hanno definitivamente fatto breccia nei nostri cuori.
Porta Pia, in confronto a quella amichevole, “è una cagatina di mosca”.
Rincaro sul duo Aurelio e Walter.
Napoli – Lazio 0-0. Il mister: “Per me si è vinto 4-0”.
Un visionario, un sognatore, un poeta.

G – Senti, chiusura in grande stile. Riepilogando: Baldini sembra colto dal “ma anche” Veltroniano, Luis Enrique dice che “la Roma con l’Udinese meritava il pareggio” (neanche Mazzarri nostro), Sabatini si incazza come una bestia (unico), la squadra per una buona metà pare abbia già scaricato l’allenatore.
Poi magari vince a Firenze e l’ottovolante della lotta scudetto riparte.
Posso dire che, per una volta, il problema è mettersi d’accordo e non le radio, i tifosi…?
S – Puoi dirlo.
C’è qualche problemino d’unità d’intenti. Sembravano tutti rivolti ad oriente, invece…
Al volo: Baldini sembra davvero un politico nel pallone (e scusa la doppia valenza), Luis Enrique inizia a cercare letture personali alle sconfitte, Sabatini ha cominciato a fumare le Ms, i giocatori litigano ma poi vanno a cena fuori per chiarire i diverbi.
Alla fine della fiera, ci guadagna solo il pizzettaro dove vanno ogni volta per far pace.
Pare, tra l’altro, che il ristorante si chiami ‘Da Walterino er livornese’.

G – Ultima domanda, l’unica tecnica di oggi. Hai studiato, hai i ritagli e nessuno meglio di te può rispondere: tutti questi infortuni ai flessori, da che dipendono?
Walterino er livornese avrebbe detto “eh, facile vincere così eh, se Kjaer non si fermava, l’azione dopo era goal per noi”
S – Solitamente con uno scatto improvviso e con muscolatura stanca, quadricipite e flessori sono i primi a saltare perchè l’esplosione del movimenti, nel calcio, è concentrata tutta su quella parte di gamba Kjaer non ha novanta minuti in quei muscoli, perchè gioca poco e manca di abitudine a rimanere tonico fino al triplice fischio. Quindi uno scatto improvviso, con cambio di direzione come quello nel finale di Udine, con muscolatura stanca, è molto rischioso.
Walterino se la sarebbe presa con Di natale perchè ha fatto uno scatto troppo veloce o perchè non ha buttato fuori la palla mentre Kjaer zoppicava.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

E’ ormai chiaro l’intento di questa rubrica: cercare di farsi notare dalla redazione di Ieri, Moggi e domani e andar lì come ospiti, insieme a Big Luciano, al secondino De Santis e all’andreottiano Pippo Franco.
Per quanto riguarda la foto, non c’è nessun motivo: volevamo solo farvi vedere la figlia di Claudio Ranieri, Claudia.

GiorgioP – Marotta, tra una riga e l’altra, ha fatto capire che il Napoli non ha voluto giocare apposta, che si poteva e che erano stanchi dopo il Bayern. Mazzarri ha talmente tante risposte da dare per fare la vittima che 14 giorni di pausa campionato non bastano.
Schachner – Posto che quando si parla di società di calcio, il più pulito ha la leptospirosi, in questo caso la Juventus non è stata proprio presa in considerazione. Le autorità locali hanno deciso di comune accordo con i dirigenti partenopei, e la Juventus in albergo ad aspettare notizie. Il Napoli ha preferito riposare, fine della giostra.
Mazzarri è sempre più antipatico, De Laurentiis fa film di merda, il Napoli non passerà il turno in Champions ma sarà colpa del diavolo.

G – Tra le partite che si sono giocate, il Palermo porta via la quinta vittoria in casa su cinque partite. Ragionandoci: Mangia è un esordiente, da una parte ascolta Zamparini e stravolge la tattica in cui crede per mettere in campo Zahavi, dall’altra dedica la vittoria al dimissionario diesse Sogliano; tiene 7 partite in panchina Ilicic perchè si allena male, e quando lo rimette in campo sembra Stankovic dei bei tempi. Per essere tutte botte di culo sembrano tante, no? Sembra poter durare più di sei mesi a Palermo (in una squadra che per me ha almeno sei giocatori da big).
S – So che queste sono cose veramente da nerd del pallone, però spero tu mi conceda qualche bonus.
Per lo stesso motivo per cui ti raccontavo che a Coverciano chiamavano Sannino ‘maestro’, ti dico che Mangia è un allenatore in gamba e si sa da tanto tempo, che di Zahavi te l’avevo detto, e che il mister rosanero prende duemila euro al mese, quindi Zamparini se lo terrà il più possibile. Come detto durante la guida, il Palermo lotterà per obiettivi inimmaginabili.
I giocatori ci sono sempre stati, non sono mai mancati a Palermo. Gli faccio un augurio, perchè avere quel presidente lì non deve essere divertente.

G – Posso dirlo? A un certo punto uno vede il bello anche nel piccolo. Gli emergenti (allenatori, giocatori, squadre) sono la novità piú accattivante del campionato. Io, per dire, avrei puntato molto sul Cesena visti gli innesti e le non partenze (Parolo su tutti). Ficcadenti era il Mou del culatello. Andato via lui, persa la bussola?
S – Ficcadenti è un allenatore che non decifro. Il suo Cesena, a mio parere, non ha impressionato così come ci hanno fatto credere e affrontò tutte le big all’inizio, cosa che sappiamo essere sempre un vantaggio per le provinciali.
Se guardiamo le statistiche tecniche della serie A, il Cesena di Giampaolo era sempre tra le prime, insieme a Juventus, Milan, Roma e Lazio. Gli è mancata incisività davanti e, obiettivamente, non l’avrà mai perchè non ha una prima punta.
Spero con tutto il cuore si salvi, ma a gennaio gli consiglierei di prendere un attaccante da sportellate e che ogni tanto la butti dentro.

G – … che ad occhio non ce ne sono, a meno non scongelino Corradi.
Invece senti un po’: parlando degli emergenti di cui sopra, Ramirez è già pronto per il salto in una grandissima (non italiana) alla Sanchez vero? Fisico, dribbling, tiro visione. Io lo vedo con la maglietta dell’Arsenal
S – A Cesena quasi direi Toni.
Ramirez è davvero forte. E’ da grande squadra. Forse da Arsenal, anche se i sudamericani lì non hanno mai avuto tanta fortuna.
Secondo me c’è da aspettare – su di lui – qualche sorpresa dall’Italia.

G – Altre bellissime prese all’Atalanta: Schelotto (che mi ricorda Jonas, solo dall’altra parte), Moralez e l’usato sicuro di Denis. La dimostrazione che non devi spendere in doppia cifra per avere quantità e qualità, no?
S – Ecco, secondo me hai nominato tutti giocatori forti, di base. Si sa che sono bravi ma bisogna avere spazio nell’undici per rischiarli e metterli in mostra. Marino, deus ex machina dell’Atalanta, aveva portato Denis al Napoli, e gli ha dato fiducia anche a Bergamo. Sapeva il suo valore, Denis non aveva potuto mostrarlo in pieno, ora ne ha possibilità. Uno dei vantaggi delle piccole squadre è poter concedere una seconda occasione.
Schelotto si sta per guadagnare una convocazione in azzurro, per inciso.

G – Parli di convocazioni, me la tiri fuori.
Spiega un po’: come può un chierichetto come Prandelli convocare – alla faccia del codice morale – Montolivo dopo le risate nel minuto di silenzio, aspettare dichiaratamente Rossi e soprattutto non convocare Di Natale?
Faccio i conti io per l’Europeo: Matri, Balotelli, Gilardino, Giovinco, Osvaldo. Ad oggi uno tra Totti e Di Natale andrebbe (considerando che Giovinco in nazionale non mi ha impressionato).
S – Prandelli ha già dimostrato di concedere bonus a chi reputa importante (Cassano e Balotelli, ad esempio). Montolivo si aggiunge a questa breve lista. Di natale – mi spiace – ma non è un giocatore da grandi palcoscenici e lo ha dimostrato. Va nel pallone più totale quando la posta diventa alta e, secondo me, non convocarlo non è una decisione così peregrina, considerata l’età e il desiderio di rinnovamento. Totti ormai è anagraficamente fuori dal progetto e non ho neanche idea di dove potrebbe giocare in questa nazionale (senza contare anche lui fa fatica a reggere pressioni importanti).
Giovinco non piace neanche a me, ma se continua così è impossibile non portarlo. In più è l’unico che un pochino potrebbe sostituire Cassano e Rossi, come struttura e idee, nel caso uno dei due – o entrambi – non dovesse recuperare per maggio.
Gilardino se continua così è impossibile portarlo.
Balotelli sarebbe bello non portarlo mai.
Non farei fuori a priori Pazzini, che ha grande capacità di lotta, e Borriello, che potrebbe sfruttare la seconda parte della stagione, magari andando via da Roma e da tutte quelle panchine.

G – Tanto non la strusceremo mai. Facciamo un po’ di fanta-qualcosa: giugno 2012, sul mercato degli allenatori ci saranno Prandelli, Spalletti, Capello e Zeman. Azzardo: Inter, Milan, Nazionale e Napoli.
S – Può darsi, chi lo sa. Faccio il bastian contrario.
Forse Zeman di nuovo a Napoli è troppo per lui, troppo per Aurelio. Mi sa che a Pescara può rimanere a insegnare calcio senza che gli rompano troppo i coglioni.
Allegri non ha rinnovato ma solo ritoccato l’ingaggio. Non so dove potrebbe andare, per lasciare spazio a spalletti.
Prandelli sta facendo bene con la nazionale. L’inter è una destinazione ma, ora come ora, anche un salto nel vuoto.
Capello in pensione, ha fatto il suo tempo.

G – Questione di metri di giudizio, fosse applicato a tutti: se Muriel ieri viene espulso e quel metro viene applicato sempre, ad occhio in quanti si finisce in campo?
S – E’ sempre un casino parlare di queste cose.
Per come la penso io sullo sport, se mandi a fare in culo l’arbitro devi sempre essere ammonito.
Non dovrebbe fare differenza se lo fanno Del piero e Totti: è una regola e quindi non si può fare.
Lo scandalo succede quando gli arbitri si girano, facendo passare constantemente il messaggio sbagliato.

G – Per me infatti la regola – cioè il giallo – é quello che é successo ieri.
Due provocazioni per chiudere: con Pjanic la Lazio vinceva lo scudetto.
S – Se esce dall’Europa Leaguem può vincerlo lo stesso.
E allora sarà: la Lazio, senza Zarate, può addirittura vincere lo scudetto?

G – Se Sculli continua ad essere l’asso di bastoni (e c’é sempre Kozac dietro), lo rischia davvero. E aggiungo: se Barreto torna quello dei tempi belli, fosse che fosse che l’Udinese… Pare stiano aspettando lui, mentre alla lista dei grossi giocatori aggiungiamo Basta e Asamoah.
S – I tifosi della Lazio non apprezzano molto nè Sculli nè Kozak. Il primo è definito nè carne nè pesce, il secondo un giocatore da serie B a cui preferire sempre qualcunaltro.
Asamoah fenomeno da sempre, Basta grande sorpresa.
La lazio a me piace sempre, mi piace anche Lotito. E’ un ciarlatano ma le imbrocca tutte, non sbaglia mai. E poi legge Orazio (quello di Clarabella).
Anche l’Udinese mi piace sempre, e quest’anno fa paura a tutti quanti.
La corsa allo scudetto non è mai stata così ampia come quest’anno.

G – Magari Ranieri riapre tutti i giochi. L’ho visto mercoledì contro il Lille e sembrava un Batman tristissimo in attesa di uno scherzone del Joker.
Povero Claudio. Non ha neanche Robin, ha Branca che neanche legge i registri Uefa.
S – Farà fatica ad arrivare in Europa, questa Inter.
E’ uno spettacolo vedere ranieri negare l’innegabile.
Per me ha lo stesso psicoterapeuta di Mazzarri.
Forse è jonathan crane (e qui andiamo su nerdismi pesanti).

G – Ricordi il seme della follia, il film di Carpenter? In pratica c’é un assicuratore chiamato a cercare uno scrittore horror scomparso. Solo che questo scrittore ha il potere di fare impazzire le persone scrivendo boiate e diventano tutti matti. Finisce che l’assicuratore (diventato matto pure lui) si rivede la storia al cinema e ride.
Lo scrittore si chiamava Sutter Cane. Ci sta bene no?
S – Certo che lo ricordo. Io e le mie sorelle siamo cresciuti insieme a una madre con una piccola biblioteca horror, passando i pomeriggi a giocare nelle segrete del negozio di Dario Argento, e le sere a vedere gli spettacoli di mezzanotte (quando ancora non esistevano) per le anteprime dei film di Wes Craven.
E ancora mi chiedo perchè fatico così tanto nella vita, non riesco a mangiare il formaggio e mi fanno senso i semi del melone…

Con Sutter Cane, viene una cosa un po’ alla Johnny Palomba.

Er seme d’a follia di John Carpenter.
A ‘n investigatore je chiedono de cerca’ ‘no scrittore: Sotto Ercane. Lui lo cerca ma nun lo trova. Va pe’ paesi ma nun lo trova. Allora se legge i libbri de Sotto Ercane pe’ capi’ chi è, e ce va un po’ sotto, perchè chi legge qu’i libbri ce va sotto. Continua a cercallo e alla fine lo trova, e Sotto Ercane je da un libro che deve ancora usci’ ma poi se scopre che è già uscito. E allora l’investigatore pensa “sto Sotto Ercane me sta a pija per culo, un po’ come ve sto a pija per culo io co’ sto film”.
Allora va ar cinema pe’ distrasse e fasse ‘na risata, pe’ non pensa’ a Sotto Ercane.
Noi invece se semio visti sto film e non se la semo fatta pe’ gnente ‘na risata.

‘Na vorta mi cuggino s’è perso le chiavi de casa. Poi l’ha ritrovate.
Stavano sotto er cane.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Come in un film che comincia dalla fine, questa settimana proponiamo come inizio gli ultimi scambi tra me a GiorgioP.

GiorgioP – Ok. La mettiamo così?
Schachner – Va bene. Ho già la foto (quella che vedete più su, n.d.r.): l’alluvione nerazzurra.
GiorgioP – Ahahahaha

G – Parliamo della cultura e della rivoluzione del progetto Roma al volo. Considerazioni sparse: senza Totti tre sconfitte in quattro partite, Luis Enrique non ha capito che un paio di giocatori che ha sono ex (Cassetti e Juan), Montella dice che sarebbe stato cacciato e Baldini – molto maldestramente – gli dà ragione. Insomma, a perdere abbiamo imparato benissimo, a scegliere un core di 15 giocatori da girare, no. E questo, con tutto l’affetto e la presa del progetto, a questo punto é un limite.
S – Mi pare di aver individuato qualche dettaglio fondamentale della situazione romana. La squadra allenata da Luis Enrique sta praticando uno sport, rispettando tutte le necessarietà di una tale definizione: mai presentare alibi, rendere merito agli avversari, giocare facendo una ‘proposta’ sportiva. Sembra la tifoseria abbia compreso la mentalità, che la società la stia sviluppando di comune accordo con l’allenatore, e che i media siano gli unici a non averla compresa.
Lo sport è tale, anche se perdi. Anche in televisione o sui giornali.
Quando un allenatore non schiera un giocatore, non punta al suicidio. Cassetti, per esempio, era finito in tribuna con grande regolarità, scatenando qualche polemica sulla carta stampata, scandalizzata addirittura per una sua possibile cessione a gennaio. La sua disattenzione – di Cassetti – costa un gol a partita. Discorso simile per Juan, ormai in discesa, e forse anche per qualche altro ‘anziano’. Lo stesso Heinze è vittima di amnesie e Jose Angel, forse il migliore difensore, è più un ala che un terzino.
Sarà mica che la difesa della Roma sia il vero punto debole? Sarà mica che difendere in sei è molto più facile quando si allena il Catania?

G – Parlando al volo di Montella: bel campionato, sì. Ricorderei che stiamo alla 9^, se non erro. E soprattutto, se si rimpiange qualunque allenatore romano che sta facendo bene, mettiamoci anche Colantuono.
Ovviamente ragiono per iperboli.
Sarà mai che la stampa come sempre fa finta di essere un passo avanti alla rivoluzione ma sotto sotto si trova meglio col conservatorismo?
S – Colantuono secondo me è un allenatore troppo poco considerato. Molto dipende da quel periodo palermitano, causa Zamparini. Spesso allenatori con ottime carriere buttano anni di lavoro seguendo scelte lavorative azzardate. Se fossi un allenatore, difficilmente accetterei denaro dal signor Emmezeta proprio per questo motivo. A mio parere Colantuono ha sempre fatto bene, per anni, quindi gode di credenziali diverse rispetto a Montella che, come hai giustamente detto, è proprio all’inizio: è presto per rimpiangerlo o per convincersi di aver fatto bene a mandarlo via.
La storia calcistica romana insegna che i romani vorrebbero vincere, in qualsiasi competizione, anche a briscola con il figlio.
Giocare bene e puntare al progressismo sportivo non è così necessario. Va bene anche Ranieri se si può rischiare di vincere lo scudetto.

G – Cambiamo serie e passiamo alla B. E’ finora l’anno delle rivincite. Tutti parlano di Zeman ma io non dimenticherei Ventura. Uno che ha costruito un bel Torino, e che l’anno scorso col Bari ha avuto una sfiga per infortuni che neanche Apocalypse now. Secondo me Ventura era l’allenatore ideale per la Juve. Il problema é che é un signore, non fa le mourinhate che vanno tanto di moda, e soprattutto viene male in tv.
S – Ventura ha sofferto la stessa punizione di Colantuono, perdendo un campionato di B con la Sampdoria dopo averlo dominato. La sua carriera è tornata indietro di dieci anni per colpa di quel passo falso. Non nascondo che sia il mio allenatore preferito. E’ una persona molto intelligente, con grande cultura sportiva, tante idee e grande capacità di valorizzare giovani e giocatori in là con gli anni. Lui sarebbe un allenatore da grandissima squadra, una qualsiasi.
Ammetto di aver seguito i suoi allenamenti quando provavo a fare lo stesso mestiere, e la preparazione di Ventura non si discute. L’educazione – quella contrapposta alle mourinhate, come le chiami tu – dovrebbe essere quasi un punto in più a favore. Mi pare che in Italia sia invece un difetto. E’ vero che viene male in tv ed è anche genovese, cosa che non aiuta.
Zeman è sempre Zeman, ovunque. Questo Pescara ha dei giocatori forti, quasi tutti già acquistati da club di A.
Facciamocene una ragione subito: probabilmente lo troveremo in serie A a prendersi qualche rivincita.
Tiferò per gli abbruzzesi. Sono un fan di Sliskovic, degli arrosticini e del vino pecorino.

G – Parlando invece di uno che é rimasto fedele a sé stesso nel passaggio dal campo alla panchina: Mihajlovic.
L’hai vista Juve – Fiorentina? Il primo tempo citando il pomata “a occhio e croce me pareva incazzato”. Negli spogliatoi é successo qualcosa che ha trasformato la Viola in una forma ridotta dell’Arsenal. Parlando di sfighe credo che sia ai vertici della classifica: l’anno scorso Mutu e Jovetic, quest’anno Montolivo e Gilardino (tutti per motivi differenti). E’ uno che secondo me doveva stare su un’altra panchina. E magari Moratti e Della Valle si stanno mangiando le mani tutti e due per non essere andati oltre. E’ uno che comunque gavetta (assistente, allenatore piccola, allenatore media) la sta facendo. Senza scorciatoie
S – Non ho visto la partita. Per me, genoano e romano, vedere Juventus-Fiorentina equivale a buttare due ore della mia vita, come se facessi decoupage. Mihajlovic mi sta sul cazzo, così. Parliamo di pregiudizi, con lui che di pregiudizi ne sa parecchio. Quindi non mi sento in colpa. Ciò non toglie che sia un buon allenatore e che abbia le caratteristiche per essere anche un vincente. Lo associo a Mancini: non lo sopporto ma è capace di vincere.
Moratti, obiettivamente, è uno dei presidenti che capisce meno di calcio in tutta l’Italia professionista del pallone. Ha sempre solo sbagliato – Benitez, Gasperini, Mihajlovic no, Zaccheroni, Tardelli. Stare a sentire qualcuno “che ce capisce” non sarebbe stato male.
Della Valle non so se soffra vedendo questa Fiorentina. Forse ci sono allenatori più frizzanti ma non so se ci sono allenatori più bravi di Mihajlovic. Per cultura, non mi piace mandare via gli allenatori (pensandolo, chiaramente…) e quindi gli darei una chance.

G – Invece uno che – veniamo in casa tua – ha il fiuto per l’allenatore giusto nel momento giusto. Preziosi, come anche Cellino, é uno che o ne sa o é consigliato bene. Prendere Malesani era forse un azzardo (o forse uno dei pochi a giocare a 3 dietro con varianti davanti) ma finora i risultati gli danno ragione. Ha un centrocampo sottovalutatissimo – Rossi, Veloso, Kucka, Jankovic – che per me per qualità vale in Italia quasi la Champions, e un attacco con alternative, in cui Palacio é la cartina tornasole del fatto che in Italia si preferisce spendere e tanto per il nome da Gazzetta piuttosto che l’alto rendimento sicuro (vedi l’Inter con Forlan).
Dove arriva questo Genoa qui, calcolando che un po’ di grandi già se le é tolte dal calendario?
S – Il Genoa ha un ottimo sistema di osservatori. Hanno portato in Italia tantissimi ottimi giocatori dal Sudamerica, come Hernandez, Lavezzi e Milito. Il presidente è un grandissimo ciarlatano e, con qualche sacrificio – che non credo soffrirebbe -, il Genoa negli ultimi anni avrebbe potuto vincere qualcosina.
Malesani non è malaccio, pur sempre un vincente. La squadra è discreta ma se non c’è volontà da parte della società di puntare a obiettivi importanti, è veramente difficile. Il campionato sembra equilibrato e con sorprese sempre dietro l’angolo. Credo che, verosimilmente, il risultato massimo possibile sia la qualificazione all’Europa League.

G – Per inciso il Genoa sta perdendo con la Fiorentina 1- 0 e la Fiesole sta cantando a Mihajlovic “salta la panchina”. Non te lo faccio apposta, eh!
S – Questa è fuori commenti? Il Genoa non ha praticamente mai tirato in porta.
Forse tifano il grifo in Fiesole…

G – E’ dentro, é dentro…
Detto ció, in chiusura due domande. La prima: Ranieri quando dice che vinceranno lo scudetto, lo fa per lo spettacolo, perché non ha capito dove é capitato o, con tutto l’affetto, perché é matto?
S – Gli danno dei bei soldi per dire ste cazzate. E’ spettacolo senza dubbio. Consideriamolo come un Bisio: prende tanti soldi e neanche fa ridere.
Quei giocatori sono bolliti come la gallina di mia nonna quando faceva il brodo. Se non giocano in un altro modo e trovano un nuovo brio tattico, non vanno neanche in Europa.
Ribadisco: Gasperini era l’unica salvezza, con un allenatore ‘scontato’ quest’anno sarà più difficile giocare contro il Siena.

G – Per inciso – e non vale come ultima domanda – me la spieghi sta moda dell’assistente che fa vedere i disegnini a chi entra in campo? Lui Ranieri é old style per dire e non ha questo costume (ci vorrebbe più una benedizione col sangue di San Gennaro forse).
S – In teoria sono schemi e disposizioni in campo provati in allenamento e riproposti su carta per richiamarli alla memoria con più rapidità, senza che il mister smetta di guidare la squadra durante la partita. Siccome Ranieri non credo faccia schemi, non ha questi problemi.
Io continuo ad usare la lavagnetta con le calamite.

G – Sei pragmatico insomma. Un altro pragmatico é Mazzarri, che di questo passo, visto l’umore, o gli viene un esaurimento nervoso o si dimette. Se lottava veramente per lo scudetto che faceva? Andava in cura dal lunedì al sabato?
S – Leggevo dei commenti su un forum del Napoli. Un tifoso azzurro diceva “Mister, ammetterai mai una sconfitta?”.
Se continua così, gli scappa anche una figlia a New Orleans.

G – “Gino, Gino é stato Gino” (cit.)
S – Ascolto “Samba pa ti” di Santana. Un omaggio a Mazzarri.