Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Ho disdetto Sky. Raccontandolo a un collega, mi è stato detto “Certo che senza Ilaria…”.
Come proposto da Giorgiop, concediamo una wild card alla D’Amico per le figlie del calcio.

GiorgioP – Sembra una storia già scritta questo campionato: Juventus, arbitri, polemiche, Roma comica. Sempre più un campionato di serie b?
Schachner – Campionato di serie b paragonato al resto dell’Europa calcistica. La tua è una semplificazione estrema, pur vera, e ridotta all’unico spettacolo rimasto nella seria A: l’eterno scontro Zeman vs ingiustizie, e quindi spesso Zeman vs Juventus. Volendolo ampliare, con i valori visti finora, sarebbe: Juventus già campione; scontro per i due restanti posti validi per la Champions League tra Inter, Napoli, Fiorentina e Lazio; Europa League con le solite provinciali ambiziose, Parma, Udinese, Catania, e le deluse Roma e Milan. E’ tutto esattamente come previsto, escluse le delusioni romaniste e milaniste, per altro spesso e da molti già annunciate. E’ molto triste ma, in assenza di grandi proposte di gioco (come amava dire il troppo presto congedato Luis Enrique), rimane solo la possibilità di parlare di chi – appunto Roma e Milan – alterna cose buone e pessime in una divertente altalena di prestazioni.

G – Rimaniamo sul discorso Juventus. Non entriamo nel merito delle polemiche ma l’arroganza di Marotta e Agnelli è un vezzo berlusconista tutto italiano. E aspettiamo il ritorno di Conte…
S – E’ sempre un bel casino affrontare il discorso Juventus.
La squadra, a livello tecnico e tattico è la più tosta. Forse non la migliore ma la più tosta. Vince con merito e fino a qui nessun problema. Come sempre, le grandi squadre continuano ad ottenere – in maniera casuale e senza nessuna premeditazione, mi auguro – dei vantaggi dagli arbitraggi. E’ sempre stato così, anche in assenza di combine e magie dirigenziali, e continuerà a essere così in tutti i campionati del mondo. Le squadre rivali, che subiscono con una certa regolarità i torti, hanno il diritto di lamentarsi, così come la Juventus ha diritto di replica. La brutta figura dei bianconeri, simile a tutte le brutte figure che fanno le grandi squadre quando vengono toccate sul vivo, sta nel rispondere sempre e spesso in maniera confusionaria, maleducata e poco intelligente. Agnelli è un padrone dell’Italia e di juventino ha davvero poco. I tifosi della Juventus sono molto diversi dal Presidente, che è inoltre molto diverso dai veri Agnelli, sia dai più onesti sia dai più disonesti. Nonostante il suo essere uno dei padroni del Paese, nonostante le sue società godano di aiuti provenienti dallo Stato – con soldi che dovrebbero essere redistribuiti in maniera più congrua tra le aziende italiane -, nonostante quest’impero lui si comporta come se fosse un Don Chisciotte con un tozzo di pane in tasca impegnato in una lotta contro avversari temibili che agiscono in fantomatiche stanze dei bottoni. Dovrebbe esercitare l’arte del silenzio, visto il suo essere vincitore da sempre. Ancora più brutto il suo aver contagiato una persona onesta e professionale come Marotta, arrivata a comportarsi esattamente come questa presidenza. Su tutte le cattive uscite dell’ad bianconero, la vicenda Berbatov, mistificata in un modo che mi ha quasi offeso come giornalista.
Conte, nel suo essere un eccellente allenatore, si è inserito da subito in un questa modalità.Forse i tifosi juventini più illuminati ricorderanno Trapattoni, Deschamps, Ancelotti, Zoff, così come Boniperti, Morini, Governato.
La Juventus può vincere con uno stile diverso e non ha bisogno di certi personaggi o di questi atteggiamenti.

G – In tutto questo, è passato dall’altra parte della barricata Mazzarri: non critica più e anzi fa capire che il suo futuro sarà lontano da Napoli. Eppure, con la cessione di Lavezzi, fa il massimo. Giusto?
S – Giustissimo. Mazzarri è destinato ad una grande vera, una di quelle squadre che non deve star troppo attenta agli ingaggi.
Chiaramente, partito Lavezzi, risente dell’assenza di Cavani come ne risentirebbe qualsiasi squadra al mondo ed è anche stato parecchio sfortunato in qualche occasione quest’anno. A me sta antipatico come comunicatore, ma come allenatore è forse il più forte degli ultimi 10 anni e non ha mai mancato un obiettivo. Il Napoli di quest’anno è un po’ corto davanti. Con una prima punta vera in panchina, sarebbe veramente difficile da battere.

G – Peccato solo non veda i giovani. Sarebbe il top. Tu non leggi un collegamento per questo tra lui e il futuro della Roma, vero?
S – Avrei voluto scriverlo ma mi sono tenuto. Mazzarri sarebbe perfetto per Roma, intesa come città. E’ un allenatore che non si cura di nulla, che ragiona solo in funzione del risultato. La prestazione, il tifo, le gerarchie. Tutti fattori estranei al suo modo di pensare. Lui sarebbe perfetto per una piazza – quella romana – che si innamora dei giocatori prima del risultato e della squadra stessa. Il problema sta nel fatto che la Roma è la seconda squadra più giovane della Serie A e, come hai giustamente già detto, lui non vede bene gli under 23.

G – Per la Roma, inaugurerei la “campagna Colantuono” per il 2013, se sei d’accordo. Bravo, pragmatico, lancia i giovani e si suppone li prenda anche a calci nel culo (cosa che andrebbe fatta a Roma e che la società sembra ancora non aver capito). Altro anno buttato?
S – Roma, altro anno buttato. Si può salvare, sportivamente, solo se tengono Zeman fino a fine anno e dimostrano ai giocatori che ciò che decide la società a giugno è verbo. Il male della Roma sono i tifosi e i romani. Se poi fanno anche i calciatori è la fine. La Roma, con la libertà di azione della Lazio, sarebbe una delle squadre più forti d’Europa. Purtroppo è legata in maniera stupida alla romanità e questo non gli permette di vincere. La Juventus di Moggi ha dimostrato che il campione va venduto e non tenuto. La Roma non ha mai imparato questa lezione e ha sbagliato due volte tenendo Totti e De Rossi. I tifosi queste cose non le comprendono e si ritrovano con una squadra che non gioca come vuole il proprio allenatore perché i due giocatori più rappresentativi non seguono assolutamente ciò che viene proposto dal mister. Uno – De Rossi – si comporta da paladino e dice tutto quello ciò che pensa in pubblico, lasciando lo spogliatoio nella merda. L’altro – Totti – fa l’avvocato d’ufficio dell’allenatore, dicendo che la squadra non lo segue (omettendo di essere il primo a non seguirlo). Con un allenatore ex giocatore, come il Colantuono che proponevi tu, è molto più difficile fare queste cose. Per gestire questi caporioni serve qualcuno dal carattere forte e ruvido. Colantuono sarebbe il massimo, se non fosse romano…

G – La mia boutade era “magari Delio Rossi” ma non certo per la tattica. Proseguendo: hai fatto il giochino di guardare i tabellini dell’Inter ammonizioni pro e contro, espulsioni avversarie, rigori e gol irregolari a favore? Perché non lo dice nessuno di questo scandalo?
S – Bisogna essere obiettivi: non è cambiato tantissimo dopo Calciopoli. Oltre ai valori tecnici, le situazioni sono le stesse. Le grandi squadre esercitano un certo tipo di fascino sui direttori di gara ed è veramente difficile prendere decisioni serenamente. Poi le big avranno sempre dei vantaggi ma c’è modo e modo…

G – E in Europa infatti sono schiaffoni forti forti..
S – Sì, spesso. In Europa magari ci sono le stesse sudditanze involontarie. Ma le big europee non sono più Juventus, Inter e Milan, quindi qualsiasi avversario diventa una vera sfida.

G – Gianluca, ma lo sai che quasi quasi scommeto 10 euro sulla Fiorentina? Pensa se avessero preso Borriello…
S – La Fiorentina è veramente forte. Fa fatica a metterla dentro e una prima punta da una dozzina di gol gli avrebbe veramente fatto fare un salto di qualità. Non è detto che anche così non riesca a fare più del previsto. E chissà con Berbatov come sarebbe andata… (Non c’entra nulla: sia dannato Enrico Veronese che m’ha conteso, vincendolo, Borja Valero al Fantacalcio. Magari se rompe…)

G – Per chiudere tu un passaggio al lato oscuro tipo Prandelli te lo ricordi?
S – Prandelli ha perso, nel tempo, un sacco di colpi. Dalla vicenda di Bonucci e Criscito (mal districata con peripezie verbali su temi di giurisprudenza) fino ai giudizi sulle situazioni interne nelle squadre di club (come le vicende De Rossi e Osvaldo). Per me il commissario tecnico della nazionale deve essere come Azeglio Vicini: sopra le parti, moderato e pacato, mai definitivo. Non so davvero cosa gli sia successo ma non perde occasione per parlare di situazioni che non può conoscere.
In cuor mio, spero rinsavisca presto. Senza aspettare il terzo episodio della saga, magari…

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Avremmo voluto accogliervi nuovamente con la foto di una figlia del calcio, esattamente come la scorsa settimana vi abbiamo proposto Claudia Ranieri. Eravamo indirizzati verso l’erede di Maurizio Zamparini, Greta. Purtroppo siamo incappati in questa istantanea e quindi costretti a rinunciare. Riprenderemo il prossimo lunedì.

GiorgioP – Io inizierei parlando di una cosa che mi dicesti quest’estate: torti arbitrali o meno, questo campionato é al livello della Ligue 1. Secondo me non é tanto un problema di valori tecnici, ma dei “danni” lasciati da Mourinho come impostazione
Schachner – Per una volta rispondo con una domanda: quali sono i danni lasciati da Mou?

G – Esempio. Vedo Reja che si é innamorato dell’idea di sacrificare un attaccante per fare l’ala. Almeno metà delle squadre del campionato mirano a difendere bassi e ripartire con due passaggi. Ormai chi gioca con un proposito offensivo o di controllo del gioco si conta sulle dita di una mano. No?
S – Sì, hai ragione. E’ che Mourinho ha fatto talmente tanti danni al calcio italiano per vincere una cazzo di Champions League…
Anche il Vicenza ha quasi vinto una coppa europea ma non ha fatto lo stesso casino.
Effettivamente lui ha dimostrato di poter convincere gli attaccanti a difendere, per poi ripartire con giocatori capaci di far gol e non con dei semplici recupera palloni.
Io sono convinto che si debba attaccare e difendere con dieci giocatori in ogni parte del campo, quindi un po’ gli dò merito.
E’ anche vero che quel suo modo è essenzialmente brutto e noioso, che ci sono tante squadre che continuano a giocare imponendo il possesso palla – quest’anno Milan, Roma, Juventus – e che vincere tenendo sempre il pallone tra i piedi dà una soddisfazione diversa dallo stare tutti nella propria metà campo ad aspettare che gli altri sbaglino.
E’ una maniera per vincere, siamo onesti. Ma se si può vincere anche in un altro modo, sarebbe il caso di provarlo.
Fiorentina-Milan, 0-0. Più divertente di qualsiasi vittoria dell’Inter mourinhana.

G – Condivido. Anche se parlando di quella partita non si può non tirare dentro l’arbitro. Noi non lo faremo perché non ci piacciono le polemiche. Detto questo, vedo Delio Rossi in quella che, forse, é l’impresa più difficile finora. Con giocatori infortunati, svogliati, a fine contratto o a fine carriera, riesce a mettere in campo un undici con voglia di giocare?
S – E’ una bella sfida anche secondo me. Lui non ha mai fatto male, da nessuna parte, quindi riuscirà a dare un’impronta di gioco come ha dimostrato saper fare. Un tempo avrei detto Firenze una piazza esigente. Forse i tifosi hanno compreso il nuovo corso e si accontenteranno di vedere belle partite.
Anche perchè la lotta è molto più agguerrita del recente passato, e la fascia di valore della Fiorentina ora include altre squadre, oltre ai soliti Genoa e al Palermo.

G – Il Palermo é un mistero invece. A me sembra sempre giochi in maniera discreta, cerca sempre di fare la partita. In casa andamento da scudetto. Fuori casa 0 punti e un goal. Ho l’idea che alla fine avere un assetto dentro e uno fuori non paghi più di tanto.
S – Effettivamente l’approccio in casa diverso da quello in trasferta è una scelta anni ’80.
Non ce ne vogliano i tifosi rosanero, ma nonostante il pensiero del presidentissimo Emmezeta, questo Palermo è il più scarso mai visto in serie A durante la sua gestione.
Proprio per questo credo che – “tutti dietro” o “tutti avanti” – ne prenderà, quest’anno…
Stupisce quasi la mancanza di impeto suicida di Zamparini e quindi il mancato esonero di Mangia dopo una di queste sconfitte rotonde.

G – Però Silvestre, Ilicic, Hernandez, Pinilla (e per me anche Acquah) potrebbero recitare una parte chi più chi meno rilevante in una squadra di vertice, no? Non voglio dare ragione a Zamparini eh, sia mai…
S – Personalmente su Silvestre scommetterei immediatamente, sugli altri ho forti dubbi.
Secondo me i giocatori di livello portano a casa prestazioni maiuscole tutto l’anno, anche in piccole squadre. Poi perdono, vincono, non importa.
Questi giocatori, nel Palermo, alternano molto il loro rendimento tra gare eccellenti e partite anonime. Sia ben chiaro: sono dei buoni giocatori ma non mi hanno convinto pienamente.

G – Mi spieghi invece un arcano? La Juventus sta giocando con almeno tre titolari discussi – a questo punto da chi? – fino all’ultima giornata di mercato: Bonucci, Matri e Marchisio (a tanto così da uno scambio per Vucinic). A novembre gioca col 4-2-3-1 invece del 4-2-4. L’elasticità é un pregio e comunque sta giocando un bel calcio, ma Marotta e Conte quest’estate si sono parlati?
S – Praticamente hai risposto da solo in sarcasmo.
Le interviste estive di Conte spesso facevano pensare ad una mancanza di comunicazione con la dirigenza o addirittura ad una impossibilità di realizzare sul mercato i desideri del mister.
Per ora potremmo attestare che Marotta, come dirigente di una grande squadra, ha obiettivamente fallito – è molto più facile tirar fuori sorprese comprando manciate di giocatori per spiccioli, piuttosto che trovare a colpo sicuro il campione e pagarlo il giusto – e che Conte ha la capacità di mettere da parte orgogli personali – come Matri in panchina o Bonucci in Russia – di fronte al bene della propria squadra.
Uno a zero per l’ex uomo da riporto. Ora dice che sono i suoi.

G – Finora (e sia messo agli atti che lo scrive un romanista, che per la Juve dovrebbe sperare solo il male) la sorpresa vera del campionato. Senti, noi ce lo diciamo da due settimane, il Real con Gago ha fatto la stessa stronzata di Cambiasso? Miglior centrocampista del campionato finora. Almeno per me.
S – Lo diciamo da tempo e lo ribadisco: veramente un grande giocatore e forse il Real s’è sbagliato come fece con l’altro argentino.
Bisognerà capire se lo lasceranno andare via da Madrid definitivamente. Trovo che l’operazione in sè – prestito per 500 mila euro – sia di un valore incalcolabile, contando quanto costa, ad esempio, il prestito di Zarate all’Inter.
La nota positiva di Gago si armonizza con Pianjic, che conferma le attese, e De rossi, tornato ai livelli a cui aveva abituato ad inizio carriera. In sostanza Gago si inserisce in un centrocampo fresco, tecnico, padrone del possesso palla e soprattutto giovane.

G – C’é il riscatto a sei milioni, dovremmo essere tranquilli. Rassicurami tu, che hai studiato: Burdisso torna bellissimo, forte e bandito come prima, vero?
S – Burdisso ha un anno meno di me. io quell’infortunio l’ho avuto ad entrambe le ginocchia. Una volta sono tornato più bello di prima, la seconda ho cominciato ad allenare.
Anzi, tra un po’ devo fare un’altra operazione. Se vuoi venire a trovarmi….

G – Posso dire una cosa impopolare? Bologna – Cesena, mi sono divertito. Pioli ha messo in mostra quello che potrebbe fare con giocatori che non hanno due piedi sinistri. Bel gioco, cambi di attaccanti per attaccanti. Alla fine, nonostante un esonero, quello dei rossoblu é un campionato sopra le aspettative.
S – Anche a me Pioli piace, e mi sarebbe piaciuto vederlo alla Roma, con questa rosa.
Già dalla scorsa stagione non riesco ad inquadrare il Bologna. E ancora non ne sono in grado.
Tornando a Pioli, Zamparini è un imbecille – il blog è tuo, paghi tu le querele perse – e con Pioli in panchina il Palermo avrebbe fatto bene. Esonerato dopo due pareggi contro una squadra – il Thun – che non era assolutamente debole.
Il Bologna guadagna tantissimo con lui e, in cuor suo, Pioli sta facendo un campionato testa a testa con il Palermo.
Non gioca per salvare i rossoblu ma per far più punti di Zamparini, andargli sotto casa e scrivere con lo spray sulla fiancata delle macchina “coglione”.
Propongo una giocata alla Snai: testa a testa “Palermo vs Bologna”, scommettiamo sul Bologna.
Magari lo giochiamo a gennaio, se non vendono Ramirez.

G – A me il rinnovo contrattuale di Ramirez puzza tantissimo di “firma e ti vendiamo, tanto di soldi ce ne danno”. Che peccato. Spero vada davvero all’Arsenal.
Senti, io ce l’ho al fantacalcio e sono ultimo in classifica, perché Pazzini non segna più?
S – Risposta breve: perchè l’Inter questa stagione ha deciso di provare a far di tutto per non vincere nulla.
La metafora del fornello.
Come ho detto tante volte, la rosa è bollita e solo un allenatore fresco può trovare un modo di adattare quella carne, magari facendoci un buon arrosto. Invece si ostinano a volere fare ancora brodo ma quella carne lì non è più saporita. E in più, come cuoco, hanno deciso di dar via Gasperini/Ramsey e prendere Parodi/Ranieri.
Pazzini, che stimo tantissimo, si batte come un leone ma non arrivano proprio palloni giocabili. I centrocampisti sono i suoi compagni più usurati. Cambiasso, Motta, Stankovic sono all’ultima chiamata; Sneijder gioca una gara al mese; Alvarez e Coutinho non sono ancora dei calciatori adatti a squadre con ambizioni importanti.

G – Chiusura con il nostro amico Walter. Sabato ha detto di aver vinto quattro a zero e che lui degli arbitri non parla.
S – La nostra antipatia nei suoi confronti è talmente ingombrante che gode di vita di propria, fa il giro dall’altro lato e alla fine diventa simpatia.
Ricordi i libri da mille lire? Dovremmo farne fare uno dal titolo “101 scuse per la scuola” di Walter Mazzarri.
Gli chiediamo di scrivere centouno cazzate per giustificarsi dal non aver fatto i compiti.
Secondo me, in questo era un maestro già alle elementari.
La Lazio sabato è andata lì per pareggiare e ha pareggiato. Se c’è qualcuno che ha vinto, è quel volpone di Reja.
Mazzarri vive in un mondo suo, ricreato ad hoc dal suo essere un puzzarolo, come diciamo a Roma.