Veni Video Vici

Ellie Goulding – Burn 

Se volete pensare ad uno che la club culture non sa nè quello che è né vuole saperlo eccomi. Burn è il singolo uscito da un po’ che in effetti lancia una reissue di Halcyon, disco meraviglioso di un anno fa e lo fa diventare Halcyon Days, in pratica un doppio con 28 pezzi che (dato che le regole me le faccio come pare a me) si candida come disco dell’anno a mani basse, contenendo questo pezzone simil pop-rave e la cover di Tessellat degli Alt-J. Il video è girato in un aeroporto, ovvio diventa un rave, ci sono anche le luci tipo The Prestige. Vi sfido a tenere il volume basso e a non fare repeat

The National – Graceless

Trouble will find me rischia di essere un disco sottovalutato eppure per me è tra i loro lavori migliori (qui comunque siamo tutti estimatori. La canzone è una delle classiche movimentate dei National, con basso e batteria che girano, sostanzialmente. Loro giocano a fare i divertentoni quando per me sono dei pali nel culo uno più dell’altro. Ma anche chi se ne frega eh

Pearl Jam – Mind Your Manners

I Pearl Jam che provano a rifare Spin the black circle con Vedder con la voce rauca. Gli viene a metà. I Pearl Jam fanno raramente video e per quanto li ami sarebbe meglio continuassero a non farli, sembra infatti una roba tipo Incubus, tutte grafiche della minchia che quasi distraggono dal pezzo. Ecco infatti ora ri spingo play e non lo guardo va, faccio prima.

Metti una toccata e fuga a Milano e Ellie Goulding (e la gente bellissima dentro)

E’ una di quelle classiche cose per cui se te lo dicono “guarda che sarà così” te passeresti ore a dire “ma no ma dai” e oh, alla fine è così.
Io mai nella vita pensavo che mi sarei mosso, in trasferta a Milano per vedere Ellie Goulding. Il me di qualche anno fa si è mosso per qualche concerto, mettiamo Springsteen, Deftones, Isis, Jesu, Korn (sic), Dredg, Tool, Living Colour (cazzo ve ridete), Tori Amos, Queens of the Stone Age, Lamb, Glassjaw, Interpol poi boh, dimentico sicuramente un bel po’ di roba calcolando festival etc.
Ma Milano / Ellie Goulding alla Snai me lo davano 20 a 1.
Premesso questo alla fine voi potreste dire “questo è matto” eppure mi sono mosso per una che è un po’ la sintesi del disagio pop, una con la voce a metà tra Topo Gigio e gli acuti dei Chipmunks a tratti che però ha un dono, sapere scrivere canzoni (per l’appunto pop) come pochi in questo momento sanno fare. Pop eh, niente di più e niente di meno, non arty pop alla Bat for Lashes, ma proprio quella cosa che batti il piede dimeni i fianchi mandi i ritornelli a memoria, come Robyn per intenderci.
Ellie Goulding sul palco ci sa stare come una che fa maratone, corre salta e si aggiusta i capelli continuamente. Veste in maniera imbarazzante (vabbè che ha gli anni che ha, molto pochi rispetto ai miei trentotto), è sensuale come uno scaldino e tiene le braccia larghe come chi fa pesi. Poi quando parla diresti “cosamidicimaaaai” eppure le vuoi bene anche per questo perché il disagio scorre potente in questa padawan e alla fine infila uno show breve, con pochissimi fronzoli in cui fa quello che una normale artista pop dovrebbe fare, infilare una canzone dietro l’altra, che tanto sono tutti singoli o quasi.
La semplicità di Ellie Goulding è questa, dalla ballad alla Explosions alle strappamutandissime Only You o Anything can happen o Starry Night, la ragazza ha pressochè gioco facilissimo anche di fronte ad un pubblico (e io che chissà perché avessi preconcetti sul pubblico milanese) che canta tutto manco fosse Ligabue dall’inizio alla fine.
Pensavo una cosa fica, come sanno essere le cose pop ma non il coinvolgimento e la totale adozione da parte del pubblico e del live act e soprattutto del personaggio tanto dall’essere a tanto così dalla botta da discoteca insomma.
Gioco facile e bis con I need your love (pezzo di Calvin Harris a cui presta la voce), che se uno lo dice non ci credi, ma è così, manco Ibiza, manco Vasco, sudati, senza voce e con due occhi grandi così.

Veni Video Vici

Ellie Goulding – Anything could happen

Io non so se voi abbiate ascoltato Halcyon o meno. No? Fessi. Per me è uno dei dischi dell’anno ma facile facile, anything could happen è una di quelle canzoni con cui io vorrei morire (facciamo molto in là col tempo) una di quelle per cui Refn (il regista) con drive e con quella Real Hero c’ha capito (e preso per il culo un po’) tutto/i.
Bassoni, pezzona e melodia molto molto importante, la Goulding è una di quelle robe che restano, che poi uno se ne accorga o meno è merito o colpa sua. Io me ne sono accorto per fortuna mia,

Bat for Lashes – All your gold

Dai che esce il nuovo e finalmente non se ne parlerà solo perché c’è lei nuda in copertina. Il disco precedente è uno dei pochi che ho davvero consumato, basterebbe che il nuovo si ripeta o fosse all’altezza della canzone qui sotto per filare dritto nelle classifiche di mezza blogosfera. Più pubblicizzata della Goulding ma un merito di fondo c’è. Non ci sono i bassoni e l’elettronica quasi tamarra della prima, ma c’è quella Katebushianità che fa sempre bene.

Bloc Party – Kettling

I Bloc Party sono un po’ come quell’amico che inviti a una festa, fa ridere tutti, ti fa fare bella figura e da quella dopo ti penti di invitarlo. Ecco io mi pento quasi di averlo ascoltato il primo disco dei BP per cui ora trancio un “mi fanno rate al cazzo” senza appello. Il video però è bellino chè ci sono i bambini le scuole i bulletti, insomma. Fate voi.
Fanno rate al cazzo comunque