“Ma quando escono i sub?” – Puntata #9: Sarà capitato anche a voi/di avere una musica in testa

Se sì, si chiama schizofrenia.

Ad ogni modo, stamattina al risveglio mi sentivo più stupida del solito. Il signor Lucio era in cucina a fabbricarmi un cappuccino, allora ho deciso di arrotolare il lenzuolo e poi passarmelo fra le caviglie come fosse una fune.
A quel punto mi sono messa a urlare
AIUTO AIUTO ANNEGO, UN’ALGA MI HA PRESO!

Questa ero io nelle mie intenzioni. Anche se ecco, nel film non era proprio un'alga.

Questa ero io nelle mie intenzioni. Anche se ecco, nel film non era proprio un’alga.

Mentre un altro marito avrebbe chiamato il numero di quel divorzista che tiene sotto il cuscino dal giorno delle nozze, il mio si è precipitato in camera cantando
Some people stand in the darkness, afraid to step into the light

Vi rassicuro, non era un preludio erotico, è che proprio giochiamo così, come i bambini. Vabbè.
A quel punto, mentre mi liberava dall’alga (uhm), ho avuto una di quelle illuminazioni da lampadina sopra la testa come nei cartoni. E ho berciato:
Ho trovato: il prossimo articolo di JunkiePop lo faccio sulle sigle!

Il solito altro marito mi avrebbe presa a male parole, il mio ha controberciato:
Che fissa! Però ci vanno un sacco di link!

Sì, amici, ci saranno un sacco di link.

Magari non meglissimo, ma sì. Youtube è meglio.

Magari non meglissimo, ma sì. Youtube è meglio.

In molti casi, la SIGLA (la metto in maiuscolo per ribadire che è questo l’argomento del post, se no poi mi confondo) è parte integrante della serie, in altri casi meno fortunati è l’unica cosa che valga la pena ricordare di una serie disastrosa.
Ma partiamo con la nostalgia.

Chi ha ormai raggiunto una certa età (alla faccia dell’amica che vorrebbe io mantenessi più riserbo sulle nostre caratteristiche anagrafiche) ricorderà con tenerezza le BELLE SIGLE ANNI ’80. Erano più belle, è un dato di fatto. Tipo quelle dei cartoni animati, che prima ci avevamo gli Oliver Onions e mo’ ci abbiamo la Valeri Manera che scrive brutti testi e copia i bridge da Madonna (dite di no? Provate a sentire tutto il ritornello di Sailor Moon e il Cristallo del Cuore, diciamo da 0:56 a 1:30, cantandoci sopra La Isla Bonita e poi ne riparliamo).

Parliamo intanto delle belle sigle CANTATE, tipo CASA KEATON. Io non so voi, ma mi commuovo ancora a It’s like I started breathing on the night we kiiiiissed/ when I can’t remember what I ever did befooooore. Ewwiwa l’amore, ewwiwa i fricchettoni.
RALPH SUPERMAXIEROE invece era la sigla dell’inadeguatezza. Nel testo si dice apertamente che in fondo Believe it or not I’m walking on air, cioè tipo non ve l’aspettavate, stereonzi, eh? Un’altra tenerissima sigla familiare era GENITORI IN BLUE JEANSAs long as we’ve got each other, cioè, amiamoci e stiamo insieme per semprissimo.

Questa sovrabbondanza d’amore dura per buona parte degli anni ’80; negli anni ’90 poi abbandoniamo le famiglie, ci emancipiamo e abbiamo le grandi dichiarazioni d’amicizia eterna tipo FRIENDS, con corali proclami di I’ll be there for youuuuu anche se sappiamo che n’è vero gnente. D’altra parte erano i primi anni ’90 e tutto andava per il meglio. Invece, verso la fine abbiamo capito che la vita è una lunga sequenza di disdoro e sconforto, e so per certo che saprete di cosa parlo, se dico
ADONUòNNAUEI!
(che poi era tipo Non voglio aspettare, voglio sapere ora come sarà, e la risposta era ovviamente UNA MERDA! SARA’ UNA MERDA!)

Ogni volta che sento la sigla di Dawson's Creek mi trasformo in statua, col muschio che mi mangiucchia la schiena.

Ogni volta che sento la sigla di Dawson’s Creek mi trasformo in statua, col muschio che mi mangiucchia la schiena.

I Depeche Mode dicono che words are very unnecessary, e temo che – a proposito di questo nostro argomento – abbiano abbastanza ragione.
Infatti, i prossimi  titoli avevano sigle solo strumentali che comunque chiunque è in grado di mugugnare, fischiettare, tamburellare, e che a volte ci perseguitano nei sogni.
Rientrano in questa categoria tutti i TELEFILM CAFONI. C’è una macchina? Una moto? Più macchine? Un elicottero? Si spara?
Daje de chitarrine funky, bassi possenti, e cafonaggine spinta.
SUPERCAR, l’A-TEAM, MAGNUM P.I., i CHIPS, sono fatti apposta per risvegliare il nostro animo terra terra.
Quand’ero più giovane, avevo fatto una compilation con tutte queste musichine cafonine, e le sentivo guidando col gomito fuori dal finestrino della mia Micra 1.3 verde del ’97.
Una volta, a un semaforo, il mio corpo astrale s’è fatto un viaggetto e mi son vista da fuori. Mi son vergognata profondamente, da allora in macchina ascolto solo robe tipo FRINIRE DI GRILLI LUNGO LA STRADA STATALE 158 e vado in giro composta.
[che poi, no, tipo i Chips. Come se da noi facessero un poliziesco chiamato I PIZZARDONI. Fate voi.]

Pure questi c'hanno le moto.

Pure questi c’hanno le moto.

Altro pezzo strumentale storico era la sigla di Strega per amore, che in realtà parlava di una genietta in bottiglia, quindi strega un par di palle, ma nacque come rivale di Vita da Strega, e in qualche modo anche in Italia si andava al traino delle mode.
Ad ogni modo, Strega per amore fu campionato dai Dimples D nel 1990, con risultati non peggiori di quanto si potrebbe pensare.
Una specie di seconda giovinezza, toccata anche a Sanford & Son, tema stracantato da Turk e J.D. in Scrubs (e suonato orchestrale in 30 Rock, per dire).

La parte del leone fra i pezzi strumentali la fa chiaramente la sigla di Beverly Hills 90210, tunununu tununununu cià cià.

Vi siete rilassati con questi bei ricordi musicali?
Avete fatto male.

L’ultima categoria di sigle indimenticabili è composta da quelle IN ITALIANO.
La prima è la sigla di MORK E MINDY, per molti anni erroneamente attribuita ad Adriano Pappalardo (what the what?) e invece cantata da Bruno D’Andrea. Qui troviamo picchi lirici come Se prendo il tè non proprio come fai te Non stupirti se ti dico che io parlo con le piante, millepiedi e l’elefante, perché vengo da lontano.

Subito a ruota, HAZZARD, in totale spregio delle più basilari regole della grammatica, tipo  Loro certamente no, non sono eroi, ma SCAVEZZACOLLI proprio come noi, ma anche raggiungendo picchi di nonsense come Inseguimenti, botte, gran battaglie e poi/ Risate a squarciagola fatte insieme a noi/ Le strade san di whisky e chewing gum/ ma tutto in libertà con Bo e Luke, e concludendo con uno chicchissimo Se QUALCHEDUNO un giorno poi li incontrerà.

L’ultima grande pietra miliare dell’adattamento delle canzoni originali ci è stata donata da Edoardo Nevola, con la sigla di WILLY, IL PRINCIPE DI BEL AIR. Non vi dico nulla, tanto so benissimo che la sapete a memoria anche voi.

Un capitolo a parte va fatto per SIGLE CHE HAN FATTO PIU’ DANNI DELLA GRANDINE.
Nello specifico, le sigle e i promo di CSI, CSI Miami, CSI NYC, CSI Sgurgola Marsicana, CSI Sabaudia.
Ma come, direte voi, ci sono gli Who! Sono bellissime!

No, amici. Pensateci bene. Poi recatevi in un luogo affollato, tipo la metro A nello snodo di Termini, fate partire Baba O’Riley a stecca e sentite se il vociare più frequente sarà un composto Toh guarda, gli Who oppure uno sguaiatissimo CIOE’ PORCODDENA SI ES AI!
Ecco.
Propongo quindi pene corporali per chiunque osi usare ancora Baba O’Riley negli show televisivi (sì, Aaron Sorkin, dico anche a te).

Ti capisco, Pete, roderebbe il culo anche a me.

Ti capisco, Pete, roderebbe il culo anche a me.

Bene, come al solito non ho la pretesa di aver incluso ogni sigla meritevole di menzione, ed è qui che mi aspetto partecipazione da parte vostra, perché sono una rincoglionita e sicuramente mi son scordata robe macroscopiche.
Ad ogni modo, vi saluto con questi versi immortali, sperando che vi siano d’ispirazione:

Some people stand in the darkness
Afraid to step into the light
Some people need to help somebody
When the edge of surrender’s in sight…

Don’t you worry!
It’s gonna be alright
‘cause I’m always ready,
I won’t let you out of my sight!

be kind (don’t) rewind: W.E.

[ATTENZIONE: se per qualche ragione a me oscura aveste intenzione di vedere il film senza spoiler, non andate avanti a leggere. E non dite che non ve l’avevo detto.]

Cara Madonna,
nel profondo del mio cuore, sono sempre stata convinta che il tuo primo film fosse orrendo perché tuo marito Guy Ritchie, bastardo geloso del tuo talento, avesse volontariamente boicottato il progetto.
Adesso avete divorziato e W.E. non ha niente a che fare con lui: non hai più scuse, Madge. Scusa la brutalità, ma sei una regista/scrittrice di merda.

facciamo dei bambini, dài!

Metà del film è ambientata ai giorni nostri: Abbie Cornish veste i panni di Wally, una donna con un matrimonio infelice e una ossessione al limite del patologico per Wallis Simpson. Il limite del patologico viene superato quando inizia ad immaginarsi Wallis e conversa amabilmente con lei sulla panchina del parco.
Tale creatura psicolabile passa tutti i giorni, ma dico tutti, alla mostra di oggetti appartenuti a Wallis da Sotheby’s. Ci sta talmente tanto tempo che la guardia di sicurezza si invaghisce di lei.
Quando il marito (giustamente stremato) la molla, lei si mette senza alcuna titubanza con la guardia – embè, il suo nome inizia con la E, poi possono fare W.E. pure loro! – e dopo averci scopato tipo due volte, rimane anche incinta. Immagina che contento lui.

L’altra metà, mescolata senza praticamente nessun legame alla storia della pazza Wally, è la Vita Di Santa Wallis. Una donna senza macchia, con una vita terribile, che poi finisce a sposare un principe che sembra Ken e soffrire ancora, ancora e ancora.
Madonna, io so che tu senti di avere il potere di fare quello che vuoi, dallo sgambettare con addosso un body al correggere i grandi errori della storia: nazisti Wallis e Edward VIII? Ma quando mai! Loro Hitler l’avevano incontrato solo per caso.

w.e. recensione

Ken ne dimostra almeno dieci di meno.

La loro è la più grande storia d’amore di tutti i tempi, la più grande storia d’amore di tutti i tempi, la più grande storia d’amore di tutti i tempi. Quante volte l’hai ripetuto, in quella sceneggiatura, che la loro è la più grande storia d’amore di tutti i tempi?

Lo so, non ho colto il senso superiore della tua opera magna. Forse sono io ad essere troppo inetta per capire la tua arte.
In compenso, sono sicura che il tuo letto sia stato vuoto, mentre giravi W.E. : per me è sempre una gioia vedere Abbie Cornish smutandata, ma le scene al limite del softcore non mentono e ti fanno sembrare una cinquantenne pruriginosa, Madge.
Erano fuori tema, così come quando facevi il giro attorno alle vetrine dei gioielli dodici volte, effetto televendita del canale regionale: se hai una narrazione già frammentata in due storie ed in più non sai dove stai andando a parare con la tua regia, non inserire altri elementi di confusione, che poi lo spettatore si annoia.

Il tuo film faceva venire le convulsioni, Madonna: la signora ultraottantenne seduta di fronte a me era così oltraggiata che si è alzata ed è andata via, invece di assopirsi sulla poltroncina.

Un ultimo appunto: “directed by Kermit The Frog” suonerebbe più autorevole di “directed by Madonna”. Visto che hai un nome intero, la prossima volta – perché sappiamo entrambe che ce ne sarà una – usalo. E non mettere una tua canzone nei titoli di coda.

Baci, abbracci, un set di guanti appartenuti a Wallis Simpson.

P.S: hai consigliato tu ad Andrea Riseborough di farsi bionda? Spero di no, perché potrei venire sotto casa tua con un mazzo di ortensie avvelenato.

we were hipsters when hipsters didn't even exist yet

 

Emme, alias Marta, nata nella nebbia veneta e attualmente persa nella nebbia britannica. Sta per laurearsi in giornalismo e nel frattempo si occupa di Soft Revolution e Ingresso Ridotto. Millanta competenza cinematografica ma non guarda i film di paura, si dedica al culto della barba, ogni tanto mostra sprazzi di serietà e/o intelligenza. Twittatrice bilingue.

Veni Video Vici

M.I.A. – Bad Girls

Qualcuno, non io, deve avere detto a M.I.A. che il suo ultimo disco forse era troppo pop. Ecco la risposta.
Questa canzone la sentiremo per taaaanto tempo (vado a sensazione) il video è una specie di California Love senza post-apocalisse ma con la stessa coattaggine.
Bellissimo, manco a dirlo.
E M.I.A. è la vera Tupac femmina per come se la comanda

Madonna – Give Me All Your Lovin’

Ecco qui invece andiamo in un discorso che a me non piace molto, canzone figa, featuring d’eccezione (M.I.A. e Nicki Minaj) ma se Madonna voleva rispondere in qualche modo al Lady Gaghismo videotecaro beh, siamo dalle parti del patetico.
Ma patetico forte eh.

Tiziano Ferro – L’ultima notte al mondo

Il video fa quasi schifo (c’è anche il dubbio di una marchetta automobilistica) e viene un po’ da chiedere visto il meteo “Tizià ma che me stai a prende per culo?”. Però Tiziano vince, spacca tutto, anche se fa Rocky IV sul Terminillo

Colapesce – Restiamo in casa

Del disco parleremo (ma è una meraviglia, fidatevi) il video beh, è il classico video fatto in casa, a mano, che sbaracca tutto e manda tutti a casa