Robe di Vendicatori

Cosa cerca il te ragazzino fumettaro di basso livello (così ci chiamano gli snob che leggono solo graphic novel e non cicli Marvel/Bonelli/DC) quando va al cinema, a vedere un film di supereroi, poi? Cerca un’idea simile ad un’utopia: di non farsi domande, di trovare spiegazioni semplici all’inspiegabile, di divertirsi come un deficiente, di dire quando la gente batte le mani “cazzo batti le mani” per poi riconoscere che “ne avessi 15 di meno di anni io ero salito in piedi sul sedile”. Immaginate quindi la paure nel momento in cui arriva al cinema la summa di un po’ tutto questo, di tutto quello per cui abbiamo combattuto indefessamente per anni, IL film o almeno quello che si può considerare tale degli ultimi 15 anni. The Avengers.

Strato uno. Perché un film del genere.
C’è stato l’11 settembre se non l’avete saputo, da lì la Marvel si è inventata un nuovo ciclo narrativo, un universo Ultimate, con facce nuove, con iter nuovi, qualcosa a cui tutto il mondo si potesse attaccare come una cozza per consolare le proprie paure, il proprio terrore del diverso ed esorcizzarlo con gente comune. Tranne per il dettaglio che molti sono mutanti, altri sono dei di Asgard, altri punti da un ragno radiattivo. Ma stiamo divagando.
Detto ciò partiti i fumetti il principale punto di riferimento sono state le fazze da cinema, Tony Stark fin dal primo giorno è stato disegnato come Samuel L. Jackson, per dirne uno e soprattutto da bianco e brizzolato è diventato negro (come a dire va bene l’aiuto di tutti, a modo loro di vedere le cose), insomma l’iter fumettaro ha avuto successo la Marvel inizia a fare MALE i film, tolti gli Uomo Ragno di Raimi e i primi due X-Men ma ancora non riesce a sferrare il coppo del ko tecnico.
Arriva poi Tony Stark, in un momento di crisi e recessione mondiale, l’uomo delle banche dell’energia pulita, insomma quello che te lo mette in culo con la vasellina e dice che è l’effetto del WC Net e che non hai tirato la catena prima di fare la cacca, e da lì riparte tutto. Iron Man, il primo film è una bomba, il secondo un po’ una merda (ma con Scarlett Johansson che fa la spia russa dal nome in codice Black Widow e dal nome Natasha Romanoff – che prova a dirlo scarlettjohanssonnatasharomanoff suona meglio di lasagna al pesto), arriva Capitan America, che è altrettanto una merda e poi Thor che è indubbiamente il migliore (sì ci sarebbe da spiegare come Heimdall un Dio Asgardiano sia negro anche qui ma aoh, una mano va bene ovunque anche dalle parti di Odino). Siamo due a due, The Avengers è la chiave su cui si gioca tutto (calcolando che su Hulk ci si è messa una bella croce sopra per manifesta inferiorità di tutti).

Strato due. Perché la meraviglia
Dovevate vederli in sala, i bambini che chiedevano al papà informazioni mentre era inquadrata Scarlett Johansson in kevlar e i papà che rispondevano “non rompe er cazzo e ascolta che poi non capisci”, “sì ma..”, “zitto e magna e’patatine”.
Insomma la prima meraviglia deriva dal fatto ormonale metti sullo schermo un biondo pompato, un affascinante riccone cinquantenne brizzolato e col pizzetto, un altro semi intellettuale col ricciolo sbarazzino che diventa verde grosso e presumibilmente con una mazza tanta e soprattutto un negro, da una parte.
Dall’altra bastano 3 battute di Gwyneth Paltrow e tuuuutte le evoluzioni di Scarlett Johansson, che prima ti fanno dire poverina e poi, madonna di Dio io russo e con un’amica spia così no eh?
Insomma avessero tolto l’audio il film funzionerebbe anche così, ormonalmente.
Il problema che rende il film ancora più bello, più potente, più più è che non si ferma lì.
Il problema al solito è il cattivo

Strato tre. Il bastardo
è Tom Hiddleston, qui l’abbiamo già scritto, è emergente, è un grande attore è uno che mette in fila e dà nel culo al 99% degli altri in circolazione (Fassbender compreso) ed è uno che ha dei tempi e delle mosse totalmente shakespeariane, che rendono il dramma, la comicità, la stronzaggine e la bastardaggine solo dei grandi.
Fate così, negli altri film i cattivi sono sempre due-tre. Qui basta lui, e deborda

Strato quattro. La caciara.
Da dove iniziare, da Iron Man che arriva con una trasmissione di Shoot to Thrill o da i cazzottoni di Hulk (brizzolato, comprese pizze ad un aereo militare), agli Avengers che vedono arrivarsi alieni da tutte le parti del cielo, si mettono in posizione d’attacco e la Johansson ricarica le pistole (che se ci ripensi è ridicola come cosa ma dopo no), dalle figuracce che fa Cap ogni volta che viene inquadrato (che goduria) a dimostrazione non che il personaggio non sia forte ma che Chris Evans sia un cane e pure della peggiore specie o da Samuel L Jackson che usa il lanciarazzi. Ecco, ho scritto 5 cose, e sono un ventesimo della caciara del film. C’è un fintissimo piano sequenza montanto per le evoluzioni incrociate degli eroi, c’è Mahnattan rasa totalmente al suolo, danni peggiori di tre 11 settembre messi insieme, ma mica ci fai caso.
Nei fumetti non ci fai caso alle conseguenze, solo una volta è stato così e Magneto s’era un po’ incazzato e aveva ammazzato quasi tutti gli X-Men e sommerso New York. Pollici alti eh per carità, si pianse per mesi, ma poi aoh, è cemento, uno tromba un po’ di più ed ecco ripianate le morti con nascite. E’ la Marvel, ragazzi

Strato cinque. La vittoria
non parlo del film, parlo che se siete ancora davanti al monitor e non siete andati a vedere The Avengers voi siete PAZZI, ma MATTI veri e senza le briglie. Avete l’opportunità di vedere come pur non essendo uno di quelli che poi sono invitati a Berlino, Cannes etc, Joss Whedon sa cosa farci con una storia, anche se esile, sa come tenerti seduto due ore e mezza e soprattutto sa a memoria momenti comici e momenti drammatici, con i primi in netto vantaggio sui secondi. Quindi le pesantate alla primo Hulk o alla secondo Spider Man le lasciamo un attimo da parte e pensiamo a far divertire quel bambino lì che sono due ore che tira la manica al papà e che sono due ore che si sente dire “non me rompe er cazzo, mo arriva Hulk, famme vedè bene”.

Strato sei. Tutti bravi.
A me dopo un po’ Robert Downey fa sfarfallare i maroni ma ci sta, detto di Cap e Thor (che ha una storia figa ma è un pochino banalotto) e su Hiddleston spenderei un cinque secondi su Mark Ruffalo e  Jeremy Renner, la vera cosa in più del film, tutti e due. L’elemento locura direbbero gli sceneggiatori di Boris, gli pseudo filler che in linguaggio tecnico alla fine valgono più di tutti i personaggi altri messi insieme.
Tolta natasharomanoff che vabbè, eoh, e scusa eh.
“papà ma quindi..”
“t’ho detto che non me devi rompe er cazzo”