L’arte delle pizze Mach

Che alla fine è passato quasi un mese e io un po’ mi ero ripromesso di scrivere qualcosa su Iron Man 3 e un po’ mi ero ripromesso di campare sotto il neon del “cazzomene” e di starmene zitto. Invece parlo, e perché parlo? (qui metà della popolazione romana finirà la frase con “ecco bravo nun parlà magnete a’lingua”). Parlo perché ne ho lette di tonde e quadrate (che per me è meglio di cotte e di crude) sul terzo capitolo (finale? non finale?) della saga deicata a Tony Stark e un po’ ci tenevo a ritirare le lineette e gli angoli della questione. A punti va. che è più divertente e anche un decerebrato illetterato come me risulta leggibile.

1) Tony Stark è una merda.
Non nel senso nel film, ma proprio da storia, da fumetto, Stark è un personaggio che non serve a una fava, non ha spessore. Può avere il fascino del miliardario, il tombeur des femmes, quello da ultima battuta ma è un personaggio fastidioso che speri muoia sempre, in più sulla carta è lo stronzo che fa la guardia sulla civil war, lurido e sporco collaborazionista. Sostanzialmente se c’è una pecca di base è questa, Robert Downey Jr sopra ci fa tutte le capriole i carpiati e gli avvitamenti del caso per renderlo meno piatto possibile ma mentre Peter Parker ogni tre secondi può dire “MAMMA! PAPA’! ZIO! ZIA! RAGNO! MARY JANE! GWEN! NORMAN!” al massimo Stark dice “MARTINI!” come cliffhanger intendo. Il succo è un po’ tutto qui.

2) La tamarrata degli anni 90.
Lo so è na boiata e l’avessero fatta sui fantastici quattro li avremmo presi per il culo per due decenni. Jon Favreau col mullet e gli Eiffel 65 bastano un po’ per dire allo strappa biglietti “ma me volete male? ma che v’ho fatto?” però ecco lì corrono un po’ tutti ai ripari buttando una Rebecca Hall di qua, un paio di battute di là, mettono un Guy Pearce che fa l’imitazione di Elephant Man di Lynch e boh, un po’ alla fine alla merda se ci metti sopra i lustrini rimane merda ma un po’ luccica. E poi se gli muovi queste critiche ti rispondono in maiuscolo (giustamente) “MA E’ UN FUMETTO! DEVE ESSERE MACCHIETTISTICO!” che è un po’ come due anni de merda alla AS Roma quando alle obiezioni sui risultati (de merda appunto) ti rispondono con “è ER PROGETTO”. Sostanzialmente “muto non me rompe i cojoni passi lunghi e ben distesi vai”

3) Il villain.
Il Mandarino. Bello. Bellissimo davvero, è anche una delle cose veramente inquietanti la minaccia comune, il terrorismo, l’inside job, le lobby, gli esperimenti umani. L’ambiente adatto a Stark, dopo tre film ce l’hanno fatta ad inquadrare l’ambiente e la controparte da prendere a pizze. Ben Kingsley che gli vuoi dire. Io ci farei uno spin off pensa tu

4) Le crisi di panico.
Ok questa è la cosa che fa un po’ridere per cui se a Tony Stark a un certo punto dici “NEW YORK!” praticamente si caga addosso, anche davanti alle creature che non è mai una bella cosa. Io per dire mi cago addosso ancora dopo anni se mi dicono “MANCHESTER UNITED!” quindi un po’ capisco. Il fatto però è la contestualizzazione della cosa che è un po’ ridicola, ad un tratto Stark ha paura per se e per i suoi vicini (e contestualmente dice al Mandarino in diretta tv mondiale l’indirizzo di casa dove trovarlo, thumbs up Tony), tutto perché negli Avengers era andato nel cosmo a tirare una testata nuclerare ai cattivoni amici di Loki. Ecco Tony, Te e gli altri Avengers dopo vi siete andati a mangiare un kebab, insomma. Dì che hai crisi di panico per la crisi, qualche fondo fiduciario andato a puttane, Jarvis che da un momento all’altro capisce solo l’islamico, te che hai deciso che il giallorosso non va di moda sulle armature e che un blugrana Barcelona forse è più adatto. Mas que un armatura.

Se prima eravamo due a cantà "te rompo er culo" adesso siamo 33 a cantà "te rompo er culo"

Se prima eravamo due a cantà “te rompo er culo” adesso siamo 33 a cantà “te rompo er culo”

5) Il ragazzino.
In film così mettono sempre il personaggio della minchia, il ragazzino. Quello che non ha paura a prendere per il culo Iron Man che in fondo in fondo è un ingegnere nucleare già dalla tenera età di sei anni e che in mezzora netta diventa amico della vita, quello che gli apre gli occhi sulle crisi di panico (una cosa tipo “te cachi sotto nun ce pensà”) e che in fondo in fondo aspira a quell’eredità del miliardario perché tanto sto cristiano prima o poi morirà e quindi via col rivedersi nella gioventù, il figlio che non ho mai avuto, l’innocenza che ancora non avevo perduto e tutte le trombate che ancora non mi ero fatto. Il succo è un po’ questo. Nell’economia del film sono dieci minuti in più.

6) Le armature.
Siamo chiari il film inizia quando Tony Stark dice “festino privato”. Da lì noi tutti amanti e sfigati di robot che ci siamo sorbiti le 12 ore totali su per giù dei Transformers solo per le mutazioni e il CGI e i duelli tra gli Autobot e Optimus ci alziamo in piedi e facciamo le corna metal. Schitarriamo anche al pensiero che “daje co gli AC DC” anche se non ci sono gli AC DC in sottofondo (perché per Dio. Ve lo siete dimenticati teste di minchia?), e troviamo una volta di più dopo i palloncini di UP anche la figaggine nel 3D, in sti occhiali de merda che ho scoperto devo mettere sopra gli occhiali da vista non lasciando ossigeno alle palpebre e facendomi sudare lacrime di sangue che San Gennaro al confronto è nessuno. Insomma io capisco che per un pubblico dotato di utero questo sia quanto di più lontano e vedibile. Pubblico dotato di utero noi siamo cresciuti col Millennium Falcon. Te con le Barbie. Fai sta tara.

7) Le donne.
Se Rebecca Hall è veramente per la prima volta un personaggio quasi privo di spessore (quasi) ma pur sempre una di quelle cose per cui gridi il miracolo di Dio e la Madonna perchè quel giorno la mamma e il papà suoi hanno deciso di trombare senza precauzioni, il film se per metà è Robert Downey Jr che fa faccette a tutto spiano per l’altra metà è fatto delle lentiggini e dagli addominali di Gwyneth Paltrow. Che per contrappasso mangia tutto quello che lascia indietro Rebecca Hall a livello di sfaccettature e a un certo punto spinge anche il pulsante rosso chiamato “pulsante macchina di Vin Diesel” e fa un po’ quello che fa Hulk quando Cap gli dice “Hulk… smash”. Insomma Pepper Potts a un certo punto smasha di brutto in quello che diventa un incrocio tra un SuperSayan e Ken Shiro, trova i punti di pressione calci volanti, lanci dei componenti tipo Miva, quelle cose così. Che piacciono a noi che siamo cresciuti col mito della Principessa Leila che spara al muro per trovare il condotto dello scarico dei rifiuti. Ma voi persone dotate di utero non ci capirete neanche su questo.

"Dracarys" sto cazzo

“Dracarys” sto cazzo

8) La conclusione.
Nel senso del panegirico di cui sopra. Il film è DIVERTENTE, tanto. Il che è diverso dal dire IL FILM é BELLO, in parte perché tolta la trilogia di Batman di Nolan, film tratti da fumetti BELLI non esistono, ne esistono di quasi belli (vabbè dai anche i Raimi di Spider Man). Esistono film divertenti e non. Ridicoli e meno ridicoli. Il fatto è inquadrare quello che si richiede a due ore e mezza passate ad aspettare AC DC e al momento in cui qualcuno romperà inevitabilmente il culo ai cattivi, nella maniera più fragorosa e coatta

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Robe di Vendicatori

Cosa cerca il te ragazzino fumettaro di basso livello (così ci chiamano gli snob che leggono solo graphic novel e non cicli Marvel/Bonelli/DC) quando va al cinema, a vedere un film di supereroi, poi? Cerca un’idea simile ad un’utopia: di non farsi domande, di trovare spiegazioni semplici all’inspiegabile, di divertirsi come un deficiente, di dire quando la gente batte le mani “cazzo batti le mani” per poi riconoscere che “ne avessi 15 di meno di anni io ero salito in piedi sul sedile”. Immaginate quindi la paure nel momento in cui arriva al cinema la summa di un po’ tutto questo, di tutto quello per cui abbiamo combattuto indefessamente per anni, IL film o almeno quello che si può considerare tale degli ultimi 15 anni. The Avengers.

Strato uno. Perché un film del genere.
C’è stato l’11 settembre se non l’avete saputo, da lì la Marvel si è inventata un nuovo ciclo narrativo, un universo Ultimate, con facce nuove, con iter nuovi, qualcosa a cui tutto il mondo si potesse attaccare come una cozza per consolare le proprie paure, il proprio terrore del diverso ed esorcizzarlo con gente comune. Tranne per il dettaglio che molti sono mutanti, altri sono dei di Asgard, altri punti da un ragno radiattivo. Ma stiamo divagando.
Detto ciò partiti i fumetti il principale punto di riferimento sono state le fazze da cinema, Tony Stark fin dal primo giorno è stato disegnato come Samuel L. Jackson, per dirne uno e soprattutto da bianco e brizzolato è diventato negro (come a dire va bene l’aiuto di tutti, a modo loro di vedere le cose), insomma l’iter fumettaro ha avuto successo la Marvel inizia a fare MALE i film, tolti gli Uomo Ragno di Raimi e i primi due X-Men ma ancora non riesce a sferrare il coppo del ko tecnico.
Arriva poi Tony Stark, in un momento di crisi e recessione mondiale, l’uomo delle banche dell’energia pulita, insomma quello che te lo mette in culo con la vasellina e dice che è l’effetto del WC Net e che non hai tirato la catena prima di fare la cacca, e da lì riparte tutto. Iron Man, il primo film è una bomba, il secondo un po’ una merda (ma con Scarlett Johansson che fa la spia russa dal nome in codice Black Widow e dal nome Natasha Romanoff – che prova a dirlo scarlettjohanssonnatasharomanoff suona meglio di lasagna al pesto), arriva Capitan America, che è altrettanto una merda e poi Thor che è indubbiamente il migliore (sì ci sarebbe da spiegare come Heimdall un Dio Asgardiano sia negro anche qui ma aoh, una mano va bene ovunque anche dalle parti di Odino). Siamo due a due, The Avengers è la chiave su cui si gioca tutto (calcolando che su Hulk ci si è messa una bella croce sopra per manifesta inferiorità di tutti).

Strato due. Perché la meraviglia
Dovevate vederli in sala, i bambini che chiedevano al papà informazioni mentre era inquadrata Scarlett Johansson in kevlar e i papà che rispondevano “non rompe er cazzo e ascolta che poi non capisci”, “sì ma..”, “zitto e magna e’patatine”.
Insomma la prima meraviglia deriva dal fatto ormonale metti sullo schermo un biondo pompato, un affascinante riccone cinquantenne brizzolato e col pizzetto, un altro semi intellettuale col ricciolo sbarazzino che diventa verde grosso e presumibilmente con una mazza tanta e soprattutto un negro, da una parte.
Dall’altra bastano 3 battute di Gwyneth Paltrow e tuuuutte le evoluzioni di Scarlett Johansson, che prima ti fanno dire poverina e poi, madonna di Dio io russo e con un’amica spia così no eh?
Insomma avessero tolto l’audio il film funzionerebbe anche così, ormonalmente.
Il problema che rende il film ancora più bello, più potente, più più è che non si ferma lì.
Il problema al solito è il cattivo

Strato tre. Il bastardo
è Tom Hiddleston, qui l’abbiamo già scritto, è emergente, è un grande attore è uno che mette in fila e dà nel culo al 99% degli altri in circolazione (Fassbender compreso) ed è uno che ha dei tempi e delle mosse totalmente shakespeariane, che rendono il dramma, la comicità, la stronzaggine e la bastardaggine solo dei grandi.
Fate così, negli altri film i cattivi sono sempre due-tre. Qui basta lui, e deborda

Strato quattro. La caciara.
Da dove iniziare, da Iron Man che arriva con una trasmissione di Shoot to Thrill o da i cazzottoni di Hulk (brizzolato, comprese pizze ad un aereo militare), agli Avengers che vedono arrivarsi alieni da tutte le parti del cielo, si mettono in posizione d’attacco e la Johansson ricarica le pistole (che se ci ripensi è ridicola come cosa ma dopo no), dalle figuracce che fa Cap ogni volta che viene inquadrato (che goduria) a dimostrazione non che il personaggio non sia forte ma che Chris Evans sia un cane e pure della peggiore specie o da Samuel L Jackson che usa il lanciarazzi. Ecco, ho scritto 5 cose, e sono un ventesimo della caciara del film. C’è un fintissimo piano sequenza montanto per le evoluzioni incrociate degli eroi, c’è Mahnattan rasa totalmente al suolo, danni peggiori di tre 11 settembre messi insieme, ma mica ci fai caso.
Nei fumetti non ci fai caso alle conseguenze, solo una volta è stato così e Magneto s’era un po’ incazzato e aveva ammazzato quasi tutti gli X-Men e sommerso New York. Pollici alti eh per carità, si pianse per mesi, ma poi aoh, è cemento, uno tromba un po’ di più ed ecco ripianate le morti con nascite. E’ la Marvel, ragazzi

Strato cinque. La vittoria
non parlo del film, parlo che se siete ancora davanti al monitor e non siete andati a vedere The Avengers voi siete PAZZI, ma MATTI veri e senza le briglie. Avete l’opportunità di vedere come pur non essendo uno di quelli che poi sono invitati a Berlino, Cannes etc, Joss Whedon sa cosa farci con una storia, anche se esile, sa come tenerti seduto due ore e mezza e soprattutto sa a memoria momenti comici e momenti drammatici, con i primi in netto vantaggio sui secondi. Quindi le pesantate alla primo Hulk o alla secondo Spider Man le lasciamo un attimo da parte e pensiamo a far divertire quel bambino lì che sono due ore che tira la manica al papà e che sono due ore che si sente dire “non me rompe er cazzo, mo arriva Hulk, famme vedè bene”.

Strato sei. Tutti bravi.
A me dopo un po’ Robert Downey fa sfarfallare i maroni ma ci sta, detto di Cap e Thor (che ha una storia figa ma è un pochino banalotto) e su Hiddleston spenderei un cinque secondi su Mark Ruffalo e  Jeremy Renner, la vera cosa in più del film, tutti e due. L’elemento locura direbbero gli sceneggiatori di Boris, gli pseudo filler che in linguaggio tecnico alla fine valgono più di tutti i personaggi altri messi insieme.
Tolta natasharomanoff che vabbè, eoh, e scusa eh.
“papà ma quindi..”
“t’ho detto che non me devi rompe er cazzo”

Avengio io che avengi tu

Io non so voi ma alla visione del video qui sotto, il trailer degli Avengers m’è preso un coccolone.
E sì che poi, anche se Vedova Nera è di origini russe, siamo arrivati al terzo Hulk (dopo Bana, Norton, arriva Ruffalo), ma c’è Jeremy Renner capite? JEREMY RENNER CHE CASCA DA UN GRATTACIELO E SI GIRA E
SCOCCA LA FRECCIA CAPITE? E c’è anche Cobie Smulders (Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother), si vede un attimo, ma dopo avere visto il trailer 45 volte si vede più che bene.
E c’è la sensazione chiarissima che grazie a Branagh finalmente abbiamo un villain (ripeto una cosa che ho già detto ma reiterare fa sempre bene) come Iddio vuole e comanda, che è Loki, che è Tom Hiddlestone.
Ah poi regia di Joss Wheadon etc etc
Ma soprattutto, quando sono tutti sul palazzo ognuno con la sua arma e
Scarlett Johansson carica la pistola. Quanto fa ridere?

Ah! Ah! Batman se l’è fatta addosso!!!

Succede che Kevin Smith venga chiamato dalla DC Comics a scrivere Batman, qualche numero.
Sì quel Kevin Smith regista di Clerks, Dogma, Mallrats, insomma uno di quelli che ci fossero i templari del nerdismo rientrerebbe tra i primi cinque.
Che poi non è neanche la prima volta e quando mise le mani su Devil diventò una delle dieci graphic novel più belle degli ultimi vent’anni.
Detto ciò cambia casacca e stavolta viene chiamato dalla DC Comics (che è come un po’ passare dalla Roma alla Lazio e viceversa) per scrivere come dicevo su, qualche storia sul pipistrello.

Lo fa pisciare addosso. Ma non dalle risate, in senso letterale.

Qui tutti gli altri scempi tirati fuori dagli stessi numeri (che io a questo punto comprerei)