Essentials: Far – Water & Solutions

So che era tanto tempo fa. Un’epoca fa che il mio amico Gianni si presento con il primo disco dei Far. Era quel momento in cui c’erano quei dischi nu metal belli, fighi ma l’etichetta e il suono cominciava un po’ ad andare stretto a tutti e allora riprendevamo in mano i dischi dei Fugazi quell’hardcore lì, per dirne uno.
Il disco dei Far fu presentato con “questo lo chiamano emo”, solo dopo prendemmo coscienza del fatto che di quella scena lì avremmo imparato a seguire i nomi, i “quello suonava con” o “quello aveva creato i”.
Jonah Matranga per fare un salto avanti alla fine é diventato uno degli eroi della mia vita alla pari di Springsteen e Bob Mould.
Da lì ad un attimo dopo, perché i dischi ci arrivavano in ritardo di un anno, o due, uscì Water and solutions, che a livello di “orecchie” almeno a me ha cambiato tutti i gusti del mondo e con il disco dei Texas is the Reason mi ha costretto in quel genere fatto di melodie strillate e storte e allo stesso tempo lineari.
Water and solutions era il disco con cui alla De Sica i Far dissero “o sfonno o m’abbrucio”. Si bruciarono. Perché era in effetti il disco con le melodie migliori e più facili, che magari fosse uscito sei sette anni dopo sarebbe rimasto non come un possibile oggetto di culto ma come un must, una pietra miliare.
C’era Nestle, che era la pesantezza emo melodica, e c’era il punk rock puro che poi avrebbe fatto una discografia intera per i Jimmy eat world e i Get up kids (e una decina d’altri) di Mother Mary. Un disco che ha osato il passo più in là cercando di farsi ascoltare dai più.
Per quanto serva l’ho ascoltato io, e a me la vita l’ha cambiata. Forse per uno come Matranga ha più senso un effetto del genere che il villone a Bel Air.

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