Interiors

nwAlcuni libri hanno quel non so che in più, quello skill che li pone su uno spazio differente e distanziato dagli altri.
Zadie Smith ha sempre scritto ottime cose, tentando e sicuramente spingendo in là un tentativo di mediare la forma con la sostanza, sperimentando e a volte riuscendo, altre meno.
N-W è la storia di un zona di Londra raccontata attraverso la visione e la vita di personaggi semplici, senza impieghi o storie particolari. Personaggi che più o meno si attaccano alle proprie radici e o le nascondono o ne fanno un vanto.
Gli intrecci e le interconnessioni e soprattutto i cambiamenti mentre tutto sembra uguale a se stesso. La Smith complica un po’ le cose scrivendo ritagli, impressioni, pennellate e squarci di vita totalmente scollegati come spaiando su un tavolo i componenti di un puzzle e lasciando al lettore impressioni e il compito di ricostruire la storia e i dettagli con uno stile che può ricordare Virginia Woolf per citare un termine di paragone il più alto possibile. N-W si ritaglia un posto tra quelli che possono (e devono) essere considerati tra i nuovi classici del nuovo secolo, e raggiungere un obiettivo simile dopo avere scritto Denti Bianchi, scusate, ma non è poco.

versSi è parlato tanto, tantissimo di Dana Spiotta e del suo Versioni di me.
Si è cercato di trovargli a tutti i costi una connotazione di romanzo rock (ma per me non lo è), arrivando a paragoni inutili e forse dannosi con Nabokov (??).
Versioni di me è un bel libro, Dana Spiotta ha uno stile abbastanza asciutto, non tira fuori orpelli inutili e soprattutto sa dove andare a fare a sbattere le fiancate della storia, su quale muretto fanno più rumore insomma. La storia è quella di due fratelli, che per vari motivi (poco chiari) prendono le distanze l’una dall’altro e in sottofondo una carriera musicale mutata dal punk al genio alla Wilson, con la ricerca del disco perfetto.
Così in un romanzo che mischia un po’ l’aspettativa della conquista dell’assoluto e della propria chimera (Melville?) e un racconto epistolare scritto in prima persona, la storia si snoda in maniera semplice, corretta, con sprazzi di grandi pagine e di altre che sembrano un po’ buttate lì, semplicemente ad aggiungere una coda a sensazioni e “visioni” già precise di loro.
Una storia per lo più di amore fraterno e disillusioni, di fallimenti e di mancanza di obiettivi di vita.
Poteva essere molto di più ma anche così rimane un libro da leggere.

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