NYC Ballads #5

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[…] la vita trova sempre qualche appiglio. Essa prospera perfino a New York, anche se è difficile capire perché. D’inverno la temperatura scende molto sotto il minimo legale, o meglio lo farebbe se si avesse il buon senso di fissare un minimo legale. L’ultima volta che qualcuno stilò un elenco delle prime cento qualità del carattere dei newyorchesi, il buon senso si piazzò al settantanovesimo posto. D’estate fa un caldo boia. Va benissimo se si è una forma di vita che prospera col caldo e ritiene, come i frastrani, che una temperatura compresa tra i quarantamila e i quarantaquattromila gradi sia l’ideale; va molto meno bene se si è un animale che è costretto ad avvolgersi nella pelliccia di molti altri animali quando si trova in un certo punto dell’orbita del suo pianeta e che poi, mezza orbita dopo, scopre di avere la pelle in ebollizione. la primavera è sopravvalutata. Innumerevoli abitanti di New York non fanno che decantare i piaceri della loro primavera, ma se conoscessero minimamente i piaceri della primavera, saprebbero che ci sono almeno cinquemilanovecentottantatré posti, alla stessa latitudine, in cui passarla meglio che a New York. L’autunno, però, è il peggiore di tutti. Pochissime cose sono peggio dell’autunno a New York. Alcuni esseri che vivono nell’intestino crasso dei ratti non sarebbero d’accordo, ma la maggior parte degli esseri che vivono nell’intestino crasso dei ratti sono comunque assai sgradevoli, sicché la loro opinione si può e si deve tenere in scarso conto. Quando è autunno a New York, l’aria ha un puzzo come di capra fritta, e se si vuole respirare, la cosa migliore da fare è aprire una finestra e infilar la testa dentro un palazzo.

Praticamente Innocuo, Douglas Adams

five against one: primavera. primavera?

Non riesco ad esimermi dal fare commenti da vecchio sul tempo e sulla stagione. Li faccio perchè probabilmente sono vecchio dentro e ho un po’ voglia di sole. Non eccessivamente, basterebbe la giusta quantità per uscire sicuro senza l’ombrello.

1) Cursive – When Summer’s Over Will We Dream of Spring

Have we ever been awake?
Have we done a thing?
When summer’s over will we dream of spring?

Tim Kasher ci aveva preso sforando di poco con il titolo di questo disco. Have we ever been awake? Have we done a thing? When summer’s over will we dream of spring?
Ne ha sbagliate poche poche in tutta la sua carriera. Le altre le ha fatte spesso e volentieri da favola.

2) Rites Of Spring – Spring

I have learned sometimes a need can run too deep and we throw away the things we most wanted to keep and inside we lie over and over again

La verità assoluta. La storia. E se non lo fai già ora ti conviene imparare a credermi quando dico che costruirò un muro attorno a questa città. La ‘mia’ ha già una cinta di mura, ma rinforzare non è mai male.

3) Quicksand – Landmine Spring

What do you want from my life, I ask myself.
Loading my questions like a shotgun.
You can fuck every chance with one shot,
you think that’s the answer.

La carica del buon Walter a dettare legge come sempre. Il lato meno luccicoso della primavera, polemico come la sua voce rauca e quelle chitarre che vogliono essere melodiche senza staccare la distorsione.

4) Planes Mistaken For Stars – Spring Divorce

Are you scared, are you scorned?
Are you sick, are you bored?
Do you feel cheated, do you feel worn?
Is this not what you signed on for?
Oh, my love.

Esiste un nome più bello per un gruppo? Forse quelli del video qui sotto, ma anche il loro è da top five dei nomi migliori di sempre. Sempre quello che ho detto prima dei Quicksand. Rozzi con il cuore spezzato.

5) Explosions In The Sky – The Long Spring

( )

Poi arriva la pioggia e non sembra più primavera, ci si ritrova con il naso appiccicato alla finestra e la luce accesa alle 4 del pomeriggio. Ogni prospettiva di uscita fra la gente e il polline che vola va a quel paese e non rimane che prendere un libro e sospirare.