Top Film 2013 – ale-bu

Quest’anno la mia classifica dei film segue a ruota quelle bellissime di Byron e Tob Waylan. Avendone loro rispettivamente scelti 10 e 20, omaggio la mia prof. di latino che per 5 anni non ha mai perso la speranza, esclamo un democristianissimo in medio stat virtus e mi fermo a 15. Anche se il motivo principale è che ne avevo scelti 15 anche l’anno scorso e non avevo voglia di rifare il file delle immagini.

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I primi tre posti sono stati facili facili. The World’s End è una meraviglia di ultimo capitolo di una meraviglia di trilogia. E non era mica così scontato. Invece chiude il cerchio aperto con Shaun of the Dead come meglio non si poteva, o quantomeno come meglio non riuscivo a immaginare. E Nick Frost che carica a testa bassa e mena come un fabbro si è meritato una piccola hola sul divano. A vedere il film di Pif ci sono andato quasi per caso, perché era sotto casa ed era troppo tardi per andare da qualsiasi altra parte. Non ci avrei scommesso venti centesimi, invece è bellissimo, delicato e divertente nel raccontare una storia che di divertente e delicato non ha nulla. Django è il filmone dell’anno. Con in più il cameo di Franco Nero e la colonna sonora di Lo Chiamavano Trinità.

Holy Motors è un film talmente sopra le righe che avrei potuto metterlo al primo posto o lanciarlo dal balcone. Soprattutto perché quando l’ho visto la prima volta sono andato a fare la pipì durante i titoli di testa e mi sono perso la scena del cinema all’inizio, col risultato di passare un’ora e mezza a bestemmiare perché non capivo niente. Una volta recuperato l’inizio sono stato decisamente meglio, limitandomi a bestemmiare contro il litro di the freddo che avevo bevuto prima del film.

Zoran, The Way Way Back, che in italiano è uscito con il brutto titolo di C’era una volta in estate, e The Sessions, pur essendo storie profondamente diverse raccontate in modi ancora più diversi, hanno un fondo di disagio e inadeguatezza che è piaciuto tanto. Dans la maison mi aveva conquistato con il trailer e l’ho pure visto in francese, facendomi trascinare dalla storia anche se non capivo proprio tutto tutto tuttissimo.

Per Beasts of the Southern Wild faccio outing e confesso che mi ero fatto fregare dalla storia della bambina che aveva conquistato Obama. Però sono stato contento di averlo visto. Anche perché lei nel film si chiama Hushpuppy. Come si fa a non volere bene a una bambina che si chiama Hushpuppy?

Star Trek, Looper e Pacific Rim mi hanno divertito ognuno a suo modo, anche se Del Toro poteva pure sbattersi a scriverlo, il film. Poco male, però la scena della spada, santamadonna, la scena della spada…Tu JJ vedi invece di non fare cagate con ep.VII, mi raccomando.

La migliore offerta e Side Effects per me sono semplicemente due bei film, mentre The Spirit of ’45 se fossi stato inglese probabilmente l’avrei messo in cima alla lista. Nonostante i possibili collegamenti alla situazione italiana, racconta infatti una storia talmente britannica che è difficile farla propria. Però la racconta talmente bene che anche io per un attimo sarei sceso in piazza contro la privatizzazione della NHS. Solo che qui a Morbegno ho avuto qualche problema ad organizzare il corteo.

Non ho messo in classifica il classico “In Italia siamo tempestivi”, perché c’erano ben due candidati e inserire sia Kiki che Akira mi sembrava troppo. E la classifica di 17 non mi convinceva.

Insomma, queste sono le cose che mi sono piaciute molto. Sono state tante anche le cose che non mi sono piaciute. Devo aver raggiunto il livello di allerta di Saturazione Servillo, perché sia La grande bellezza che Viva la libertà mi hanno lasciato l’amaro in bocca. The Master e Il grande Gatsby li ho praticamente dormiti entrambi, e nonostante il mio principio di narcolessia questo non depone a loro favore. Mood Indigo così così, ma la delusione dell’anno me l’ha regalata Hideaki Anno con quella porcata di Evangelion 3.0.

Sono anche andato alla mini maratona di Eva 1.0 e 2.0, comprando i biglietti mesi prima. Erano dieci anni che non andavo ad una maratona al cinema, da quando dopo mesi di corteggiamento goffo e arruffato avevo strappato un’uscita ad una ragazza bellissima che veniva in biblioteca. Avevo avuto la brillante idea di portarla a vedere la maratona di Ringu, i film giapponesi da cui avevano tirato fuori The Ring. 3 film. 6 ore. Sedie scomodissime di un cinema di paese. In effetti, col senno di poi, forse non era stata proprio una mossa geniale. Il giorno dopo mi aveva detto che non potevamo vederci, perché un suo amico aveva avuto un problema in Svizzera e andava a trovarlo. Per tre o quattro settimane.
Ecco Hideaki, quando sono uscito dal cinema quest’anno mi sono sentito come dopo quella risposta, con quello stesso leggero sentore di avere fatto una minchiata.

* Quest’anno ho visto tanti film, ma altrettanti (almeno) li ho persi. La vita di Adele, Il passato, Miss Violence…ma quello che mi spiace di più sono due piccoli film balcanici, The Parade e Djeca, perché so che recuperarli sarà un disastro.

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