Veni Video Vici

Ellie Goulding – Burn 

Se volete pensare ad uno che la club culture non sa nè quello che è né vuole saperlo eccomi. Burn è il singolo uscito da un po’ che in effetti lancia una reissue di Halcyon, disco meraviglioso di un anno fa e lo fa diventare Halcyon Days, in pratica un doppio con 28 pezzi che (dato che le regole me le faccio come pare a me) si candida come disco dell’anno a mani basse, contenendo questo pezzone simil pop-rave e la cover di Tessellat degli Alt-J. Il video è girato in un aeroporto, ovvio diventa un rave, ci sono anche le luci tipo The Prestige. Vi sfido a tenere il volume basso e a non fare repeat

The National – Graceless

Trouble will find me rischia di essere un disco sottovalutato eppure per me è tra i loro lavori migliori (qui comunque siamo tutti estimatori. La canzone è una delle classiche movimentate dei National, con basso e batteria che girano, sostanzialmente. Loro giocano a fare i divertentoni quando per me sono dei pali nel culo uno più dell’altro. Ma anche chi se ne frega eh

Pearl Jam – Mind Your Manners

I Pearl Jam che provano a rifare Spin the black circle con Vedder con la voce rauca. Gli viene a metà. I Pearl Jam fanno raramente video e per quanto li ami sarebbe meglio continuassero a non farli, sembra infatti una roba tipo Incubus, tutte grafiche della minchia che quasi distraggono dal pezzo. Ecco infatti ora ri spingo play e non lo guardo va, faccio prima.

Trouble Will Find Me

Trouble Will Find Me arriva in un momento un po’ così, un momento che sembra essere costruito a piccole parti che appaiono come lo specchio dell’ovvietà e di una quotidianità un po’ barbara, invece di essere le fondamenta di qualcosa. Lo dice poi Matt stesso in Demons, ‘I’m going through an awkward phase’, in una schietta semplicità che – ancora una volta – si morde la coda per tutto il disco. Matt che salta giù dal palco e corre alla fine di un concerto, Matt che si muove avanti e indietro mentre canta totalmente ubriaco e noi in mezzo al casino a fargli da coro guardandoci attorno. Il nuovo National arriva e, oltre ad aprire nella superficialità di un paio di pensieri qualche domanda di troppo,  è una bella lezione di calma e pazienza ingoiata dentro ed attorno alle piccole cose – è poi solo il mio inutile punto di vista -, una lunga riflessione dinamica in cui affogo e risalgo cercando di capire che i problemi che fanno la somma e il mal di testa devono essere presi a piccoli sorsi, che prenderli tutti in un sorso è sbagliato – e io di solito, di qualunque tipo siano, li prendo di botto così. ‘If I stay here trouble will find me, if I stay here I’ll never leave’ come il manifesto della cosa.

In tutta onestà, raccogliere le idee a sufficienza per tirare fuori da qualche parte un parere totalmente obiettivo sul disco mi sembra un po’ improbabile. Perché poi se non ci trovi nulla di personale cosa ascolti i National a fare? A me fa tutto un effetto strano, quella voglia di stare al buio sdraiato a cercare i riflessi delle luci delle altre camere palesarsi sul soffitto la sera tardi, non di certo cercare parole più o meno complicate per affermare o negare la loro immensità in mezzo ad un oceano lo-fi, no-fi e sticazzi. Chiudere tutto e stringere le cose affinché queste possano essere esorcizzate dalla forza con cui le si afferra, in qualche modo e maniera, senza dar troppo peso a nulla, o almeno cercando di. Trouble Will Find Me alle mie orecchie è proprio così. È l’immagine di Matt e compagnia bella rinchiusi nella loro singolarità scontrarsi l’un l’altro e fare la somma di tutti i perché, creando piccole cose come Graceless, forse l’unica canzone ad essere sotto la media, o tutte le restanti, senza una piega che sia una nell’entusiasmo degli ascolti entro la prima settimana dalla data d’uscita (digitale, ma qui una parte di danaro finirà quasi sicuramente in vinile), perché se Sea Of Love, Slipped e Don’t Swallow The Cap sono attuali, I Need My Girl e Pink Rabbits sono belle foto con didascalie lasciate in giro per casa davanti alle quali non ci si copre sempre gli occhi. In generale, sono tutte (le canzoni, non le foto) ancore a cui aggrapparsi nel mentire sulle cose.

Potrei davvero iniziare a copiaincollare pezzi di testo da songsmeaning senza pormi limiti o ripetere all’infinito il mio punto di vista, ma non ne uscirebbe nulla di più dell’esigente consiglio di correre a sbattere la testa contro, che sia dal divano o dal letto, da davanti allo specchio del bagno o sdraiato per terra. Non andrò a vederli quest’anno, purtroppo, ma terrò nel cuore i ricordi del concerto di Ferrara, che, a detta di chi li ha visti almeno due-tre volte prima di quella sera, è stato il più bello di tutti.