MiMettoAncoraLeAllStar | True trans soul rebel. Go Laura Go.

Gli Against Me! sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Uno di quei gruppi per cui nel mezzo della settimana recuperi altre 3 persone di scarso buon senso, li fai incontrare dopo il lavoro in un parcheggio sotto il sole calante dell’estate brianzola, controlli che siano cariche di Finkbrau destinate a scaldarsi prima del Brembo e accendi la macchina verso Padova, che tanto suonano all’aperto e si torna a casa presto. Tipo prima dell’alba, giusto il tempo di inventare una scusa plausibile per quelle occhiaie che quando hai gli anni di Cristo diventa sempre più difficile giustificare.

Ad ogni modo, da quando Tom Gabel è diventato Laura Jane Grace* gli Against Me! è come se avessero minacciato di implodere. Che poi non sono neanche sicuro che si dica “è diventato”. Forse Laura lo è sempre stato. Forse ha scelto. Non lo so bene, e non so nemmeno perché mi pongo il problema di quale sia il modo giusto. Probabilmente mi faccio questi scrupoli perché è un argomento complesso, una cosa personale, o magari semplicemente perché io a Laura Jane Grace voglio un bene forte. Quel bene che vuoi a una voce che hai ascoltato millemila volta. Che quando stai cercando di mettere ordine tra i 50 cd senza etichetta sparsi sotto i sedili della macchina alla fine peschi sempre per primo Reinventing Axl Rose. Non sai come sia possibile, ma succede. Mai che mi capiti di pescare American Idiot, ad esempio, che ancora mi sto maledicendo per aver deciso di masterizzare per pura curiosità e che si meriterebbe il suo volo nei campi della verde Brianza nell’apposito cestino della raccolta differenziata, quello destinato alla musica brutta.

Invece quando parte Pints of Guinness Make You Strong ti dispiace toglierlo, vuoi ascoltarlo tutto, e allora fanculo ai buoni propositi e alle bestemmie di chi non sa dove mettere i piedi quando si siede dietro. Alla fine lo lasci nel lettore due settimane di fila e urli sempre fuori dal finestrino, in uno slancio di entusiasmante anacronismo post-giovanile, “Cause baby, I’m an anarchist and you’re a spineless liberal”, battendo le mani miseramente fuori tempo. Pensa se quel disco invece che nel 2002 fosse uscito giusto un lustro prima, in quell’imprecisato momento in cui Usmate Velate e il Chiapas sembravano quasi confinare. Quante citazioni sulla smemoranda o su quell’inguardabile tascapane di un 16enne animato da un vago e inconsapevole impulso rivoluzionario.

Ad ogni modo, divagazione fiume a parte, resta il fatto che dopo l’annuncio “non più Tom adesso Laura” piano piano ha cominciato a incasinarsi un po’ tutto. Quando li ho visti l’ultima volta, la famosa sera di Padova, era evidente che i tempi del concerto che domina la mia prestigiosa “top 5 dei concerti che non ho visto ma sono presenti su youtube, Ramones e Beatles esclusi” erano passati.

[micro inciso polemico: questo secret show è del 2009. 4 anni dopo che avevano firmato su Sire e le polemiche su “attitudine”, “scena” e amenità varie. Venduti stocazzo.]

A scanso di equivoci, a me il concerto di Padova è piaciuto molto in ogni caso. Però era diverso. In due parole, mi era sembrato un bellissimo canto del cigno. Vero, la storia di Tom-Laura era dappertutto, anche sulle homepage dei nostri quotidiani con risultati tragicomici, come la foto sul corriere che raccontava che Tom Gabel non solo aveva cambiato sesso, ma era anche diventato Joan Jett**.

tom-laura

Allo stesso tempo, però, il batterista-raggazzino fenomeno che avrà pure suonato con Springsteen ma un po’ sembrava un pagliaccio se ne è andato, i tour già fissati sono stati cancellati e alla fine ha mollato anche Andrew Seward, che stava agli Against Me! come Hiro Nakamura alla prima stagione di Heroes. Fine della storia?

Fortunatamente, almeno per me che altrimenti non starei qua a scrivere tutto ‘sto pippone, pare di no. In questi giorni è uscito True Trans, un mini EP di due pezzi che si scarica aggratis dal loro sito. Due pezzi acustici che dovrebbero finalmente anticipare Transgender Dysphoria Blues, che è stato finito con Fat Mike (!) al basso e Atom Willard (RFTC e Offspring) alla batteria. In realtà io speravo che la petizione per far suonare Mikey Erg andasse a buon fine, ma tutto sommato va bene così.

Does god bless your transsexual heart?

Giudicare i due pezzi in sé non è facile. Banalmente, a me piacciono. Alla fine sono due pezzi acustici di un gruppo punkrock, non è che uno si aspettasse l’Aida. Li ho ascoltati per tutto il weekend e ancora non so scindere un giudizio vagamente obiettivo dall’euforia da buona notizia. Che io sono contento con poco. In particolare True Trans Soul Rebel, che già suonavano elettrica durante il tour dell’anno scorso (vedi sopra), sembra fatta apposta per il sing along. Entrambe comunque raccontano la condizione e la decisione di Laura Jane Grace, mettendo in musica e parole quelle difficoltà attraverso cui deve essere passata. Saltando tra le strofe il leitmotiv è quello dell’accettazione, da parte di se stessi e degli altri. È facile pensare che sarà così anche per tutto il resto del disco vero e proprio, ma alla fine è lei a scrivere la sua musica e ora come ora è difficile immaginare potesse aver voglia di raccontare qualcos’altro.

In tutto questo, ora domattina salirò in macchina per andare al lavoro, accenderò la radio, pescherò un cd a caso e ascolterò in loop Those Anarcho Punks are Mysterious, mentre quel maledetto American Idiot continuerà a nascondersi chissà dove.

* io ho dato per scontato che chi si mettesse a leggere una roba sugli Against Me! avesse una mezza idea della storia di Tom/Laura. Se così non fosse, ecco qua. Uno e due.
** nel frattempo Laura Jane Grace deve essersi evidentemente abbonata al Corriere, e per difenderne l’operato ha suonato un po’ in giro proprio con Joan Jett. Suonando anche questa bella cover dei Replacements. Bel gesto.