Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Dopo una breve sosta, torna Il punto sul campionato: noi che abbiamo i ritagli.
Durante le feste abbiamo collezionato foto e curriculum di figlie del calcio ma, come già accaduto, eventi di caratura superiore catturano la nostra attenzione, e precettano lo spazio dedicato alla foto che accompagna il post.

Guardatela bene – la foto -, voi amanti del giuoco del calcio.

Giuseppe Mascara, ormai ex giocatore del Napoli, scrive il primo tweet. A chi è indirizzato?
Poco dopo il tweet scompare, sostituito dal secondo. Come mai?
GiorgioP sostiene che spesso qualche hacker prenda di mira gli account di twitter dei giocatori dell’NBA.
Potrebbe essere accaduto lo stesso a Mascara. Sembra che l’hacker sia di Livorno. GiorgioP dice di San Vincenzo…

GiorgioP – Torniamo a noi. Vado controcorrente: lo scudetto, lo vince il Milan.
Schachner – Quest’anno secondo me lo perde qualcuno, più di uno che se lo va a prendere.
O Milan o Juve crollano tra un po’, ho questo presentimento.
Se dovessi puntare un euro, sceglierei anche io il Milan, perché ha già affrontato tante assenze portando sempre a casa il risultato.

G – Diciamo una cosa impopolare, cioè la dico io: Pozzo si tirerà presto fuori dalla lotta per la Champions League, come fece l’anno scorso con lo scudetto. Per vari motivi non conviene arrivarci (perché ormai l’Udinese si vede come l’azienda della plusvalenza, bel gioco e bei risultati ma se vinci la gente ti chiede gli acquisti) e quel posto sarà lasciato all’Inter, presumibilmente.
S – Non voglio fare quello che è sempre d’accordo con te ma anche io ho questa impressione.
Le parole di Guidolin ad inizio anno “non so se sono capace a tenere una squadra lì su” erano già su questa frequenza.
Qualsiasi presidente avrebbe ripreso una modestia del genere.
Per la corsa al terzo posto sono pero’ fiducioso – vs potere del nord calcistico – e credo che l’Inter sia bollita davvero e che la serie di vittorie sia stata una felice parentesi.
Per quel posto in Champions League ci sono l’Udinese, la Lazio, l’Inter, Roma e Napoli. Tutte alla pari.

G – Palacio quest’estate sembrava quella che a Roma chiamiamo la Sora Camilla: tutti la vogliono e nessuno la piglia.
Alla Roma sarebbe stato perfetto, no?
E magari anche nell’Inter di Gasperini avrebbe avuto un ruolo perfetto, sicuramente più di Forlan. Ce ne accorgiamo noi e non se ne accorgono loro?
S – Palacio è obiettivamente un grande giocatore.
Non è mai stato particolarmente appariscente perchè con il gioco del Genoa di Gasperini era spesso lontano dalla porta, e, quando ci si avvicinava, prima aveva fatto sempre 40 metri di campo a mille all’ora.
Quest’anno, a Genova, avevano deciso di farlo giocare vicino alla porta, e si vedono i risultati.
Forse a Roma lo sapevano ma non se la sono sentita perchè non è più un ragazzino.
A Milano, invece, sfondo del Geriatrico Trivulzio, hanno sempre dinamiche di mercato poco chiare e hanno preferito rischiare Forlan – più grande di tre anni – perché costava meno.
Noi ce ne accorgiamo perchè, in prima squadra, all’Inter non ce n’è uno che abbia l’occhio lungo.

G – Intanto il Bologna, per cui sottosotto tifiamo per fare torto a Zamparini, viene a Roma senza Ramirez e fa la partita perfetta.
S – E si. Ci piace Bologna, la rosa, l’allenatore, anche la maglietta (a me anche la franchezza di Diamanti). Sono curioso di sapere come sarebbe andata la Roma se avesse preso proprio Pioli come allenatore.
Mi viene in mente che qualche tempo fa un mio amico ‘pallonaro’ ha incontrato a cena Giovanni Sartori, uomo di mercato del Chievo. Gli ha domandato quale fosse secondo lui la peggiore rosa della serie A e Sartori ha risposto “…il Bologna!”. Era prima dell’arrivo di Pioli. Mi era sembrata una considerazione davvero azzardata, visti alcuni nomi. La classifica però dava ragione a questo pessimismo. Forse proprio Pioli ha saputo tirare fuori il meglio dal materiale a sua disposizione.
Come sta facendo Bortolo Mutti a Palermo… Zamparini intenditore.

G – Tu che hai allenato. Mi spieghi perché il Palermo fuori casa fatica come una bestia a segnare? Passino gli infortuni, ma tra punte e mezze punte non mi sembra si possa parlare della stessa rosa del Bologna (e il riferimento non é puramente casuale…).
S – Più che una risposta da allenatore, qui ne serve una da calciatore. Soprattutto con queste distanze, giocare fuori casa é uno stress fisico. Pullman, aereo, treno, pranzi al volo, dormi male, giochi in uno stadio che non é il tuo, le strutture non ti sono familiari, non puoi tornare subito a casa.
Per esperienza personale, quando giocavo fuori casa avevo sempre la colite poco prima di entrare in campo, come se effettivamente mi stessi cagando sotto. Facevo il riscaldamento e poi dovevo rientrare. Come me, con altre fisime, ce n’erano e ce ne sono centinaia

G – Sì, ma stanno tutti al Palermo?
S – Son le isole… Cagliari e Palermo. Sono quelli che viaggiano di più e peggio. Non voglio farla passare come equazione ma c’è del vero.

G – Siamo all’highlight della giornata: Mazzarri. E rilancio: Mazzarri e De Laurentiis. Aurelio due settimane fa dice che l’obiettivo è il terzo posto e di Napoli – Chelsea gliene frega il giusto, dieci giorni dopo cambia idea e la partita dell’anno é Napoli – Chelsea. E intanto, se potessero, si riprenderebbero Pazienza di corsa.
S – A Napoli hanno finalmente capito che il campionato italiano é difficile e non sanno come spiegarsi che, nonostante i capricci dopo ogni partita, il pallone non é loro e non possono andare via a piangere dalla mamma perché hanno perso. Ormai la vicenda ha il sapore della classica sceneggiata napoletana. Quando vincono, tutti felici: son forti, gli avversari non contano perché loro – se vogliono – battono tutti. Quando prendono legnate,comincia il Pordoi delle scuse: l’arbitro, il campo, la sfiga, la rosa corta, la rosa lunga, la Champions é un problema, la Champions è la soluzione. Insomma tutto e il suo contrario. Per come si comportano, faranno difficoltà a centrare qualsiasi obiettivo perché – banalità – per vincere bisogna individuare la sconfitta ed evitarla. Quando si fa fatica anche solo a nominarla…

G – Intanto tutto questo l’ha capito (e bene) Conte. La Juve ha un modello preciso che é la Roma di Spalletti (ragionando in piccolo) e riesce, nonostante le minchiate fatte da Marotta. Ho però il dubbio che a mille all’ora così possa non arrivare sana alla fine.
S – Io metto la firma sul fatto che la Juventus non ha una rosa per giocare così tutto l’anno. Sta facendo bene, benissimo, ma a quel livello potrebbe saltare qualsiasi giocatore da un momento all’altro.
Ho timore che se un paio di giocatori chiave si dovessero fermare nello stesso momento, la Juventus sarebbe veramente in difficoltà.

G – Chiudiamo con una domanda finale: secondo te, Luis Enrique, a Torino, che cazzo si rideva?
S – Boh.
Però so una cosa: Luis Enrique difende in continuazione la squadra, dice sempre che gli è piaciuto quello che ha visto.
La Roma gioca sempre in un modo, poi basta anche un solo particolare per cambiare il corso di una partita.
I giocatori romanisti non sono dei fenomeni, quindi ci sta di perdere, anche male, soprattutto contro una squadra forte come la Juventus.
In quella partita i bianconeri hanno tirato quattro volte nello specchio della porta e fatto due gol (più l’autorete) e, come nello stile imposto dalla Roma, non ha mai visto la palla.
Per cui capisco la risata forzata a seguito di una domanda così stupida.
Quel giornalista è l’ennesimo parlatore di calcio che fa tre palleggi e poi il pallone cade.
Fare tanti contropiedi è un modo di vincere, merito alla Juventus. La Roma fa un altro gioco, perdere una partita non significa essere stati inferiori o non aver espresso quel gioco.
Se vogliamo ragionare da tifosi o da incompetenti, Luis Enrique è stato un cafone.
Se sappiamo fare una diagonale, il giornalista ha fatto una domanda inutile. Giusta la risata.

Appendice di calciomercato, alla chiusura dei trasferimenti.

G – La Juventus prende come in tutte le finestre di mercato giocatori che non le servono (Borriello e forse Caceres) e giocatori che saranno titolari o quasi (Padoin). L’Inter si imbottisce di mediani (perché?). Il Milan puntella. La Lazio vende Cissé, Scaloni, Carrizo e prende Candreva (che ha come idolo Totti e non sarà presa benissimo immagino). Calcolando che Reja non vede Kozak, mi si permetta, la vedo nera…
S – Di questi forse solo Caceres – modesta opinione – è un buon acquisto. In Spagna stava giocando bene, in Italia aveva già fatto vedere di essere tosto, e forse così Conte ha un ricambio per Lichtsteiner o per Bonucci, ogni tanto grossolano.
Juventus: giuro che se qualcuno ora mi dice che Padoin è un buon acquisto o un buon rincalzo, mi metto a ridere come Luis Enrique.
Inter: ha fatto ancora cassa, ha provato a vendere Sneijder anche all’Ischia Isolaverde, continua a prendere prestiti che costano come comproprietà, ha la coppia di centrocampo di una squadra che l’anno scorso è andata in B (Poli e Palombo).
Milan:ha speso zero come al solito, gli fanno favori tutti, manco fosse una fica da portarsi a letto. Ha rotto il cazzo, è al limite della disonestà.
Lazio: Cissè è forte, per me hanno fatto (Tare?Lotito?I tifosi?) una grande cazzata a lasciarlo andare. Candreva sarà anche bravo ma racconta una storia che sembra quella di Domenico Morfeo: fenomeno, ma continua a girare squadre come una trottola senza mai lasciare il segno, e ogni società che lo compra spera di averlo preso nel momento dell’esplosione. Gliela auguro. Detto cio’, tra le partenze metto anche Sculli. finirà con Tare che torna in campo.

G – Scendendo: l’Udinese prende Pazienza (magari hanno fatto la forlanata e si sono scordati che Asamoah faceva solo la coppa d’Africa). Il Catania prende Carrizo, il Bologna un altro giovane. E poi chi rimane? Ah sì, il tuo Genoa.
S – L’Udinese, come avevamo detto, punta sempre al bilancio economico e ha speso con parsimonia. Effettivamente Asamoah tornerà massimo tra due settimane, e quindi forse Fernandes e Pazienza sono troppi. Però qualcuno stava cominciando ad arrancare e magari un po’ di forza fresca e un ricambio in più può aiutare. Per arrivare ai livelli delle forlanate ci vogliono capacità che in Friuli non hanno.
Il Catania continua il percorso per farsi ammettere torneo di clausura del campionato argentino.
Il Bologna ha preso questo sellerone, come direbbe Mauro Sandreani, sperando di acciuffare un altro Taider.
Il mio Genoa ha rotto il cazzo come il Milan. Preziosi fondamentalmente ha tre attività: fare gli Exogini, comprare giocatori a Galliani, riuscire a tesserare nel minor tempo possibile il maggior numero possibile di calciatori. Lo invito a passare ad uno sport in un cui le squadre siano composte da un maggior numero di atleti, tipo il football americano.
Ci sarebbe il problema di non poter vendere al Milan, ma potrebbe far disegnare una divisa di gioco con il caso a forma di Teiera.

G – Poi c’é la storiaccia del contratto di De Rossi. Parlo fuori dai denti: se dice di no, sono contenti tutti in società. Tanto s’é capito, tra Gago e Marquinho si stanno preparando al dopo.
S – Grave problema, servirebbero tante righe. Provo a fare un ragionamento mio/nostro, tenendo la tua fissa (tra Gago e Marquinho si stanno preparando al dopo).
Domenica, all’Olimpico di Roma, i tifosi giallorossi hanno fischiato per un’ora Alessandro Diamanti perchè pochi giorni prima aveva osato dire ciò che tante persone pensano: sono tutti capaci a fare questioni di principio, quando il principio è lautamente retribuito.
Diamanti ha parlato a suo modo, dicendo quello che pensa e andrebbe rispettato a prescindere. Non ha detto che Ghandi è uno stronzo, siamo sinceri…
Qui parliamo di cifre che non hanno senso, per fare un mestiere che non è un mestiere, di vite prive di problemi pratici.
Io spero che la nuova dirigenza americana non faccia lo stesso errore della gestione Sensi: si lavora per una squadra, un blasone, una società e non per uno o due giocatori. De Rossi è fortissimo, quelle cifre sono folli, la Roma non ha quei soldi, non li avrebbe neanche per Totti ma non può tornare indietro.
Se questi giocatori fossero stati legati a una città o a un colore da un sentimento, avrebbero rinnovato ad altre cifre – magari aspettando la nuova dirigenza e non firmando con chi non avrebbe poi tirato fuori i soldi… – o avrebbero rinnovato tempo fa, chiedendo poi di andare via, senza far così perdere alla società il capitale.
Onestamente apprezzo la franchezza di De Rossi: ci vogliono i soldi, rimango se me li date. Non ha fatto storie sulla lupa o Romolo o Aldo Fabrizi.
Paragonando le età, non avrebbe avuto senso preferire il rinnovo di Totti a quello di De rossi, eppure la Roma attuale si è trovata incastrata da una scelta fatta ad hoc dalla precedente proprietà. Scelta che probabilmente obbliga gli americani a rinunciare a uno dei più forti centrocampisti del mondo.
Sono anni che si fa passare per scelta di cuore una decisione ponderata ed economica. Questa scelta fa da metro per tutte le altre e vizia i giudizi e le opinioni di tifosi, giornalisti, lavoratori del calcio. De Rossi chiede tanto perché tanto può avere, la Roma non può darglielo: onesto. Lui non sta facendo scelte di cuore come non le ha fatte Totti firmando un rinnovo che nessuno gli avrebbe offerto in un campionato di primo piano.
A me non frega un cazzo di questa roba da tifosi: non si può premere per una forzatura romantica quando si parla di cifre che un povero cristo non potrà guadagnare neanche in cento vite. Non è moralismo, è realismo.
Le bandiere sventolano mosse dal vento, una delle poche cose gratuite. Chi fa così tanto il romantico, dovrebbe pensare solo al vento.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Quando arriva il Natale, per piazzare l’albero e il presepio siamo costretti a spostare qualche libro, impilare dei compact disc, togliere il portariviste.
Accade lo stesso in Junkiepop per trovare posto, durante le classifiche di fine anno, a questa rubrica, che ha lo scopo unico di esaurire quell’ora di conversazione sul calcio che tanto indispone le donne quando si va in double date.
Per questo affollamento natalizio, Il punto del campionato sarà semovente.
Se non potremo straparlare del campionato, lo faremo di altre partite.
Tanto si gioca ogni giorno (e Pippo Baudo è un gran professionista, e del maiale non si butta via niente…).

Dimenticavo la figlia del calcio.
Greta Zamparini, figlia di Maurizio.
Attrice, diplomata al Piccolo di Milano, come recita il suo curriculum.
Forse anche il padre ha studiato con Strehler, vista l’abilità con cui, ogni anno, ci fa credere di voler lasciare il mondo del calcio.

GiorgioP – Facile facile: cosa diresti a Platini dopo il 7-1 del Lione a Zagabria?
Schachner – Scusa ma facevo le frittelle: sono cuoco.
A Michael direi che ho scommesso su “altro” con pacata sicurezza. E metto via.
La partita, una farsa.
La Dinamo Zagabria giocava in dieci, ha perso la testa, ma sette pappini sono sette pappini.
Il concetto di fondo di Platini – dare spazio in Europa a squadre di campionati minori, magari dell’est – è corretto. Poi però si rischia di vedere giocare il Partizan Belgrado dello scorso anno o la Dinamo di questo, che falsano lo svolgimento di molte partite, se non di un intero girone.
Immagino sarà semplice ora chiedere un prestito alla Abn-Amro se si è croati…

G – Con le esclusioni delle squadre di Manchester dalla Champions, ora l’Europa league diventa di assoluto livello. A me è sempre piaciuta, e tendenzialmente voglio vincere sempre tutto, anche la Coppa Italia.
Il paese reale invece sembra berlusconiano: o finale di Champions league o non vale la pena di fare nulla. E così ci troviamo con tre posti alla prossima edizione…
S – L’Europa league è snobbata solo da noi.
La seguo un pochino e l’utilizzo delle riserve è quasi esclusivamente italiano.
Non so se la colpa è della mentalità “tutto o niente”, ma ci sono squadre che con quel niente riempiono bacheche e portafogli, perchè l’Europa league – nonostante quello che si pensa in Italia – porta denaro, e anche parecchio.
E chiaramente, come facevi notare, conta per le posizioni nella graduatoria Uefa. Quindi meglio farla bene, sempre.
Sono curioso di vedere se le due di Manchester schiereranno le squadre giovanili o faranno turnover. Io penso che proveranno a vincerla.

G – Mancini ha già parlato dichiaratamente di obiettivo stagionale. In questo si prepara a perdere Tevez. Galliani era sicuro dell’arrivo al Milan in prestito a 4 milioni e stipendio dimezzato, ma il Paris Saint-Germain ne offre 30 per il trasferimento definitivo e stipendio pieno. C’é crisi, eh?
S – Ecco, vorrei allontarmi un po’ dalla domanda.
La premessa, in tema, è che c’è crisi.
Scostandomi, il Milan ha rotto il cazzo.
E’ evidente che, economicamente parlando, dall’avvento di Berlusconi il Milan abbia portato tanti cambiamenti al sistema della compravendita dei calciatori, grazie alle finanze del presidente più ricco che una squadra di calcio italiana mai abbia avuto.
Abbiamo già parlato in un post [qui] di come Berlusconi rilevò la società, e invito chi non l’avesse fatto a leggerlo.
Ci ricordiamo anche di come abbia stravolto le dinamiche del calciomercato con l’arrivo dei tre olandesi, spendendo cifre elevatissime.
Perché ora il Milan è così palesemente favorito da tutti gli addetti ai lavori, anche dalle stesse società che gli vendono calciatori? E’ una domanda retorica, chiaramente, e non voglio aprire una polemica con chi simpatizza per il Milan.
Io mi auguro che Tevez vada a giocare in una squadra che pareggi lo stipendio che gli sceicchi gli pagano in Inghilterra.
E, sia bene inteso, non perchè quello stipendio è giusto ma perchè non è giusto che una squadra ugualmente ricca goda di favori – mai bene chiari – da parte di tanti procuratori e da molti presidenti.
Per chiudere, Raiola mi fa rabbrividire.

G – Se il mondo del calcio europeo volesse cambiare, farebbe un embargo contro i giocatori di Raiola. Facile. “Fai lo stronzo, mo”, si direbbe a Roma.
E inquietante, é vero. Quasi quanto Lippi jr, procuratore di Montella, Rosi e Caprari. E stranamente appena Montella cominciò a guidare la Roma, Rosi e Caprari diventarono titolari da un momento all’altro. Calciopoli non è mai finita, e parlo di quella dei procuratori. Il trio dell’Ave Maria della Gea tutti scagionati, no?
S – Dario Canovi, uno dei più importanti procuratori calcistici, poco tempo fa ha candidamente detto “il mio più grande errore professionale è stato portare nel calcio Raiola”. Questa è la considerazione di cui gode il panciuto intrallazzino di origini olandesi.
Nel processo Gea – se non sbaglio – in appello hanno condannato solo i due Moggi, e per violenza privata. Lippi e Zavaglia furono assolti.
Mi pare quindi evidente che, in tono minore, sia rimasto tutto come prima, con le stesse dinamiche e stesse bassezza.
Il caso che proponi tu – Montella e i giovani assistiti da Davide Lippi – è solo uno dei tanti casi che lasciano quantomeno pensare sulla gestione cristallina e priva di conflitti di interesse da parte dei soliti procuratori senza scrupoli.

G – Che poi Lippi senior è il mistero vero e nessuno ne parla. Perché non ha più allenato? Smise con la nazionale perché attendeva il processo al figlio. Poi il ritorno in azzurro. Poi nulla. Strano, vero? Eppure la Juve aveva bisogno, il Milan e l’Inter anche, a Roma avrebbe generato una rivolta ma l’opzione era aperta. Io non vorrei essere complottista ma a pensare male non si sbaglia quasi mai.
S – La mia idea su Lippi è che non sia un bravo allenatore.
Ha vinto solo quando la Juventus – o dal fischietto o dall’infermeria – aveva qualche vantaggio in partenza; ha vinto un mondiale giocando veramente male, e anche lì con qualche svista a proprio favore.
Chi deve pagargli lo stipendio sa bene queste cose.
Per il resto una gavetta non entusiasmante – forse a Napoli, qualche sprazzo di bel calcio – e tanta casualità.
Gli allenatori bravi hanno sempre qualcosa da dire, hanno sempre un’idea, anche quando allenano pizza e fichi.
Stiamo rischiando di fare una puntata con gli spezzoni delle puntate precedenti, un bottle episode, ma invito chi non l’avesse fatto a leggere le cazzate che Lippi ha detto prima e durante l’ultimo campionato del mondo nella guida al mondiale sudafricano [qui, per gli interessati].

G – A suo modo arriviamo da chi un’idea ce l’ha, ma a questo punto penso non abbia tutti i giocatori per metterla in atto: Luis Enrique. Al Gianluca allenatore: diagnosi di una squadra che fa molto possesso palla, segna solo o dai 30 metri o dall’area del portiere e in mezzo non tira quasi mai. In più il pressing che si sgonfia dopo il 15esimo minuto di gioco.
S – Il Gianluca allenatore capisce tantissimo Luis Enrique.
Spesso le squadre con giocatori troppo tecnici, quando provano a far leva sui propri pregi ne finiscono vittime.
In attacco c’è un problema, è evidente. Non si prendono mai responsabilità, non si cerca mai il tiro.
E’ una faccenda difficile da far comprendere ai tifosi.
Luis Enrique ha insegnato alla Roma a non buttare mai via il pallone, a difendersi con il possesso palla, ha tenere la palla bassa e a non disdegnare il passaggio arretrato. Questo – bello – concede però sempre una alternativa ai giocatori che, se non non sono sicuri di poter effettuare un buon tiro, ricominciano.
Ripeto: un problema di mentalità, di assunzione di responsabilità, e per queste cose ci vuole tempo, più che un allenatore diverso.

Il difficoltà maggiore che individuo da allenatore – e la chiudo subito perchè sarei noioso – è quella dei centrali difensivi.
Tolta la faccenda dei gol su calcio piazzato – è disattenzione, l’allenatore ci fa poco -, il problema vero è nella bontà dei piedi di chi difende quando non difende.
Il modo di Luis Enrique invita – in fase di possesso palla – i centrali difensivi ad allargarsi sulle fasce e a comporre una difesa a tre con un centrocampista che arretra sulla loro linea. Questi due difensori giocano la palla avanti, indietro, verso il centro e lungo la linea del fallo laterale: sono due difensori centrali che hanno bisogno dei piedi di un centrocampista. E anche di un centrocampista bravo…
La Roma non ha questi due difensori centrali.
Per questo motivo, De Rossi che finisce difensore, al posto di Juan, contro la Fiorentina, fa fare bruttissima figura a tutti i centrali schierati quest’anno.
Se ci fossero due difensori con i piedi buoni, più che bravi a saltare di testa o entrare in scivolata, la Roma avrebbe molti, molti più punti.
Cassetti, Heinze e Juan in tribuna a turno, Kjaer non convincente. Queste esclusioni fanno storcere la bocca a tifosi e giornalisti che non sanno fare dieci palleggi.
Luis Enrique, invece, la storce dalla fine del calciomercato, cioè da quando li spedisce in rotazione sugli spalti, perché nessuno di loro gli offre garanzie.

G – Un po’ alla Mourinho. Almeno, differentemente dal passato, a Roma la tempistica è chiara. Di Benedetto parla di tre anni per il ritorno in Champions league, e mi sembra una cosa onesta. Non sono tutti come De Laurentiis che parla di biscotti
S – Io non sono un romanista e ho poche volte apprezzato la Roma.
Questo presidente, però, sta mostrando uno stile non indifferente.
Tre anni sono troppi, è evidente. E’ cauto ma anche furbo.
Se girano ancora di più la chiave e insistono su Luis Enrique, perchè deve rimanere quell’approccio tecnico alle partite, la Roma farà un girone di ritorno diverso. Non è fuori dalla lotta per la Champions league anche quest’anno.

De Laurentiis è come i film che produce.
Uno che sostiene di aver decisamente migliorato il lavoro dello zio Dino…

G – Famiglia di cinema, del resto, in cui vive la comicità e il genio della cultura sportiva italiana: Walter ‘Chicco’ Mazzarri. Col Villareal s’è fatto espellere apposta.
S – Sì. l’ha fatto apposta…
Non so se nelle classifiche di fine anno del blog ci sono anche i film. Immagino di sì.
Una menzione a Villareal – Napoli.
L’interpretazione di Mazzarri è com quella di Pacino in Serpico, per rimanere in ambito De Laurentiis.

Seriamente: Mazzarri è antipatico e noi tifosi, spettatori, amanti del calcio non siamo delle testine di cazzo.
Mazzarri ha rosicato perchè stava uscendo dalla Champions e ha fatto un gesto brutto.
Un giocatore del Villareal – per chi non l’ha visto – recuperava il pallone per effettuare una rimessa con le mani, correttamente assegnata dall’arbitro, e il mister Mazzarri lo ha spinto deliberatamente contro la panchina.
Se – come dice – lo ha fatto appositamente, è uno stronzo.
Se, invece, lo ha fatto preso dalla foga del momento, lo scusiamo. Ma deve ammetterlo.
In ogni caso non deve passare il messaggio che, in ambito sportivo, il fine giustifica i mezzi. Altrimenti sarebbe corretto simulare.
Quindi, se anche fosse stato per dare una scossa alla squadra, è un gesto brutto e la finalità non lo giustifica, anzi lo aggrava.
Spero vivamente lo squalifichino, per non avallare l’idiozia di certi personaggi come lui, come Walter ‘Chicco’ Mazzarri.

G – Ðel resto il calcio è un gioco delle parti e da diversi anni va di moda essere antipatici e permalosi. Metti Spalletti (a proposito auguri per gli ottavi con lo Zenit), che farfuglia dopo tre anni di essere stato scomodo a Roma, vittima degli ‘impallinatori’. Sarà un caso che persone perbene come Guardiola, a loro stesso dire, hanno avuto come modelli altre persone perbene, come ad esempio Ventura (e aggiungo grandi tattici)?
S – L’antipatia degli ultimi tempi fa parte di quelle regali di Mourinho al nostro calcio [di nuovo un ritaglio di un vecchio post].
Io sono sempre convinto che vincere con stile abbia un altro sapore e che le persone educate, a parità di risultati, vincono di più.
Se nessun giornalista, nessuno sportivo, nessun tifoso ha l’onestà intellettuale di criticare le sconvenienze di chi supporta, difficilmente cambierà questo trend.
Tornando a Guardiola e Mou, il loro divero stile è applicato nella preparazione di el Clasico.
Mou li fa allenare, Guardiola li manda a casa a non pensarci.
Io tifo Barcelona, e Ventura è un gran signore.

G – Chiosa finale con provocazione: il miglior giocatore in Italia, a livello di crescita, impatto e tecnica, è Jovetic. Io detesto Salvatore Bagni, ma giustamente l’ha definito il secondo miglior ’89 del mondo.
S – Sono d’accordo.
Sono d’accordo anche con l’odontoiatra di Bagni: Salvatore deve farsi vedere più spesso agli appuntamenti, perchè con quello che guadagna non può andare in televisione con quei denti.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

So che qualcuno aspettava la foto di una figlia del calcio.
Ennesimo cambiamento di programma.
L’immagine che vedete è un sondaggio presentato sulle pagine della Gazzetta dello Sport online.
Nel mondo del calcio sono tutti eterosessuali, si sa. E’ l’unico ambiente lavorativo gay-free.
La Rosea – testata dai colori decisamente virili – chiede ai lettori di rispondere in totale libertà se sia davvero il caso di fare finalmente outing.

GiorgioP – Possibile che questo, come lo scorso campionato, non abbia un dominatore? E’ un ciapanò continuo, si passa metà della stagione a dire “magari il Napoli, magari l’Udinese”. Poi arriva Ibra e questi campionati qui li vince da solo, e pure svogliatamente.
Anche Galliani ha realizzato che Allegri non vale tantissimo come tecnico. Tolto Ibra, il Milan sta peggio dell’Inter, vero?
Schachner – Hai presente quei luoghi comuni tipo “il batterista bravo vale mezzo gruppo”?
Aggiungerei anche “Ibra vale mezzo scudetto”. Non lo sopporto come uomo, non lo reggo tatticamente, è fortissimo.
Il luogo comune in fondo è una maniera sbrigativa e rapida per esprimere un concetto più lungo ed elaborato.
Quindi, forse, lo svedesone sarebbe decisivo in diverse squadre: è ancora il peso che sposta la sbilancia.
La tua è una provocazione. rilancio: con lui in campo, lo vincerebbe anche l’Udinese.

G – E aggiungo “con 15 punti di distacco”. Parliamo di Udinese – Roma. Nelle formazioni annunciate, Floro Flores. Io storco la bocca e penso “Luis Enrique gliela sta mettendo in bocca e lui non é scemo che la sputa”. E infatti. Centrocampo a cinque e il solo Di Natale davanti. Quanto manca a Luis Enrique capire, più che il campionato, gli allenatori avversari?
S – Effettivamente hai ragione sul tecnico spagnolo.
Mi pare che la forza di Luis Enrique – cioè quella sua cantilena “noi facciamo una proposta” – sia anche la sua debolezza.
Lui crede in un principio e si attiene a quello. E’ tatticamente poco duttile, fa difficoltà ad adattarsi all’avversario e anche a leggerne le debolezze.
Sportivamente il suo sarebbe l’approccio corretto, e  a me questo piace, perchè apprezzo la letteratura calcistica e gli ideali in genere.
Poi in italia conta la pagnotta in fondo allo stomaco e quindi con gli ideali e le proposte si rischiano solo tante brutte figure.
Quella di Udine è stata finora, forse, la peggior partita in campionato della Roma, perchè ha giocato male l’allenatore e hanno giocato male i calciatori.
Guidolin invece allena in provincia e quindi può difendere anche con tutta la Venezia Giulia nella propria metà campo senza che qualcuno si lamenti, e quindi rischiare di giocarla male.
Il tecnino dell’Udinese stato abile ancora prima di scendere in campo, nella conferenza stampa della partita. Ha preso la parola, raccontato l’aneddoto dei tifosi che, ormai abituati agli ottimi risultati, si lamentavano civilmente delle ultime deludenti prestazioni.
Puzza di fregnaccia, unita al recente “io non credo di essere capace di tenere la mia squadra in quelle posizioni per tutto l’anno”.

G – Sì, poi dice anche – Guidolin – che cercarono di prendere Pjanic e Bojan. Per fare 40 punti… Ho l’impressione che lui non regga la pressione, e ultimamente ancora meno (si é sentito male sul 2 – 0 al trentesimo del primo tempo, in superiorità numerica contro la Fiorentina, dicendo di non riuscire a reggere la tensione). Gli do un’altra stagione, se va avanti così e se va avanti così la serie A, poi Pozzo proverà a vincere qualcosa.
S – Guidolin è un bravo allenatore, perfetto per l’Italia e anche secondo me, con importanti obiettivi dichiarati,ogni tanto perde la bussola.
Fa quindi bene a mostrarsi perdente.
Sono certo che tu abbia fatto almeno qualche volta il gioco di pensare alle potenziali formazioni di società minori se non avessero venduto i migliori giocatori alle squadre di vertice.
Se lo applichiamo all’Udinese, ho l’impressione che non abbiano mai sbagliato, che non abbiano mai venduto davvero dei campioni e che non abbiano davvero rinunciato a vincere, con le possibilità economiche che hanno.
E’ un fatto che con un bacino di tifosi un po’ più ampio, rischierebbero di vincere sempre.
E’ probabile che se dovessero centrare un paio di qualificazioni di fila alla Champions League, riuscirebbero a prendere giocatori importanti, a convincere qualcuno a rimanere più volentieri, e alla fine farebbero un salto di qualità sostanziale.
Mi piacerebbe vederla vincere qualcosa. Magari già quest’anno.

G – Lì l’hanno capita tutti: Di Natale preferisce divertirsi, rispetto a una prospettiva di dieci partite l’anno in una grande squadra, altri come Isla hanno preferito diventare il faro vero della squadra, altri ancora come Basta e Armero li vedo con la valigia in mano. Dai che Moratti ci ricasca un’altra volta (anche se per me Basta é da squadra grossa) e li prende tutti.
S – Ho questa impressione: i giocatori che lasciano l’Udinese si trascinano un anno, ancora inebriati dal ricordo dei profumo del frico, e poi ritornano al loro reale valore, lasciando in tasca a Gino Pozzo mancette miliardarie.
Marcio Amoroso, Felipe, Appiah, Bachini, Candreva, D’agostino, Kroldrup, Jankulovsky, Gyan, Marco Motta, Quagliarella, Muntari.
Solo alcuni dei giocatori che si sono persi dopo Udine, portando nel bilancio dei friulani quattrini sonanti.
Non te le ripasso, ma sono cifre da capogiro: solo Quagliarella, Gyan e Muntari fanno 36 milioni di euro.
Moratti ci casca sempre, è uno dei preferiti di Pozzo.
Gino gli ha sempre portato a Milano scatoloni pieni di mattoni. E’ riuscito a vendergli Antonio Manicone. Non ho altro da dire.

G – Eppure questo é l’anno dei Manicone e dei Bertolazzi. Ne servirebbe uno all’Inter, uno alla Fiorentina (insieme a tante altre cose), uno al Napoli (del Napoli però parliamo dopo). In campo non si ragiona più, tante ripartenze e sembra che il sacrificato sia il regista, a vantaggio di un mediano di rottura e di una mezzapunta.
S – Un giocatore così serve sempre, sono un nostalgico. Poi lui – Manicone – è un fedelissimo di Zeman, già da Licata.
Non dimentichiamo che il gioco in contropiede è tipicamente italiano, e che “ripartenza” è la versione wireless di “tutti dietro dentro l’area di rigore e appena recuperiamo palla, proviamo il contrattacco”. Torniamo ad un discorso già fatto: è più facile riuscire a vincere lasciando la palla agi avversari e attendere gli errori, piuttosto che rischiare tenendola tra i piedi e applicando movimenti studiati in allenamento.

G – Ti servo un assist. Forse fa poco folclore ma nessuno immaginava che la sorpresa ad alti livelli fosse Sannino. Uno che zitto zitto, tomo tomo, cacchio cacchio sta lanciando anche Bolzoni.
S – Beh, uno che in 12-13 anni ottiene 5 promozioni e un playoff in serie B, si presenta con un certo curriculum.
Anche qui ripeto: se al corso del patentino di allenatore di prima categoria ti chiamano ‘maestro’, c’è un motivo.
Contro il Siena ormai non se la porta nessuno da casa.
Farei notare anche che non gli stando dando la vetrina che meriterebbe dopo tutta quella gavetta.
Sai che ho una passione per lui, è il taglio di capelli.
Bolzoni sta guadagnando qualche presenza, spesso in nazionale under 21. E ha fatto tutte le giovanili con Manicone come allenatore…

G – A proposito: segna Castaignos contro il Siena. L’Inter é ancora in corsa per lo scudetto?
S – Lui gli ha tolto le castagnois dal fuoco.
Questa battuta è bella perchè sicuramente originale.
Se l’Inter quest’anno vuole vincere qualcosa, c’è il torneo di calciotto al Bettini, a Cinecittà.
In palio antenne paraboliche e gli spogliatoi sono puliti.

G – E Ranieri (al quale, per un motivo o per un altro, non riesco a volere male) si trasforma in ‘er fettina’ e dice finalmente “Moratti farà lo sforzo di comprare a gennaio”. Tradotto “Massimi’, ricordate dell’amici, ricordati de chi t’ha voluto bene e ha firmato per sto scempio per due anni”.
S – “Ce voi pure la scorza de limone?”.
Il prime dell’Inter è passato, Ranieri lo sapeva.
Lui ha accettato ma credo che il ruolo di allenatore dell’Inter sia definitivamente tramutato in capro espiatorio.
E secondo me, sta anche ritornando la maledizione del terzino sinistro.

G – E qui subentra il doppio, anzi triplo acquisto di Basta, Armero e Pasqual. Hai visto mai…
Senti, ma il Manchester City deve per forza giocare così male? E soprattutto, cosa ti dice il cervello se tieni in panchina Aguero, Nasri e Johnson?
S – Stanno tornando ai fasti Tramezzani, alla Pinetina.
Con i soldi che spenderebbero per Basta, Pozzo prenderebbe una squadra intera in Francia…
Devi credermi, ero convinto il City avrebbe triturato il Napoli. In campionato la squadra inglese va, e va forte.
Secondo me l’hanno presa sotto gamba tutti, compreso Mancini quando ha deciso la formazione. Il Napoli non gli è superiore e andare avanti farà perdere ai partenopei terreno in campionato. Poi manca una partita e aspetterei comunque a festeggiare.
A me farebbe piacere vederli passare, perchè l’ipotesi di ascoltare Mazzarri dire “Sì, Messi ne ha fatti 6 però siamo stati superiori. E se non fosse stato per quel caciucco mangiato ieri, colpa della cuoca, il risultato non sarebbe stato così pesante” è allettante.

G – “Ma sai, veniamo da 4 partite di fila. Solo chi gioca sa che vuol dire”. E il suo presidente “stasera per me abbiamo vinto 4 a 3”. Vi prego non fateli finire mai, sennò chiudiamo la rubrica. Parlando di Barcellona, Mazzarri ancora recrimina per la rovesciata annullata a Cavani. Fu un risultato sul filo quello, no?
S – Aurelio e Walter sono la linfa di questa rubrica.
Da quel precampionato contro il Barcellona, hanno definitivamente fatto breccia nei nostri cuori.
Porta Pia, in confronto a quella amichevole, “è una cagatina di mosca”.
Rincaro sul duo Aurelio e Walter.
Napoli – Lazio 0-0. Il mister: “Per me si è vinto 4-0”.
Un visionario, un sognatore, un poeta.

G – Senti, chiusura in grande stile. Riepilogando: Baldini sembra colto dal “ma anche” Veltroniano, Luis Enrique dice che “la Roma con l’Udinese meritava il pareggio” (neanche Mazzarri nostro), Sabatini si incazza come una bestia (unico), la squadra per una buona metà pare abbia già scaricato l’allenatore.
Poi magari vince a Firenze e l’ottovolante della lotta scudetto riparte.
Posso dire che, per una volta, il problema è mettersi d’accordo e non le radio, i tifosi…?
S – Puoi dirlo.
C’è qualche problemino d’unità d’intenti. Sembravano tutti rivolti ad oriente, invece…
Al volo: Baldini sembra davvero un politico nel pallone (e scusa la doppia valenza), Luis Enrique inizia a cercare letture personali alle sconfitte, Sabatini ha cominciato a fumare le Ms, i giocatori litigano ma poi vanno a cena fuori per chiarire i diverbi.
Alla fine della fiera, ci guadagna solo il pizzettaro dove vanno ogni volta per far pace.
Pare, tra l’altro, che il ristorante si chiami ‘Da Walterino er livornese’.

G – Ultima domanda, l’unica tecnica di oggi. Hai studiato, hai i ritagli e nessuno meglio di te può rispondere: tutti questi infortuni ai flessori, da che dipendono?
Walterino er livornese avrebbe detto “eh, facile vincere così eh, se Kjaer non si fermava, l’azione dopo era goal per noi”
S – Solitamente con uno scatto improvviso e con muscolatura stanca, quadricipite e flessori sono i primi a saltare perchè l’esplosione del movimenti, nel calcio, è concentrata tutta su quella parte di gamba Kjaer non ha novanta minuti in quei muscoli, perchè gioca poco e manca di abitudine a rimanere tonico fino al triplice fischio. Quindi uno scatto improvviso, con cambio di direzione come quello nel finale di Udine, con muscolatura stanca, è molto rischioso.
Walterino se la sarebbe presa con Di natale perchè ha fatto uno scatto troppo veloce o perchè non ha buttato fuori la palla mentre Kjaer zoppicava.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

Avremmo voluto accogliervi nuovamente con la foto di una figlia del calcio, esattamente come la scorsa settimana vi abbiamo proposto Claudia Ranieri. Eravamo indirizzati verso l’erede di Maurizio Zamparini, Greta. Purtroppo siamo incappati in questa istantanea e quindi costretti a rinunciare. Riprenderemo il prossimo lunedì.

GiorgioP – Io inizierei parlando di una cosa che mi dicesti quest’estate: torti arbitrali o meno, questo campionato é al livello della Ligue 1. Secondo me non é tanto un problema di valori tecnici, ma dei “danni” lasciati da Mourinho come impostazione
Schachner – Per una volta rispondo con una domanda: quali sono i danni lasciati da Mou?

G – Esempio. Vedo Reja che si é innamorato dell’idea di sacrificare un attaccante per fare l’ala. Almeno metà delle squadre del campionato mirano a difendere bassi e ripartire con due passaggi. Ormai chi gioca con un proposito offensivo o di controllo del gioco si conta sulle dita di una mano. No?
S – Sì, hai ragione. E’ che Mourinho ha fatto talmente tanti danni al calcio italiano per vincere una cazzo di Champions League…
Anche il Vicenza ha quasi vinto una coppa europea ma non ha fatto lo stesso casino.
Effettivamente lui ha dimostrato di poter convincere gli attaccanti a difendere, per poi ripartire con giocatori capaci di far gol e non con dei semplici recupera palloni.
Io sono convinto che si debba attaccare e difendere con dieci giocatori in ogni parte del campo, quindi un po’ gli dò merito.
E’ anche vero che quel suo modo è essenzialmente brutto e noioso, che ci sono tante squadre che continuano a giocare imponendo il possesso palla – quest’anno Milan, Roma, Juventus – e che vincere tenendo sempre il pallone tra i piedi dà una soddisfazione diversa dallo stare tutti nella propria metà campo ad aspettare che gli altri sbaglino.
E’ una maniera per vincere, siamo onesti. Ma se si può vincere anche in un altro modo, sarebbe il caso di provarlo.
Fiorentina-Milan, 0-0. Più divertente di qualsiasi vittoria dell’Inter mourinhana.

G – Condivido. Anche se parlando di quella partita non si può non tirare dentro l’arbitro. Noi non lo faremo perché non ci piacciono le polemiche. Detto questo, vedo Delio Rossi in quella che, forse, é l’impresa più difficile finora. Con giocatori infortunati, svogliati, a fine contratto o a fine carriera, riesce a mettere in campo un undici con voglia di giocare?
S – E’ una bella sfida anche secondo me. Lui non ha mai fatto male, da nessuna parte, quindi riuscirà a dare un’impronta di gioco come ha dimostrato saper fare. Un tempo avrei detto Firenze una piazza esigente. Forse i tifosi hanno compreso il nuovo corso e si accontenteranno di vedere belle partite.
Anche perchè la lotta è molto più agguerrita del recente passato, e la fascia di valore della Fiorentina ora include altre squadre, oltre ai soliti Genoa e al Palermo.

G – Il Palermo é un mistero invece. A me sembra sempre giochi in maniera discreta, cerca sempre di fare la partita. In casa andamento da scudetto. Fuori casa 0 punti e un goal. Ho l’idea che alla fine avere un assetto dentro e uno fuori non paghi più di tanto.
S – Effettivamente l’approccio in casa diverso da quello in trasferta è una scelta anni ’80.
Non ce ne vogliano i tifosi rosanero, ma nonostante il pensiero del presidentissimo Emmezeta, questo Palermo è il più scarso mai visto in serie A durante la sua gestione.
Proprio per questo credo che – “tutti dietro” o “tutti avanti” – ne prenderà, quest’anno…
Stupisce quasi la mancanza di impeto suicida di Zamparini e quindi il mancato esonero di Mangia dopo una di queste sconfitte rotonde.

G – Però Silvestre, Ilicic, Hernandez, Pinilla (e per me anche Acquah) potrebbero recitare una parte chi più chi meno rilevante in una squadra di vertice, no? Non voglio dare ragione a Zamparini eh, sia mai…
S – Personalmente su Silvestre scommetterei immediatamente, sugli altri ho forti dubbi.
Secondo me i giocatori di livello portano a casa prestazioni maiuscole tutto l’anno, anche in piccole squadre. Poi perdono, vincono, non importa.
Questi giocatori, nel Palermo, alternano molto il loro rendimento tra gare eccellenti e partite anonime. Sia ben chiaro: sono dei buoni giocatori ma non mi hanno convinto pienamente.

G – Mi spieghi invece un arcano? La Juventus sta giocando con almeno tre titolari discussi – a questo punto da chi? – fino all’ultima giornata di mercato: Bonucci, Matri e Marchisio (a tanto così da uno scambio per Vucinic). A novembre gioca col 4-2-3-1 invece del 4-2-4. L’elasticità é un pregio e comunque sta giocando un bel calcio, ma Marotta e Conte quest’estate si sono parlati?
S – Praticamente hai risposto da solo in sarcasmo.
Le interviste estive di Conte spesso facevano pensare ad una mancanza di comunicazione con la dirigenza o addirittura ad una impossibilità di realizzare sul mercato i desideri del mister.
Per ora potremmo attestare che Marotta, come dirigente di una grande squadra, ha obiettivamente fallito – è molto più facile tirar fuori sorprese comprando manciate di giocatori per spiccioli, piuttosto che trovare a colpo sicuro il campione e pagarlo il giusto – e che Conte ha la capacità di mettere da parte orgogli personali – come Matri in panchina o Bonucci in Russia – di fronte al bene della propria squadra.
Uno a zero per l’ex uomo da riporto. Ora dice che sono i suoi.

G – Finora (e sia messo agli atti che lo scrive un romanista, che per la Juve dovrebbe sperare solo il male) la sorpresa vera del campionato. Senti, noi ce lo diciamo da due settimane, il Real con Gago ha fatto la stessa stronzata di Cambiasso? Miglior centrocampista del campionato finora. Almeno per me.
S – Lo diciamo da tempo e lo ribadisco: veramente un grande giocatore e forse il Real s’è sbagliato come fece con l’altro argentino.
Bisognerà capire se lo lasceranno andare via da Madrid definitivamente. Trovo che l’operazione in sè – prestito per 500 mila euro – sia di un valore incalcolabile, contando quanto costa, ad esempio, il prestito di Zarate all’Inter.
La nota positiva di Gago si armonizza con Pianjic, che conferma le attese, e De rossi, tornato ai livelli a cui aveva abituato ad inizio carriera. In sostanza Gago si inserisce in un centrocampo fresco, tecnico, padrone del possesso palla e soprattutto giovane.

G – C’é il riscatto a sei milioni, dovremmo essere tranquilli. Rassicurami tu, che hai studiato: Burdisso torna bellissimo, forte e bandito come prima, vero?
S – Burdisso ha un anno meno di me. io quell’infortunio l’ho avuto ad entrambe le ginocchia. Una volta sono tornato più bello di prima, la seconda ho cominciato ad allenare.
Anzi, tra un po’ devo fare un’altra operazione. Se vuoi venire a trovarmi….

G – Posso dire una cosa impopolare? Bologna – Cesena, mi sono divertito. Pioli ha messo in mostra quello che potrebbe fare con giocatori che non hanno due piedi sinistri. Bel gioco, cambi di attaccanti per attaccanti. Alla fine, nonostante un esonero, quello dei rossoblu é un campionato sopra le aspettative.
S – Anche a me Pioli piace, e mi sarebbe piaciuto vederlo alla Roma, con questa rosa.
Già dalla scorsa stagione non riesco ad inquadrare il Bologna. E ancora non ne sono in grado.
Tornando a Pioli, Zamparini è un imbecille – il blog è tuo, paghi tu le querele perse – e con Pioli in panchina il Palermo avrebbe fatto bene. Esonerato dopo due pareggi contro una squadra – il Thun – che non era assolutamente debole.
Il Bologna guadagna tantissimo con lui e, in cuor suo, Pioli sta facendo un campionato testa a testa con il Palermo.
Non gioca per salvare i rossoblu ma per far più punti di Zamparini, andargli sotto casa e scrivere con lo spray sulla fiancata delle macchina “coglione”.
Propongo una giocata alla Snai: testa a testa “Palermo vs Bologna”, scommettiamo sul Bologna.
Magari lo giochiamo a gennaio, se non vendono Ramirez.

G – A me il rinnovo contrattuale di Ramirez puzza tantissimo di “firma e ti vendiamo, tanto di soldi ce ne danno”. Che peccato. Spero vada davvero all’Arsenal.
Senti, io ce l’ho al fantacalcio e sono ultimo in classifica, perché Pazzini non segna più?
S – Risposta breve: perchè l’Inter questa stagione ha deciso di provare a far di tutto per non vincere nulla.
La metafora del fornello.
Come ho detto tante volte, la rosa è bollita e solo un allenatore fresco può trovare un modo di adattare quella carne, magari facendoci un buon arrosto. Invece si ostinano a volere fare ancora brodo ma quella carne lì non è più saporita. E in più, come cuoco, hanno deciso di dar via Gasperini/Ramsey e prendere Parodi/Ranieri.
Pazzini, che stimo tantissimo, si batte come un leone ma non arrivano proprio palloni giocabili. I centrocampisti sono i suoi compagni più usurati. Cambiasso, Motta, Stankovic sono all’ultima chiamata; Sneijder gioca una gara al mese; Alvarez e Coutinho non sono ancora dei calciatori adatti a squadre con ambizioni importanti.

G – Chiusura con il nostro amico Walter. Sabato ha detto di aver vinto quattro a zero e che lui degli arbitri non parla.
S – La nostra antipatia nei suoi confronti è talmente ingombrante che gode di vita di propria, fa il giro dall’altro lato e alla fine diventa simpatia.
Ricordi i libri da mille lire? Dovremmo farne fare uno dal titolo “101 scuse per la scuola” di Walter Mazzarri.
Gli chiediamo di scrivere centouno cazzate per giustificarsi dal non aver fatto i compiti.
Secondo me, in questo era un maestro già alle elementari.
La Lazio sabato è andata lì per pareggiare e ha pareggiato. Se c’è qualcuno che ha vinto, è quel volpone di Reja.
Mazzarri vive in un mondo suo, ricreato ad hoc dal suo essere un puzzarolo, come diciamo a Roma.

Tu che hai i ritagli – Il punto del campionato

E’ ormai chiaro l’intento di questa rubrica: cercare di farsi notare dalla redazione di Ieri, Moggi e domani e andar lì come ospiti, insieme a Big Luciano, al secondino De Santis e all’andreottiano Pippo Franco.
Per quanto riguarda la foto, non c’è nessun motivo: volevamo solo farvi vedere la figlia di Claudio Ranieri, Claudia.

GiorgioP – Marotta, tra una riga e l’altra, ha fatto capire che il Napoli non ha voluto giocare apposta, che si poteva e che erano stanchi dopo il Bayern. Mazzarri ha talmente tante risposte da dare per fare la vittima che 14 giorni di pausa campionato non bastano.
Schachner – Posto che quando si parla di società di calcio, il più pulito ha la leptospirosi, in questo caso la Juventus non è stata proprio presa in considerazione. Le autorità locali hanno deciso di comune accordo con i dirigenti partenopei, e la Juventus in albergo ad aspettare notizie. Il Napoli ha preferito riposare, fine della giostra.
Mazzarri è sempre più antipatico, De Laurentiis fa film di merda, il Napoli non passerà il turno in Champions ma sarà colpa del diavolo.

G – Tra le partite che si sono giocate, il Palermo porta via la quinta vittoria in casa su cinque partite. Ragionandoci: Mangia è un esordiente, da una parte ascolta Zamparini e stravolge la tattica in cui crede per mettere in campo Zahavi, dall’altra dedica la vittoria al dimissionario diesse Sogliano; tiene 7 partite in panchina Ilicic perchè si allena male, e quando lo rimette in campo sembra Stankovic dei bei tempi. Per essere tutte botte di culo sembrano tante, no? Sembra poter durare più di sei mesi a Palermo (in una squadra che per me ha almeno sei giocatori da big).
S – So che queste sono cose veramente da nerd del pallone, però spero tu mi conceda qualche bonus.
Per lo stesso motivo per cui ti raccontavo che a Coverciano chiamavano Sannino ‘maestro’, ti dico che Mangia è un allenatore in gamba e si sa da tanto tempo, che di Zahavi te l’avevo detto, e che il mister rosanero prende duemila euro al mese, quindi Zamparini se lo terrà il più possibile. Come detto durante la guida, il Palermo lotterà per obiettivi inimmaginabili.
I giocatori ci sono sempre stati, non sono mai mancati a Palermo. Gli faccio un augurio, perchè avere quel presidente lì non deve essere divertente.

G – Posso dirlo? A un certo punto uno vede il bello anche nel piccolo. Gli emergenti (allenatori, giocatori, squadre) sono la novità piú accattivante del campionato. Io, per dire, avrei puntato molto sul Cesena visti gli innesti e le non partenze (Parolo su tutti). Ficcadenti era il Mou del culatello. Andato via lui, persa la bussola?
S – Ficcadenti è un allenatore che non decifro. Il suo Cesena, a mio parere, non ha impressionato così come ci hanno fatto credere e affrontò tutte le big all’inizio, cosa che sappiamo essere sempre un vantaggio per le provinciali.
Se guardiamo le statistiche tecniche della serie A, il Cesena di Giampaolo era sempre tra le prime, insieme a Juventus, Milan, Roma e Lazio. Gli è mancata incisività davanti e, obiettivamente, non l’avrà mai perchè non ha una prima punta.
Spero con tutto il cuore si salvi, ma a gennaio gli consiglierei di prendere un attaccante da sportellate e che ogni tanto la butti dentro.

G – … che ad occhio non ce ne sono, a meno non scongelino Corradi.
Invece senti un po’: parlando degli emergenti di cui sopra, Ramirez è già pronto per il salto in una grandissima (non italiana) alla Sanchez vero? Fisico, dribbling, tiro visione. Io lo vedo con la maglietta dell’Arsenal
S – A Cesena quasi direi Toni.
Ramirez è davvero forte. E’ da grande squadra. Forse da Arsenal, anche se i sudamericani lì non hanno mai avuto tanta fortuna.
Secondo me c’è da aspettare – su di lui – qualche sorpresa dall’Italia.

G – Altre bellissime prese all’Atalanta: Schelotto (che mi ricorda Jonas, solo dall’altra parte), Moralez e l’usato sicuro di Denis. La dimostrazione che non devi spendere in doppia cifra per avere quantità e qualità, no?
S – Ecco, secondo me hai nominato tutti giocatori forti, di base. Si sa che sono bravi ma bisogna avere spazio nell’undici per rischiarli e metterli in mostra. Marino, deus ex machina dell’Atalanta, aveva portato Denis al Napoli, e gli ha dato fiducia anche a Bergamo. Sapeva il suo valore, Denis non aveva potuto mostrarlo in pieno, ora ne ha possibilità. Uno dei vantaggi delle piccole squadre è poter concedere una seconda occasione.
Schelotto si sta per guadagnare una convocazione in azzurro, per inciso.

G – Parli di convocazioni, me la tiri fuori.
Spiega un po’: come può un chierichetto come Prandelli convocare – alla faccia del codice morale – Montolivo dopo le risate nel minuto di silenzio, aspettare dichiaratamente Rossi e soprattutto non convocare Di Natale?
Faccio i conti io per l’Europeo: Matri, Balotelli, Gilardino, Giovinco, Osvaldo. Ad oggi uno tra Totti e Di Natale andrebbe (considerando che Giovinco in nazionale non mi ha impressionato).
S – Prandelli ha già dimostrato di concedere bonus a chi reputa importante (Cassano e Balotelli, ad esempio). Montolivo si aggiunge a questa breve lista. Di natale – mi spiace – ma non è un giocatore da grandi palcoscenici e lo ha dimostrato. Va nel pallone più totale quando la posta diventa alta e, secondo me, non convocarlo non è una decisione così peregrina, considerata l’età e il desiderio di rinnovamento. Totti ormai è anagraficamente fuori dal progetto e non ho neanche idea di dove potrebbe giocare in questa nazionale (senza contare anche lui fa fatica a reggere pressioni importanti).
Giovinco non piace neanche a me, ma se continua così è impossibile non portarlo. In più è l’unico che un pochino potrebbe sostituire Cassano e Rossi, come struttura e idee, nel caso uno dei due – o entrambi – non dovesse recuperare per maggio.
Gilardino se continua così è impossibile portarlo.
Balotelli sarebbe bello non portarlo mai.
Non farei fuori a priori Pazzini, che ha grande capacità di lotta, e Borriello, che potrebbe sfruttare la seconda parte della stagione, magari andando via da Roma e da tutte quelle panchine.

G – Tanto non la strusceremo mai. Facciamo un po’ di fanta-qualcosa: giugno 2012, sul mercato degli allenatori ci saranno Prandelli, Spalletti, Capello e Zeman. Azzardo: Inter, Milan, Nazionale e Napoli.
S – Può darsi, chi lo sa. Faccio il bastian contrario.
Forse Zeman di nuovo a Napoli è troppo per lui, troppo per Aurelio. Mi sa che a Pescara può rimanere a insegnare calcio senza che gli rompano troppo i coglioni.
Allegri non ha rinnovato ma solo ritoccato l’ingaggio. Non so dove potrebbe andare, per lasciare spazio a spalletti.
Prandelli sta facendo bene con la nazionale. L’inter è una destinazione ma, ora come ora, anche un salto nel vuoto.
Capello in pensione, ha fatto il suo tempo.

G – Questione di metri di giudizio, fosse applicato a tutti: se Muriel ieri viene espulso e quel metro viene applicato sempre, ad occhio in quanti si finisce in campo?
S – E’ sempre un casino parlare di queste cose.
Per come la penso io sullo sport, se mandi a fare in culo l’arbitro devi sempre essere ammonito.
Non dovrebbe fare differenza se lo fanno Del piero e Totti: è una regola e quindi non si può fare.
Lo scandalo succede quando gli arbitri si girano, facendo passare constantemente il messaggio sbagliato.

G – Per me infatti la regola – cioè il giallo – é quello che é successo ieri.
Due provocazioni per chiudere: con Pjanic la Lazio vinceva lo scudetto.
S – Se esce dall’Europa Leaguem può vincerlo lo stesso.
E allora sarà: la Lazio, senza Zarate, può addirittura vincere lo scudetto?

G – Se Sculli continua ad essere l’asso di bastoni (e c’é sempre Kozac dietro), lo rischia davvero. E aggiungo: se Barreto torna quello dei tempi belli, fosse che fosse che l’Udinese… Pare stiano aspettando lui, mentre alla lista dei grossi giocatori aggiungiamo Basta e Asamoah.
S – I tifosi della Lazio non apprezzano molto nè Sculli nè Kozak. Il primo è definito nè carne nè pesce, il secondo un giocatore da serie B a cui preferire sempre qualcunaltro.
Asamoah fenomeno da sempre, Basta grande sorpresa.
La lazio a me piace sempre, mi piace anche Lotito. E’ un ciarlatano ma le imbrocca tutte, non sbaglia mai. E poi legge Orazio (quello di Clarabella).
Anche l’Udinese mi piace sempre, e quest’anno fa paura a tutti quanti.
La corsa allo scudetto non è mai stata così ampia come quest’anno.

G – Magari Ranieri riapre tutti i giochi. L’ho visto mercoledì contro il Lille e sembrava un Batman tristissimo in attesa di uno scherzone del Joker.
Povero Claudio. Non ha neanche Robin, ha Branca che neanche legge i registri Uefa.
S – Farà fatica ad arrivare in Europa, questa Inter.
E’ uno spettacolo vedere ranieri negare l’innegabile.
Per me ha lo stesso psicoterapeuta di Mazzarri.
Forse è jonathan crane (e qui andiamo su nerdismi pesanti).

G – Ricordi il seme della follia, il film di Carpenter? In pratica c’é un assicuratore chiamato a cercare uno scrittore horror scomparso. Solo che questo scrittore ha il potere di fare impazzire le persone scrivendo boiate e diventano tutti matti. Finisce che l’assicuratore (diventato matto pure lui) si rivede la storia al cinema e ride.
Lo scrittore si chiamava Sutter Cane. Ci sta bene no?
S – Certo che lo ricordo. Io e le mie sorelle siamo cresciuti insieme a una madre con una piccola biblioteca horror, passando i pomeriggi a giocare nelle segrete del negozio di Dario Argento, e le sere a vedere gli spettacoli di mezzanotte (quando ancora non esistevano) per le anteprime dei film di Wes Craven.
E ancora mi chiedo perchè fatico così tanto nella vita, non riesco a mangiare il formaggio e mi fanno senso i semi del melone…

Con Sutter Cane, viene una cosa un po’ alla Johnny Palomba.

Er seme d’a follia di John Carpenter.
A ‘n investigatore je chiedono de cerca’ ‘no scrittore: Sotto Ercane. Lui lo cerca ma nun lo trova. Va pe’ paesi ma nun lo trova. Allora se legge i libbri de Sotto Ercane pe’ capi’ chi è, e ce va un po’ sotto, perchè chi legge qu’i libbri ce va sotto. Continua a cercallo e alla fine lo trova, e Sotto Ercane je da un libro che deve ancora usci’ ma poi se scopre che è già uscito. E allora l’investigatore pensa “sto Sotto Ercane me sta a pija per culo, un po’ come ve sto a pija per culo io co’ sto film”.
Allora va ar cinema pe’ distrasse e fasse ‘na risata, pe’ non pensa’ a Sotto Ercane.
Noi invece se semio visti sto film e non se la semo fatta pe’ gnente ‘na risata.

‘Na vorta mi cuggino s’è perso le chiavi de casa. Poi l’ha ritrovate.
Stavano sotto er cane.